COMUNICATO STAMPA
BERLUSCONI VUOLE PORTARE I CLANDESTINI A RONCADE
Il sindaco, Simonetta Rubinato, è esterrefatto: Veniamo a scoprire dai giornali che
il governo Berlusconi vuole portare i clandestini in un Cpt (Centro di Permanenza
Temporanea) a Roncade, dove collocarli per tutto il tempo necessario alla loro
identificazione e successiva espulsione. LAmministrazione è assolutamente contraria
ad un simile progetto afferma con forza il primo cittadino - e lo contrasterà in
ogni modo.Non si tratta della sindrome Nimby
(Not in My Backyard): quellarea missilistica dismessa dal ministero della Difesa dal
governo Prodi è oggetto di attenzione da tempo da parte dellAmministrazione
nellambito del Piano Strategico di Sviluppo del Territorio messo in atto
dal Comune di Roncade per il suo possibile utilizzo, in sinergia con Fondazione Cassamarca
e altri soggetti interessati con finalità di sviluppo turistico, culturale (tenuta
CaTron) o di innovazione tecnologica e new media (H-Farm).
Larea, infatti è collocata allinterno di una
tenuta agricola di 1100 ettari che si sta sviluppando con varie attività di formazione
universitaria deccellenza, di ricerca e di sviluppo tecnologico innovativo e
lAmministrazione roncadese ha dimostrato un particolare tipo di rispetto per
lambiente per garantire la tutela dellultimo pezzo di campagna veneta pregiata
integro nei pressi della laguna veneta.
Senza trascurare, infine, il particolare pregio archeologico dellarea. Sotto e a
fianco dellex base missilistica si sta portando alla luce il sedime dei due rami
della via Annia (una delle principali arterie romane che proprio in quel punto si
biforca).
Il ministro Maroni conclude Rubinato - non poteva
perciò scegliere unarea meno indicata per un Cpt. Ci si aspetterebbe che un governo
premiato da così tanti voti nel Veneto ponesse molta più attenzione per le esigenze del
territorio anziché sparare proposte propagandistiche senza preoccuparsi della loro
fattibilità. Il governo Berlusconi stia lontano da Roncade.
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| CORRIERE DEL VENETO
- 17 GIUGNO 2008 Il sopralluogo
Visionate dagli ispettori del Viminale ex caserme dell'Aeronautica tra Venezia, Padova e
Treviso
Centro clandestini, sotto esame Ca' Tron e Bagnoli
VENEZIA L'annuncio arriva dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni: «Sono state
individuate sei ex caserme (in Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche e Campania, ndr)
da impiegare come Centri per l'identificazione e l'espulsione dei clandestini». La
conferma porta la firma del ministro della Difesa, Ignazio La Russa: «E' vero, abbiamo
fornito al Viminale l'elenco di siti militari dismessi, aree e terreni di nostra
competenza, presenti anche in Veneto, idonei allo scopo. Ma la decisione finale spetta
all'Interno».
E infatti tra domenica e ieri i funzionari di Maroni, coordinati dal sottosegretario
Alfredo Mantovano, sono arrivati nella nostra regione per i primi sopralluoghi. Talmente
blindati da essere taciuti anche a prefetti e questori, per evitare fughe di notizie e
relative proteste da parte di sindaci, cittadinanza e no global.
L'ordine di Maroni è perentorio: la precedenza va a strutture ubicate fuori dai centri
abitati, vicino ad un aeroporto e alla sede di un Reparto mobile della polizia di Stato. E
così l'interesse degli ispettori si è concentrato tra le province di Padova, dove è di
stanza il Reparto mobile, e Venezia-Treviso, dotate di scali. In terra lagunare, al
confine con la Marca, sono state prese in considerazione le due ex basi missilistiche
dell'Aeronautica di Ca' Tron, nei Comuni di Meolo e Roncade (Treviso). Erano sede del
Gruppo intercettori e sarebbero logisticamente adatte allo scopo, in quanto forti di
palazzine servizi e Comando, alloggi, mensa, hangar e ampi spazi verdi. Inoltre i due
siti, attigui, sono lontani da centri abitati e a pochi chilometri dall'aeroporto.
Interessante anche l'ipotesi di forte Tessera, già utilizzato dal Comune per
l'accoglienza dei profughi in attesa di asilo politico, mentre meno plausibile è parsa la
chance forte Pepe, in località Montiron, abbandonato ma piccolo e più somigliante a un
bunker che a un centro di detenzione. Gli addetti ai lavori indicano come molto probabile
la scelta di Ca' Tron. Che, tra l'altro, si rispecchia nell'immobile visionato nel
Padovano, esattamente a Bagnoli. Dove si trova un'altra ex base dell'Aeronautica ormai
dismessa e dotata degli stessi servizi di quella veneziana. Cioè palazzine civili, mensa,
spazi logistici e verdi. Un'opzione ritenuta più valida di quella di Vigodarzere, sede di
un ex deposito centrale di sistemi missilistici posizionato però al centro del paese. Il
che ha scatenato la contrarietà del sindaco, Franco Frazzarin (Pd), che il 5 giugno ha
consegnato una lettera al prefetto di Padova, Michele Lepri Gallerano, per esprimere tutta
la sua preoccupazione per l'eventuale scelta di tale area.
Resta invece sotto osservazione l'ex caserma dell'Aeronautica militare lasciata vuota sul
monte Venda, a pochi chilometri da Montegrotto. Non è ancora dato sapere su quale dei
siti ispezionati cadrà la scelta del Viminale, che prima di avviare l'iter per la
realizzazione del Cie potrebbe voler vedere altre delle circa 60 strutture dismesse dal
ministero della Difesa in Veneto.
Michela Nicolussi Moro
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