Da
Ca Tron a Mumbay, H-Farm punta
allIndia ed entro breve avrà un nuovo socio che assicuri un aumento di capitale
destinato prevalentemente alloperazione asiatica.
Lincubatore di new company dellinformatica di Riccardo Donadon sta valutando,
nella quiete apparente della sterminata campagna meridionale della Marca, almeno tre
offerte di fondi italiani, uno dei quali sarà scelto per portare a 12-13 milioni di euro
il capitale dellazienda, oggi stimato in circa 9 milioni. Fino ad oggi
spiega il presidente le banche ci hanno aiutato, sopperendo per molti versi alla
mancanza di venture capital, cioè di investitori privati pronti a scommettere su un
progetto. Ci hanno creduto, aiutato e spinto ma adesso il vento è cambiato, il sistema
del credito non si fida più di nessuno, qui come altrove, e negli ultimi tempi abbiamo
fatto davvero fatica ad avere finanziamenti. Perciò lintervento di un socio esterno
è diventato fondamentale.
La terna di candidati è tenuta coperta e si paleserà non prima dei primi mesi del 2009.
A gennaio, intanto, sarà ceduta ad un
compratore straniero, anchesso segreto, la seconda delle sette start-up fondate da
H-Farm dal 2005 ad oggi.
Dopo H-Care, azienda nata tre anni fa per sviluppare le piattaforme software per la
gestione automatica delle relazioni con il cliente (gli assistenti virtuali su web,
cellulari e chioschi), venduta la primavera scorsa alla torinese Comdata, fra qualche
settimana sarà la volta di H-Art.
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Si tratta di unazienda coetanea di
H-Care, in cui operano 60 addetti, specializzata nelle strategie di e-business, design e
interfacce di alta qualità nel mondo dei media interattivi. La formula vincolante posta
da H-Farm è sempre la stessa: la holding rimane allinterno della compagnia con una
quota di minoranza e la sede legale deve rimanere a Ca Tron. |
In questo caso, perciò
sottolinea Donadon avremo un importante player straniero che mette una base nel
trevigiano. Mantenere concentrate nello stesso luogo più aziende impegnate in attività
diverse permette ai nostri clienti-tipo di considerare molte ipotesi e conoscere
direttamente, visitando il nostro parco, le esperienze più avanzate delle
nuove tecnologie.
Con l altra sede negli Usa, aperta nel
giugno scorso, e la prossima di Mumbay, H-Farm mette dunque assieme i poli più brillanti
relativamente alle eccellenze richieste dalle nascenti aziende del web. Se gli ingegneri
ed i disegnatori italiani sono il non plus ultra per la realizzazione di interfacce
intuitive e splendide dal punto di vista grafico, lOlimpo dei software pare abitato
dai programmatori indiani mentre la traduzione delle potenzialità di internet in vantaggi
e prodotti per il consumatore finale è una specialità tutta americana.
Nel 2009, comunque, nessuna delle start-up nate lo scorso anno (H-Umus, Zoppa.com, Log607,
Domainssincome.com e Shado.Tv), partecipate da H-Farm in misura compresa fra il 70% e
l80% con il rimanente ai manager, passeranno di mano. Perciò latteso
Anno Horribilis dovrebbe trascorrere indenne da brutte sorprese. I 36-48 mesi
previsti dalla creazione alla vendita delle nuove società, dunque, scadranno nel 2010 e
nel 2011, mentre il gruppo crescerà per ulteriore gemmazione al ritmo di 4/6 aziende
allanno.
Donadon sostiene in ogni caso di non essere
preoccupato più che tanto della crisi mondiale. Non dobbiamo mica costruire la
Google di Ca Tron, le nostre aziende hanno fatturati contenuti e profitti elevati.
H-Art, ad esempio, chiude il 2008 con 4,3 milioni e 400 mila euro di utile netto. Abbiamo
a che fare con clienti da 100-200 mila euro, cifre piccole rispetto ai budget solitamente
investiti nei canali pubblicitari normali. Se le aziende devono tagliare le spese casomai
risparmiano sugli investimenti in televisione e carta stampata, sono costrette a ragionare
sulle cose che costano troppo. Quindi puntano su strumenti più mirati ed efficienti come
i nostri, i quali hanno anche il vantaggio di mettere le aziende stesse nelle condizioni
di conoscere, uno per uno, i loro obiettivi.
Questo in generale, ma con le dovute
rimodulazioni a seconda dei paesi. LItalia, ad esempio, è unarea ancora poco
infrastrutturata con le linee veloci ed in cui il rapporto fra abitanti e numero di pc è
ancora basso. Qui, insomma, Obama non avrebbe potuto usare la Rete in modo decisivo per
vincere come ha fatto negli Usa. La salvezza è che siamo invece un popolo malato di
telefonini. Ci stiamo lavorando intensamente, in particolare su applicazioni per I-Phone.
Da noi internet sul cellulare avrà presto un effetto devastante.
H-Farm chiuderà il 2008 con un business di 7,7 milioni di euro.
Gianni Favero |