Spezzatino
stradale a pagamento, un pedaggio fra Treviso e Meolo, un altro da lì a Jesolo.
Chi percorrerà la superstrada gentilmente definita "Via del Mare", cioè
la struttura viaria a quattro corsie del tutto simile ad un'autostrada che un grappolo di
imprese veneziane intende realizzare sovrapponendola alla Treviso-Mare, senza saperlo
potrebbe accontentare due distinti centri di interesse.
Si tratta ancora di un'ipotesi, sostengono i bene informati, che però rientra fra
le possibilità.
E' noto che la prima parte, i 19 km in terra veneziana, ha già l'approvazione
della Regione Veneto, la quale ha accolto il disegno in finanza di progetto (vuol dire che
l'operazione la fa un soggetto privato, investendo in questo caso 210 milioni più Iva, e
che poi si riprende i soldi attraverso la rendita di quella stessa opera) e che a questo
scopo si è già pronunciata con una delibera del maggio 2007.
L'Associazione temporanea di imprese (Ati) che si è proposta per la realizzazione
è composta da Adria Infrastrutture Spa di Mestre, la Società Strade del Mare Spa, di
Jesolo, e il Consorzio "Via del Mare", sempre di Mestre.
Il secondo tratto, quello che collega Meolo alla tangenziale di Treviso, un po'
più corto, pare già essere nelle intenzioni di un diverso gruppo di investitori, la cui
fisionomia è però ancora nebulosa.Ne ha
parlato ieri sera, nel corso di una seduta del consiglio comunale, Leopoldo Saccon,
architetto vittoriese che ha curato invece uno studio volto alla messa in sicurezza della
Treviso-Mare libera e che sarà presentato a Regione, Province e Comuni interessati,
firmatari di un preciso protocollo d'intesa in questo senso, entro questo mese.
Messa in sicurezza significa innanzitutto aggiunta di due corsie e costruzione di
un sistema di svincoli tali da non tagliar fuori nessuno fra quelli che oggi hanno un
accesso diretto alla strada, come avverrebbe, invece, nel caso di trasformazione della
s.r.89 in superstrada a pagamento.
L'intervento per il remake della Treviso-Mare costerebbe a
spanne un centinaio di milioni e si presenta tutto sommato abbastanza semplice, essendo le
Province di Treviso e Venezia già proprietarie delle banchine a lato della carreggiata
per una larghezza sufficiente a realizzare le corsie supplementari. Il progetto
originario, del resto, ne prevedeva quattro già trent'anni fa.
Va anche detto che l'operazione può essere realizzata a stralci, intervenendo sui
punti più critici come, ad esempio, l'innesto fra la Treviso-Mare e la tangenziale di
Treviso, lo svincolo di Vallio o l'incrocio semaforico di Meolo.
Il problema, per la Regione Veneto, è che gli interventi
sono a carico suo, essendo proprietaria della strada.
Oneri che sparirebbero del tutto, ovviamente, nel progetto di superstrada a
pedaggio il quale però, benchè si preveda il transito gratuito per gli abitanti dei
comuni interessati, non piace alle amministrazioni locali.
Roncade, in particolare, ha avviato una raccolta di firme per chiedere alle
autorità di competenza di bloccare l'avanzata della cordata veneziana.
Il Consiglio Comunale ha fatto di più, votando ieri sera
all'unanimità una delibera in cui, accettando in generale la formula
del project financing per la costruzione di nuove opere di pubblica utilità, respinge l'
"esproprio" di una strada già esistente, funzionante da anni e realizzata con
denaro pubblico da parte di cordate di imprenditori mossi invece dall'intenzione di
trasformare gli utenti in clienti. |