| POLITICA, PARTECIPAZIONE E WEB Lorenzo Pezzato ha richiamato
lattenzione sullo stretto legame esistente tra internet e le nuove
forme di partecipazione alla vita politica chiedendo un confronto su tale tema.
Oggi le reti telematiche combinandosi con le reti sociali possono far crescere una nuova
organizzazione ed un nuovo sistema di relazioni nella società.
Stiamo assistendo al passaggio dalle-government alle-governance.
Le-government (letteralmente governo
elettronico) indica luso di nuove tecnologie di comunicazione e di
informazione a supporto dellattività di governo e della pubblica amministrazione.
E principalmente diretto al miglioramento dei processi e delle strutture dei servizi
al pubblico, ai cittadini e agli attori economici.
Le-governance va oltre allapplicazione degli strumenti elettronici nelle
interazioni tra government in senso stretto e i cittadini, e tra government ed attori
economici.
Le-governance si ammanta di partecipazione politica, si estende oltre i fini della
programmazione e della gestione della res pubblica; è rivolta a cogliere gli
aspetti democratici di partecipazione dal basso.
Oggi per le amministrazioni pubbliche, i servizi telematici
da mere opportunità, sono diventati una necessità irrinunciabile. Pur essendo diffuse,
le potenzialità delle strutture telematiche tuttavia sono ancora poco sfruttate nella
costruzione di un rapporto bilaterale, interattivo tra pubbliche istituzioni e attori
sociali. La realizzazione di processi di e-partecipation e di e-democracy, come sotteso da
Pezzato, richiede, in primis, una modifica sostanziale dei modelli amministrativi in uso,
cioè più versatili e flessibili, dove vi sia il superamento delle competenze di settore
in cambio di un aumento di valore aggiunto nei servizi erogati al cittadino.
Lattuale Amministrazione di Roncade pare abbia preso
sul serio tale mission.
Costruire un nuovo rapporto tra amministrazione e cittadini e imprese; sviluppare un
maggiore coinvolgimento ed una maggiore informazione/comunicazione ai cittadini sulle
scelte salienti dellamministrazione; promuovere una cultura della comunicazione;
progettare una struttura che si occupi della comunicazione istituzionale; potenziare
linformazione e tenere informati i cittadini
sono parte degli indirizzi
operativo-programmatici su cui essa stessa è chiamata a cimentarsi nel prossimo futuro.
Ma lo sviluppo di percorsi di e-governance, qualora realizzati, richiede di prendere in
esame, fin da ora, le ricadute in termini di estensione e di miglioramento degli aspetti
democratici della partecipazione e delle decisioni in ambito pubblico . Per questo non
basta una connessione al web, possedere un blog od un esclusivo sito internet per l
e-governance.
Soprattutto per gli amministratori del bene pubblico, per chi ha responsabilità di
governo, è bene che abbiano da favorire e da promuovere soprattutto la partecipazione ed
il dibattito pubblici più che lavorare per esporre isolate posizioni.
Ad esempio: in relazione al locale problema posto da
Unindustria di Treviso che vuole costruire gli Inceneritori di Silea e Bonisiolo, più che
il pensiero di ogni singolo componente dell Amministrazione Comunale e/o del
Consiglio Comunale, quello che conta (nel caso specifico) è il pubblico reiterato
NO dell Amministrazione e del Consiglio Comunale alla loro
realizzazione. Non solo; molto importante è stato in questi anni, il lavoro
sotterraneo, compiuto porta a porta da singoli cittadini, diversi dei quali
membri dei Comitati Riuniti Rifiuti Zero, le raccolte di firme,gli incontri e
le pubbliche assemblee che, oggi, vedono lopinione pubblica roncadese schierata
contro gli Inceneritori accanto a quella di Silea e di Bonisiolo più di quanto non
sembri.
Sono convinto che , per compiere scelte oculate , non
servono gesti clamorosi ma fornire una corretta ed esauriente informazione.
Solo così l e-government potrà trasformarsi in e-governance.
Ciò che può fare o dire il Politico di Turno è molto importante ma conta molto di più
la scelta che il cittadino esprime con il proprio voto quando è chiamato liberamente e
consapevolmente ad esercitarlo. In fin dei conti è questa la base della democrazia; vera,
oggettiva partecipazione.
Francesco Cavasin |