Gentile
direttore, qualche giorno fa ho avuto modo di leggere unaltra perla di saggezza del signor
Damelico questa volta riguardante la caccia.
Al contrario del signor Pezzato che, se pur
non condividendo tutto quel che scrive, gli riconosco un certo bagaglio di conoscenze
sullargomento, mentre Damelico semplicemente farnetica e da troppo tempo.
In questo contesto, mi sembrava giusto fare alcune considerazioni riguardanti il
mondo venatorio.
Il popolo dei cacciatori è ampio e variopinto e per questo, diversi sono i comportamenti,
cè il bravo e responsabile cacciatore e cè il furbacchione, cè il
buono e il cattivo, cè il leghista e il comunista di turno.
E vero fa molta più notizia sapere che qualche pallino ha sfiorato le case ma,
tutti noi, cacciatori, sappiamo che sono casi limitati e isolati ma che aiutano ad
enfatizzare la fantasia di stampa e di qualche associazione ambientalista.
Fa molta meno notizia sapere che il mondo
venatorio si attiva volontariamente durante tutto lanno in azioni concrete di
gestione del territorio,con azioni di manutenzione dei territori di rifugio, con il
controllo di alcune specie dannose alla fauna autoctona e con dei così detti ripristini
ambientali che permettono la riproduzione di molte specie animali grazie a rinfoltimenti
di siepi, colture a perdere ecc..
Il problema è che a causa di continue nascite
di riserve di caccia, dove lattività venatoria viene svolta solo da chi ha un
farcito portafoglio, e alle continue costruzioni di case e strade, il territorio libero
cacciabile è diminuito drasticamente portando qualche cacciatore (con poco cervello), ad
avvicinarsi pericolosamente alle abitazioni ma, come ho detto prima, sono solo una piccola
frangia e non rappresentano sicuramente il mondo venatorio.
Piuttosto mi viene da chiedere al saccente Damelico come mai a CaTron dove viene
svolta in maniera molto esigua lattività venatoria perché riserva esclusiva della
fondazione Cassamarca e alla quale non ha accesso nessun cacciatore, siano quasi scomparse
le lepri che fino a qualche anno fa popolavano in maniera più che abbondante tutta la
zona.
Forse ha contribuito unagricoltura intensiva o limmissione da parte di qualche
brava e buona associazione di specie quali volpi allinterno del vicino parco del
sile, mettendo a serio rischio la sopravvivenza delle lepri?
A volte non serve avere un fucile in spalla per commettere vere stragi faunistiche.
Chi crede di vedere cacciatori aggirarsi con
decine di cani a seguito mi vien da dire che forse ha mangiato pesante e ha fatto un
brutto sogno. La legge permette lutilizzo di soli due cani per cacciatore. E poi
signor Damelico suggerisca al suo amico che se ha avuto rilevanti danni alla propria
coltivazione si rivolga alla provincia che gli indennizzi esistono e vengono utilizzati,
quello che ha detto il collega cacciatore e cioè che il prelievo di selvaggina in periodo
di riproduzione è vietato e perseguibile per legge, è giusto sensato e di facile
comprensione.
Signor Damelico, per quanto riguarda
l'appetibilità dei voti nel mondo venatorio, le rispondo dicendole che se alla politica
della Regione gli fosse interessato così tanto non avrebbe aspettato 11 anni per
rinnovare un piano faunistico aspettato da troppo tempo da tutto il mondo venatorio, e le
specie in deroga sono state bloccate per ben due volte dal TAR per cavilli burocratici e
non perché le specie in oggetto sono in pericolo sopravvivenza. Ogni anno viene fatto un
calendario venatorio base che poi viene integrato con le così dette specie in deroga o
volatili protetti come dice lei, questo viene fatto dopo studi specifici e
censimenti mirati da parte degli organi preposti e non perché il politico di turno si
sveglia alla mattina e decide quali specie si possono incarnierare. S
ignor Damelico la prossima volta che vuole
trattare un argomento specifico si informi in materia o almeno abbia laccortezza di
fare una telefonata a qualche suo amico ambientalista.
Il Presidente Italcaccia di Roncade
Marco Donadel |