COMUNICATO STAMPA
DEL COMUNE DI RONCADE
Roncade è Città Murata
Si aprono nuove prospettive e opportunità per Roncade che, dal 3 marzo, è stata
dichiarata dalla Regione Veneto, Città Murata.
E questa infatti la data di pubblicazione nel Bur (Bollettino Ufficiale della
Regione) dellaccoglimento della domanda avanzata dal Comune nel 2008 e si pone come
momento conclusivo delliter che ha preso il via il 16 giugno 2008, al fine di
sfruttare le potenzialità locali che il circuito delle Città Murate del Veneto offre. La Regione Veneto, infatti, ha istituito lElenco delle Città Murate
e, attraverso esso, si prefigge obiettivi di conservazione e valorizzazione del cospicuo
patrimonio di interesse storico-culturale costituito dai centri abitati ancora
caratterizzati dalla presenza di cinte murarie di origine storica.
«Roncade e la sua villa, circondata da mura agli angoli delle quali troneggiano quattro
torri, ricorda il sindaco, Simonetta Rubinato - sono il cuore e lidentità
della nostra Città. Sono quindi degne di entrare nel privilegiato circuito delle città
murate».
In base alla delibera di Giunta Regionale del 10 febbraio con cui Roncade è stata
inserita nellelenco insieme ad altri quattro comuni (Pastrengo, San Zenone degli
Ezzelini, Camposampiero e Rivoli Veronese), il 28 dello stesso mese lAmministrazione
ha depositato uno studio di fattibilità che permetterà, una volta accolto dalla Regione,
di procedere al recupero dellarea attorno al Castello (piazza I Maggio, giardini
pubblici e zona antistante villa Giustinian) utilizzando 800.000 euro di contributi
regionali.
«Linserimento nellElenco delle Città Murate
conclude il Sindaco - offrirà ampie possibilità di sviluppo locale e permetterà
di accedere ad un circuito privilegiato di finanziamenti regionali nonché europei
necessari a migliorare la viabilità e a recuperare il nostro patrimonio architettonico
sia in ambito pubblico che privato».
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| 5 marzo 2009 Egregio Direttore,
ritengo opportuna una precisazione sostanziale in ordine alla informazione data nel suo
sito Roncade è Città Murata ed in particolare i negozi potranno aprire
la domenica.
A tal fine si precisa quanto segue.
Perché i negozi possano aprire in deroga anche la domenica è necessario che la Provincia
individui Roncade come Città dArte, ai sensi dellart.3 della L.R.
28.12.1999, n.62.
Al momento per mancanza del numero adeguato (almeno duecento) dei posti letto in strutture
alberghiere ed extra alberghiere, il Comune di Roncade non può essere riconosciuto
Città dArte. Pertanto, non basta il solo riconoscimento di Città
Murata , utile al momento per le ragioni già spiegate dal Sindaco nel comunicato
del Comune.
Distinti saluti.
LAssessore agli Esercizi Pubblici,
Commercio e Artigianato
Cesare Miotto
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| 5 marzo 2009 dal "Corriere del Veneto" di giovedì 5 marzo 2009
E' guerra tra gli outlet, arriva il polo di
Roncade: «Noventa non fa paura»
Centro più grande e aperto anche la domenica Sartor: altri 350 mila metri per la GD?
Cancellati
VENEZIA Non c'è solo la guerra tra grande e piccola distribuzione. Ora in Veneto
scatta anche la gara fra colossi commerciali di ultima generazione. L'outlet di Noventa di
Piave avrà pure ottenuto il raddoppio della superficie ma il Gruppo Basso, promotore e
costruttore di un nuovo mega polo degli acquisti in via di ultimazione a Roncade, non pare
particolarmente preoccupato. Anche con gli ulteriori 8751 metri quadri ottenuti dalla
Regione in aggiunta agli attuali 8 mila, la città dello shopping veneziana non raggiunge
i 25 mila sui quali si estenderà la rivale trevigiana.
Il «Roncade Outlet Gallery», che sarà aperto a giugno o
male che vada a settembre, conta su una proprietà totale di 95 mila metri quadri, per
ottanta negozi che si susseguono su entrambi i lati di un percorso a quadrilatero e 1700
posti auto. Al momento dell'inaugurazione l'occupazione degli spazi sarà del 70%. Oltre
ai negozi, sono previsti due grandi aree di ristorazione e pizzeria aperti fino alle 23,
gelaterie, cioccolaterie e bar enoteca con prodotti locali.
Un'ampia area, poi, sarà riservata ai bambini. Mentre i genitori faranno acquisti, i più
piccoli saranno affidati a figure simili a maestre d'asilo, che cercheranno di farli
divertire disegnando, modellando o costruendo qualcosa da portare a casa. Ma Noventa non
fa paura al Gruppo Basso per altri due motivi. Primo: per avviare l'attività su quei
nuovi 8.751 metri quadrati i proprietari, in base a una prescrizione della Commissione di
valutazione di impatto ambientale (Via), dovranno realizzare una strada che conduce fino a
Ponte di Piave. Fra espropri e lavori ci vorranno almeno quattro o cinque anni. Secondo:
l'outlet veneziano non potrà aprire la domenica mentre quello di Roncade sì, almeno
secondo quanto c'è scritto sul Bollettino ufficiale della Regione Veneto (Bur) di due
giorni fa. La delibera 272 firmata da Giancarlo Galan il 10 febbraio scorso, infatti, ha
incluso Roncade in un gruppo composto da altri quattro centri (San Zenone degli Ezzelini,
Camposampiero, Rivoli Veronese e Pastrengo) elevati allo status di «città murate ».
Sono quindi luoghi di particolare valore artistico, per i quali vale la deroga
dell'apertura domenicale per qualsiasi punto vendita che desideri applicarla. Di mura, a
Roncade, ci sono appena quelle perimetrali di Villa Giustinian, il «castello», e una
torre di mille anni fa alla confluenza fra Sile e Musestre, ma tutto fa brodo. Alla giunta
Galan questo è stato sufficiente per accogliere la richiesta del sindaco, Simonetta
Rubinato, che così potrà anche attingere a fondi regionali previsti per la
ristrutturazione dei centri storici.
«Per noi, come per tutte le grandi superfici di vendita
spiegano alla Lefim, società che fa capo alla famiglia Basso le aperture
festive sono determinanti. Siamo comunque convinti che tutto il sistema del commercio
locale potrà trarre un grande vantaggio dal nuovo polo. E' bene ricordare che secondo
l'Istat la provincia di Treviso è la prima in Italia per consumi, con 3.045 euro al mese
per famiglia, e che Roncade si trova al centro di uno straordinario triangolo fra Treviso,
Venezia e Jesolo, a pochi chilometri dai caselli autostradali di Silea, Quarto d'Altino,
Noventa e, prossimamente, Meolo». Le macchine nel cantiere proseguono la loro opera ai
bordi della Treviso-Mare. Rimane ora da risolvere la tensione fra il commercio
tradizionale e gli imprenditori di Lefim spa, senza escludere il Comune, spesso apparso
poco chiaro nell'orientamento verso la realizzazione dell'outlet.
A proposito del braccio di ferro tra ipermercati e negozi
tradizionali, assicura l'assessore all'Economia Vendemiano Sartor: «Ho abbandonato
l'ipotesi (avanzata dal suo predecessore Fabio Gava, ndr) di concedere altri 350 mila
metri quadri alla grande distribuzione. In compenso svincolerò dal contingentamento
l'insediamento nei centri storici e negli attigui centri abitati di chi intende
riqualificare gli stessi. Purchè ci sia la giusta alternanza tra grandi e piccoli,
formula mista che può garantire un futuro. Il negozio di vicinato non ha più la forza di
attrattiva necessaria alla sopravvivenza ma nello stesso tempo non può essere soffocato
dalla grande distribuzione». La Regione attiverà poi un osservatorio, affidato
all'Università di Venezia, per il monitoraggio costante di tutte le attività commerciali
del Veneto.
Gianni Favero
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