Piante
transgeniche chiuse in serre a tenuta stagna, sulle quali si sperimentano con successo
degli agenti che funzionano come vaccini per proteggere dalle malattie, senza luso
di sostanze chimiche, le piantagioni di riso e di cacao, centrali per lalimentazione
del mondo e per sostenere le economie di interi paesi.
A Cison di Valmarino, dove si sta allestendo la storica riunione dei ministri
dellagricoltura più potenti del pianeta, forse non si sa che a una cinquantina di
chilometri a sud, sullestremo limite meridionale della Marca, si brevettano novità
di questo tipo.
Avviene in un laboratorio del Centro internazionale per le biotecnologie e
lingegneria genetica (Icgeb)
di Padriciano (Trieste), ricavato nel 2003 dal recupero di due case coloniche della tenuta
di Ca Tron, passate pochi anni prima, assieme ad un migliaio di ettari attorno, nel
patrimonio di Fondazione Cassamarca Spa.
Qui, grazie ad una convenzione con la stessa Fondazione con tanto di finanziamento di 4,5
milioni di euro in scadenza con il 2009, lavorano quindici giovani ricercatori provenienti
da Usa, dalla Bosnia, dalle Filippine e da molti altri paesi. Sono esperti in
batteriologia delle piante, una specializzazione che studia il come ed il perché si
sviluppino nelle coltivazioni patologie che possono devastare i raccolti.
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A Ca Tron si cerca anche di capire se,
con limpiego di tecniche di manipolazione genetica, si possano trovare rimedi che
costano pochissimo e non inquinano come gli strumenti chimici tradizionali. Abbiamo già creato una specie di biopesticida che protegge il
cacao dalla minaccia del virus del rigonfiamento dei germogli e abbiamo
depositato il brevetto spiega Decio Ripandelli, direttore dellIcgeb e, di
fatto, il fondatore dellesperienza di Ca Tron e siamo molto vicini ad
una soluzione simile per certe malattie della pianta di riso.
So che abbiamo un ministro dellagricoltura che si dichiara anti-Ogm ma vorrei
presto poterci parlare di persona e affrontare con serenità certi argomenti. |
Temi che, quando fu avviato il progetto, inquietarono
comunque più di qualcuno. Nel giugno
del 2003 un nutrito gruppo di no-global, guidato da Luca Casarini, danneggiò
con scritte e con labbattimento di un cartello gli spazi esterni ai laboratori,
giungendo a sfiorare uno scontro con la polizia. Poi lattenzione sulla serra hi-tech
di Ca Tron declinò e per un lustro non se ne sentì più parlare. I ricercatori
lavorarono in silenzio, invisibili nella campagna sconfinata di Ca Tron. Allo stesso
modo, però, come, fa rilevare Ripandelli, questi scienziati con i loro progressi sono
rimasti invisibili anche rispetto alla macchina di Castelbrando, che con questo campo di
studio dovrebbe avere più di un punto di aderenza. Ci siamo probabilmente mossi
tardi. Quando abbiamo fatto richiesta di partecipare ci hanno cortesemente fatto notare
che non ce nera la possibilità.
Una circostanza che tuttavia non sottrae al direttore il desiderio di rivolgere un
messaggio ai ministri agricoli del G8, a partire da Luca Zaia. Mi piacerebbe che ci
fosse una presa di coscienza sulla necessità di investire in ricerca perché
lagricoltura, senza innovazione, ristagna. Vorrei che vi fosse la disponibilità a
considerare qualsiasi tipo di proposta con un occhio scientifico e non con valutazioni
puramente social-politiche e propagandistiche, e neppure sotto il profilo squisitamente
commerciale.
Sulla sede Icgeb di Ca Tron, la seconda creata dopo
New Delhi e che fra poco sarà seguita da un terzo polo a Cape Town, si allunga però
lombra dellesaurimento delle risorse. A fine anno si chiude il periodo di
finanziamento di Fondazione Cassamarca e se sarà rinnovato, date le difficoltà piovute
negli ultimi mesi sulla Spa, molto probabilmente non avrà la consistenza del 2003.
Hanno ragione di essere preoccupati ammette il presidente, Dino De Poli
perché siamo preoccupati anche noi. Se non ci sono soldi non ci sono soldi. Ma di
tempo davanti ne abbiamo ancora e il laboratorio di Ca Tron non rientra certo fra
quegli asset da cedere in caso di necessità.
Siamo fiduciosi di trovare una soluzione per poter proseguire dice Ripandelli
cercando aiuti anche dalla Ue, dai governi e da privati. |