| L'oggetto, costruito in
argento a forma di fanale e sezione quadrata e risalente alla seconda metà del 600,
e' stato ritrovato in un'abitazione di Camposanpiero (Padova) in seguito ad un'indagine
che ha portato a denunciare a piede libero due donne incensurate di Isola della Scala
(Verona), di 45 e 42 anni, ed un imprenditore di Camposanpiero di 53 anni. Una quarta
persona risulta indagata con le stesse contestazioni di furto e ricettazione. Secondo quanto riferito dai militari all'origine del gesto vi
sarebbe un'attenzione tutta particolare non tanto per il valore in se' del reliquiario ma
per lo specifico santo, riconducibile ad un'organizzazione con una regia all'estero.
La sottrazione era avvenuta con un raggiro ai danni
del parroco, don Abramo Pietrobon, ad opera delle due donne le quali si erano qualificate
come studiose intente ad eseguire delle ricerche storiche e che, ottenuta la fiducia del
religioso, si erano fatte mostrare le reliquie conservate nella chiesa parrocchiale.
A destra: il parroco, don Abramo
Pietrobon, dopo la riconsegna del reliquiario al comando provinciale dei Carabinieri di
Treviso |

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