"Ci sono
più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia".
Scomodare Shakespeare è forse un po' troppo, ma visto che ci si sta sforzando di
tenere il più possibile sotto traccia il caso, con l'effetto di renderlo più suggestivo,
allora esageriamo.
L'evento è uno di quelli che in circostanze normali farebbe un po' di rumore ed
oggettivamente come dato ha il suo peso.Venerdì
scorso, 17 aprile, nel corso di una seduta del Consiglio Comunale di Roncade, il
consigliere di maggioranza Silvana Crozzolin ha fatto pervenire una lettera per annunciare
di dimettersi, irrevocabilmente.
Il perchè è presto detto ma per niente chiaro. Pare la consigliera non abbia
gradito un interessamento da parte del difensore civico, Aldo Salvalaggio, su un
appartamento del suo stesso stabile per conto di aspiranti acquirenti, intenzionati a
conoscere un po' meglio l'esistenza di eventuali complicazioni in un possibile futuro atto
di compravendita.
Si tratta di un immobile residenziale del Comune appartenente al pacchetto di
quelli da vendere a privati. Un appartamento di questi sarebbe infatti già passato in
proprietà di Crozzolin ed allo stesso modo altri dovrebbero essere prima o poi ceduti.
Ma non è questo che ci interessa.
Secondo la ricostruzione del difensore civico, resa a
margine della seduta del Consiglio di ieri, lunedì 20 aprile, in cui lo stesso
Salvalaggio era stato invitato a svolgere un'inutilissima ed ipercensurata relazione
sull'accaduto, l'evento scatenante risale allo scorso ottobre.
Vi sarebbe stata una telefonata dello stesso a Crozzolin per conoscere alcuni
aspetti riguardanti certe servitù nel corso della quale, però, nessuna domanda sarebbe
stata posta a causa dell'immediata reazione della consigliera interpellata.
Ritenendo, a quanto pare, improprio l'intervento del difensore civico a nome delle
persone che a lui si erano rivolte per avere informazioni, Crozzolin avrebbe reagito in
modo poco accomodante interrompendo la conversazione. In seguito, secondo quanto si
apprende da fonti non ufficiali, avrebbe cercato di ottenere dal Consiglio Comunale, cui
spetta la nomina del difensore civico, un pronunciamento a proprio sostegno contro la
presunta ingerenza di Salvalaggio in questioni da lei ritenute "personali e
privatistiche".
Pare che al magistrato cittadino siano anche giunte lettere
da parte di un legale, all'uopo incaricato dalla consigliera, ed avvertimenti di imminenti
querele, comunque mai giunte nei termini di tempo previsti dalla legge. E neppure dopo.
Dunque? Dunque non è che si capisca un granchè e neanche
si capisce perchè una questioncina da due soldi di questa natura dovrebbe interessarci,
non fosse che l'assemblea cittadina per questo è rimasta senza un componente.
Non si capisce perchè il Consiglio abbia voluto, ieri sera, introdurre il tema
senza discuterlo, lasciando andare a casa il pubblico con un "mah?" nella testa,
anche se l'affrontare gli argomenti senza curarsi della loro comprensione presso i
presenti è un'abitudine storica di questi amministratori. Glielo abbiamo detto più volte
ma è muro di gomma, confidiamo sinceramente nei prossimi.
Tornando a noi e alle nostre congetture fra cielo e terra,
ma onestamente molto più vicine alla terra, ne vale una più di tutte e cioè che si
tratti nulla più di una dozzinale ricerca di un casus belli.
Narrano i confidenti che la citata consigliera - già insofferente
all'establishment rubinatesco al punto di rientrare, nell'agosto del 2005, fra i cinque
frondisti di "Roncade
Democratica", salvo poi rientrare nei ranghi ma sbaruffare con il
capogruppo, Paolo Giacometti, l'anno dopo - sia stata colta da una vocazione di
conversione. Che abbia cioè scoperto un feeling con il centrodestra, area probabilmente
più promettente ai fini del mantenimento di un suo ruolo di rappresentanza pubblica.
Dunque cosa c'è di meglio se non usare i sempiterni metodi di autoassoluzione per
un buon salto della barricata?
Voi non mi fustigate pubblicamente il difensore civico? Ok. Ciao ciao e ben vi sta.
(E se così non è siamo qua apposta per ricevere lumi) |