Mentre
è in vacanza a Roncade va dal medico ma trova un professionista in sedia a rotelle,
incapace di muovere anche le braccia, e che si fa aiutare da un infermiere.
Insoddisfatta scrive al ministro della Sanità, al sindaco, alla Usl n.9. allOrdine
dei medici, a tutti i giornali e pure al Gabibbo, senza però rendersi conto che motivi
per lamentarsi non ce nè neppure uno.
Protagonista dello scritto, tre cartelle
estese in linguaggio forbito, una sedicente Anna Lisa Todeschi, di Milano, che però non
fornisce alcun altro elemento per essere contattata. Lunica persona con quel nome
residente in tutta la Lombardia, nel varesotto, dice di non saperne nulla.
La scrivente si sorprende per il fatto che le autorità sanitarie consentano ad una
persona disabile di continuare a svolgere una funzione tanto delicata. Se avessi
avuto bisogno di una palpazione delladdome si chiede come avrebbe
potuto fare? La compassione in questo caso non è un sentimento positivo.
Ma la verità attorno a questo medico è di
tuttaltra natura. Pietro Paolo Faronato, direttore sanitario della Usl 9, giudica il
documento crudele e immotivato. Non solo il medico può farsi assistere da un
infermiere, pratica di fatto molto comune, ma è quello che a Roncade ha il massimo numero
di mutuati, 1.471, e larrivo di due nuovi medici di base non gli ha sottratto uno
solo dei suoi assistiti. Sono a disagio per la mancanza di sensibilità verso un
professionista capace, amato e stimato.
Parallelo il giudizio sul caso di Daniele
Frezza, segretario dellOrdine dei medici. Il collega svolge la sua funzione
con cognizione di causa. Il numero stesso di coloro che lo hanno scelto come medico
personale è una garanzia del forte rapporto di fiducia che ha con i suoi assistiti.
Fra i quali cè anche il sindaco di
Roncade, Simonetta Rubinato. E un uomo che va ammirato per il coraggio e per
la forte carica di umanità. Forse è anche grazie al suo stato personale che riesce a
capire meglio le esigenze e lo stato danimo del paziente. Da sindaco, in ogni caso,
nessuno dei cittadini è mai venuto a rappresentarmi alcun problema per il lavoro di
questo medico.
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| 27 marzo 2009 Ho letto con un misto di rabbia e amarezza le assurde elucubrazioni di una
turista in vacanza a Roncade e non ho potuto trattenermi dall'esternare
alcune considerazioni approfittando della vostra ospitalità.
1° Leonida Sartori oltre ad essere un medico sapiente e
sensibile è un
esempio di grande amore per la vita e per il proprio lavoro, esempio che
dovrebbe non stupire in senso negativo stimolando grette segnalazioni ma al
contrario in senso positivo additandolo a chi non trova la forza di reagire a
sventure e difficoltà;
2° se la sig.ra fosse stata la madre o la moglie del dr. Sartori avrebbe
infierito in questo modo?
3° chi ha indirizzato la sig.ra dal dr. Sartori evidentemente era al corrente
delle sue capacità professionali e quindi in tutta tranquillità ha suggerito
questa scelta;
4° se la sig.ra dovesse nuovamente trascorrere una vacanza nel nostro ridente Comune
volentieri sarei disponibile per metterle le mani addosso magari non solo per palparle
l'addome;
5° l'augurio che di cuore mi sento di fare a una persona di così elevati
sentimenti è di poter in futuro aver bisogno di molti medici - chirurghi che
debbano palparle l'addome.
La cosa positiva che emerge da quanto è accaduto è che siamo in molti a voler bene a
Leonida Sartori e questo tributo di stima lo rincuori e lo faccia andare avanti ....
nonostante tutto .
dr.
Pietro Tullio
medico di medicina generale |