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| Lunedì |
| 30 giugno |
| 2008 |
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Cpt
a Ca' Tron: si faccia un referendum |
| Prc: "Raccoglieremo
le firme, la popolazione ha diritto di esprimersi" |
| Esistono delle alternative che
partono dallaccoglienza, dalla solidarietà e non si fondano sulla paura e la
persecuzione |
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CPT, OVVERO UN GRANDE CARCERE PER
MIGRANTI A CATRON?
RACCOGLIEREMO LE FIRME PER UN REFERENDUM POPOLARE CONTRO QUESTA SCELTA
Nel nuovo decreto legge sulla sicurezza i famigerati CPT - Centri Permanenza Temporanea,
diventeranno Centri di Identificazione ed Espulsione, ossia carceri a tutti gli effetti,
dove le persone, anche se in teoria dovrebbero essere ospiti, sono in realtà
dei detenuti e vi potranno stare anche fino a 18 mesi. È da quando sono stati progettati
che il PRC denuncia i CPT come strutture indegne di un paese civile, incapaci totalmente
di garantire il minimo diritto umano alle persone che vi sono rinchiuse. Privati di ogni
libertà personale, sottoposti ad uno stile di vita coercitivo, vivono
nellimpossibilità di avere il benché minimo contatto con lesterno: visite,
contatti con legali o con associazioni di difesa e promozione dei diritti civili. A fine
dellanno 2007 la "Commissione per le libertà civili e la giustizia"
dellEuroparlamento, ha condannato i CPT Italiani, definendoli luoghi caratterizzati
da "cibo scadente", "gabbie e sbarre opprimenti", "mancanza
digiene", "carenza dassistenza medica e legale". Inoltre da un
punto di vista sicuritario i CPT hanno anche un rendimento scarso, dati alla
mano, la percentuale dei rimpatri dei clandestini è ben sotto al 60%.
Anche in Veneto il governo Berlusconi ha individuato delle aeree strategiche dove
potrebbero essere sorgere i nuovi CPT, lipotesi più probabile sembrano essere due
ex basi missilistiche dellaeronautica di CaTron, nei comuni di Meolo e
Roncade.
Negli scorsi giorni alcuni funzionari del ministero dellinterno sono giunti nella
zona per fare i primi sopralluoghi. Eventi blindatissimi, onde evitare il contatto con le
comunità locali. Addirittura pure i prefetti ed i questori non sono stati avvisati,
probabilmente per evitare agganci con le amministrazioni locali, così da tenere lontani
quei stessi sindaci veneti che anni fa protestarono contro lapertura dei CPT nei
propri comuni. Ed è proprio su queste modalità di agire politico che si gioca la faccia
il ministro Maroni ed il suo partito. Un partito che negli slogan padroni a casa
nostra, federalismo, autonomie locali, ha posto la summa del
proprio essere. Ma evidentemente non del proprio agire. La coerenza non è di casa nella
Lega.
Quando cè da fare propaganda elettorale la prima azione sembra essere quella di un
vasto coinvolgimento popolare, promozione del federalismo, massima potenza alle autonomie
locali, attenzione nazionale per il Veneto, fino ad arrivare a referendum quale quello
relativo alla costruzione di un villaggio sinti a Mestre, ma poi, nel fare,
nellagire politico, si muove con la scaltrezza di un partito centralizzato, senza
contatto con i territori, senza rispetto per le comunità che dice di voler tutelare, con
politici che da Roma arrivano di nascosto per decidere di un posto di cui probabilmente
non hanno mai sentito nominare prima. Ecco i veri affaristi della politica.
Ma la denuncia alloperato della Lega non può non comprendere anche
latteggiamento di tutto il resto del governo Berlusconi nel gestire nella pratica
emergenze nazionali, senza ascoltare i cittadini che dicono di voler tutelare. I
termovalorizzatori, le discariche, ma anche i passanti, le TAV, non dovrebbero essere
tutti lavori condivisi con le comunità che si trovano convivere con tutte queste opere?
Altrimenti il tanto paventato federalismo, i tanto decantati sentimenti del sentirsi
padroni a casa nostra, in che cosa consistono? Solo in questioni di federalismo fiscale?
È di questo che si tratta? Soldi e sempre e soltanto soldi?
Affermiamo seriamente la necessità di aprire un referendum popolare per comprendere le
esigenze delle comunità locali sulla nascita di questi nuovi CPT; ciò significa anche
aprire dei dibattiti, dei confronti sereni e seri nel quale le persone possano esprimere
il loro parere ma anche capire cosa sono questi centri, nuove forme di detenzione simili a
dei lager, e comprendere se non esistano forme diverse, più democratiche, non violente,
alternative ai CPT per gestire la questione dellimmigrazione clandestina.
Stiamo assistendo ad una vera e propria emergenza democratica, costruita ad arte da
partiti che fomentano, cavalcano, esasperano sentimenti di paura ed intolleranza, per far
calare dallalto (leggi Roma) le decisioni più assurde: CPT, eserciti nelle città,
discariche e tutti gli scempi ambientali e sociali che renderanno impossibile la vita per
chi avrà la sfortuna di viverci vicino. Gruppo Consiliare Regione Veneto
Partito della Rifondazione
Comunista
www.prcregioneveneto.com
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