| L'ex base
missilistica di Ca' Tron è in vendita, il demanio la offre al Comune di Roncade con
diritto di prelazione per 810 mila euro ma il tempo per decidere, prima di mandarla
all'asta, è di soli 15 giorni. E' stato
questo il tema centrale della seduta del consiglio comunale di ieri sera, discussione che
si è conclusa con una delibera con la quale si chiede all'agenzia pubblica di concedere
un margine di tempo più ampio al fine di poter decidere con la necessaria consapevolezza.
Il provvedimento è stato approvato a maggioranza, con l'astensione dei consiglieri di
minoranza Roberto Silvestri e Marco Lovisetto.
L'informazione ufficiale della possibilità per l'amministrazione di acquistare la
struttura - 81.980 metri quadrati di cui 4.518 coperti, circondati dalla tenuta di
Fondazione Cassamarca Spa - è infatti datata 18 agosto. Trascorse le due settimane senza
un'accettazione della proposta (da parte del Comune ma anche di Provincia di Treviso e
Regione Veneto, alle quali è riconosciuto lo stesso diritto di prelazione) il bene sarà
assegnato al migliore offerente attraverso una gara.
Data però la somma, ritenuta più che conveniente per un
immobile almeno sulla carta molto interessante, l'amministrazione comunale non pare
intenzionata a lasciar cadere tanto facilmente l'opportunità, nonostante le restrizioni
imposte dal patto di stabilità. Una formula per coinvolgere capitali privati, sostengono
i vertici comunali, in qualche modo può essere individuata.
Il vero problema risiede piuttosto nell'assoluta mancanza di informazioni sullo
stato della ex base militare, non essendo stato trasmesso dall'Agenzia del Demanio alcun
fascicolo descrittivo dello stato del bene e non potendo il Comune visitare all'interno la
struttura.
Un salto nel buio, insomma, che potrebbe nascondere delle incognite legate, ad
esempio, alla necessità di bonificare l'area dalla presenza di ipotetici materiali
nocivi.
Da qui la richiesta formale al Demanio di assecondare una
proroga dei termini e di trasmettere una descrizione dettagliata dell'immobile e dell'area
circostante. A meno che, è il sospetto dei maligni, non esista a monte l'intenzione di
favorire operatori privati interessati alla ex base, per farne cosa non si sa.
L'Agenzia, da parte sua, ha replicato oggi che la procedura
assunta nei confronti del Comune di Roncade è quella standard.
Per conoscere i dettagli sul bene in via di dismissione, è stato anche aggiunto,
è sufficiente una richiesta di accesso agli atti, istanza che sino a questa mattina non
risultava essere stata inviata dagli uffici di via Roma.
In precedenza, è stato anche precisato dall'ufficio stampa del Demanio, non sono
mai stati registrati casi di slittamento dei termini che per Roncade, essendo la
comunicazione stata ricevuta il giorno 21 agosto, si chiuderanno il 5 settembre.
L'Amministrazione, dati anche gli orientamenti indicati nel
Piano di Assetto del Territorio (Pat), individua nella zona un ottimo sito a vocazione
turistico ricettiva, ed il giudizio è condiviso anche da chi, in passato, per molti anni
ha operato all'interno della base.
Gli spazi, articolati in otto alloggi, consentirebbero in sintesi di ospitare
almeno 300 persone. La vicinanza alla laguna, alle spiagge, all'aeroporto ed ai caselli
autostradali non fanno altro che incrementarne l'appeal, tenendo conto che sarebbe
possibile pure raggiungere da lì le isole veneziane attraverso un canale navigabile.
Nell'estate del 2008 la base era stata anche individuata dal Governo come possibile
sede di un centro
per l'identificazione e l'espulsione degli immigrati clandestini, tema che diede origine
ad un fitto dibattito fino al tramonto - almeno per ora - dell'ipotesi.
La base di Ca' Tron, collegata collegata con quella di
Marteggia (Venezia), rimase operativa fino al 1976. Nella frazione roncadese,
essenzialmente logistica, lavoravano militari italiani ed americani nel controllo degli
armamenti rispettivamente convenzionali e nucleari, compresi missili di tipo Nike,
custoditi appena al di là del Vallio, nel veneziano.
Poi la struttura venne chiusa, le testate portate via, ed
in seguito venne utilizzata ancora qualche anno solo come deposito di materiali
dell'Esercito. |