Dopo
molte riflessioni ho deciso di prendere tastiera e mouse e dar corso ad una esternazione
che vuole aver lo scopo semplicemente di riprendere un dibattito, iniziato lo scorso anno
sulla scuola.
Mi ritrovo, dopo 29 anni di carriera portata
avanti con entusiasmo e impegno, offeso amareggiato e
lascio a voi aggiungere
quello che volete. Sono un dipendente pubblico, un insegnante in una scuola media
superiore di Treviso e in questi giorni vengo a leggere le ennesime esternazioni del
nostro ministro Brunetta.
Vorrei illustrare qualcosa che penso sfugga a molte persone, non del mondo della scuola.
Per scelta che deriva dalla nomina che ho accettato serenamente, sono chiamato a gestire
il personale (orario ed assenze) di un Liceo che lo scorso anno contava 1327 studenti
divisi in 58 classi con 108 docenti a disposizione, questanno gli studenti sono
1458, le classi 59 e i docenti ? 101. Certo finalmente anche i docenti lavorano ad orario
pieno non ci sono più ore per supplenze, ma in questi giorni di malattia, al docente
viene trattenuta una parte dello stipendio se è in malattia, oltre che inviata
prontamente la visita fiscale, dobbiamo pagare lo straordinario a quei docenti disponibili
a sostituire gli ammalati, mi potrebbe il signor Brunetta, o la sig. Gelmini spiegare qual
è la razio di questa manovra ?
Ci hanno avvisato che ci sarà un regolamento
per il comportamento con il pubblico, perché fino ad ora cosa abbiamo fatto ? Preso gli
insulti dei genitori imbufaliti perché i loro figli devono cambiare docente a metà anno
scolastico, colpa di graduatorie assurde che non possiamo comandare, io porgerò
evangelicamente laltra guancia, ma sono stanco di coprire chi comanda la scuola
senza esserci vissuto dentro, comincerò, come ho fatto e sto facendo raccontando ai miei
studenti che lanno scorso avevo circa 80 ore gratuite per le supplenze di docenti
ammalati e questanno ne ho 9, morale la scuola qualche volta per qualcuno finisce
alle 10.50 per altri comincia alle 9.05 e via di seguito.
E le famiglie ? E triste cogliere come
alle famiglie tutto ciò interessa relativamente, basta che il figlio sia posteggiato in
un ambiente che la volontarietà di tanti insegnanti rende educativo, non certamente le
circolari ministeriali.
Dimenticavo un particolare abbiamo classi in questi giorni decimate dallinfluenza,
bene, noi non siamo categoria a rischio, se ci vogliamo vaccinare andiamo in coda, tanto
anche se la scuola viene chiusa
anzi se accade è perché i docenti hanno poca
voglia di lavorare, già lavorano solo diciotto ore la settimana. Ma io sarei
ben contento di vedere qualche ministro o parlamentare al mio fianco nelle quotidiane
mansioni.
Non chiedo pietà per la categoria, neppure
commiserazione, chiedo solo che ci lascino lavorare per la scuola pubblica che è di
tutti, le generazioni che stiamo educando ci chiedo molto e molti di noi sono disposti a
lavorare, il sottoscritto più volte si è portato a scuola i cavi per il computer e la
carta e come me tanti altri, ma lasciateci a questo difficile compito se non vogliamo
ritrovarci delle giovani generazioni ancora più vuote, arriviste e perché no
..
egoiste.
Dimenticavo un particolare tra qualche
settimana i ragazzi di terza media dovranno scegliere la scuola per il loro futuro, ma
quale ? Qualcuno parla di riforma, senzaltro partirà, ma il parlamento lha
discussa ? Gli operatori del settore lhanno vista e studiata ? Certo che no, la
conosce solamente il ministro e mi consola il fatto che Lei lavorerà fino al giorno del
parto, non come le donne normali, esose, che stanno a casa due mesi prima del parto e tre
dopo. Fulgido esempio di attaccamento al dovere lavorativo
.
Paolo Giacometti |