| Il Gruppo Basso
ribadisce che l'outlet di Roncade sarà aperto in primavera. Lo si legge, nero su bianco, in un comunicato diffuso dalla stessa
società in cui si descrivono le misure di "salvataggio" concordate con le
banche in seguito alla pericolosa situazione finanziaria che si era venuta a creare nei
mesi scorsi.
Il gruppo, in sostanza, ha ristrutturato il credito -
significa che restituirà i capitali prestati da 28 diversi istituti di credito e numerosi
fornitori, corrispondendi in tutto a circa 220 milioni, secondo una nuova scaletta di
tempi - ed ottenuto finanziamenti per altri 18 milioni, in parte destinati anche
alla conclusione dei lavori per l'outlet.
L'impegno assunto a fronte della nuova disponibilità è però quello di far
scendere al più presto il debito di almeno un centinaio di milioni attraverso la vendita
di immobili ed aree edificabili, di far entrare nel capitale - ora interamente in mano
alla famiglia - soci esterni di minoranza e di affidare a società da costituire
appositamente con soci esterni parte delle nuove iniziative imprenditoriali.
Per quanto riguarda le difficoltà a pagare i fornitori che
nel 2009 avevano portato il Gruppo sulla soglia del pignoramento di beni, la nota spiega
che queste sono da addebitarsi alle "criticità del mercato creditizio che avevano
provocato una drastica riduzione degli affidamenti bancari scesi da 485 milioni di
euro a 300 milioni nonostante lattività non avesse dato segni di crisi. La
stretta bancaria si era così tradotta in una temporanea sospensione dei pagamenti nei
confronti dei fornitori di alcune aziende del gruppo stesso".
Basso ha quindi proceduto ad una riorganizzazione societaria "iniziata con la
valorizzazione mediante cessione delle immobilizzazioni costituite essenzialmente dal
patrimonio immobiliare a reddito (centri commerciali, piastre logistiche, uffici,
capannoni artigianali ed industriali) collocato nelle aree più ricche del Paese quali
Toscana, Triveneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Inoltre, è stata effettuata la
ricapitalizzazione di due società del gruppo denominate (Gruppo Basso S.p.A. e Lefim
S.p.A.), il capitale della prima è salito a 120 milioni e quello della seconda a 40
milioni di euro".
Il Gruppo, in ogni caso, ricorda che "dispone di mezzi
propri per oltre 520 milioni di euro", quindi più che doppi rispetto ai debiti e
perciò tali da garantire gli impegni previsti dal nuovo accordo con i creditori. |