Sono pertanto 6368 le tonnellate di rifiuti speciali pericolosi stoccati legalmente
nella discarica perché in possesso di autorizzazione.Posto che non trattasi di un luogo dove fare un pic-nic con la famiglia,
alla criticità sopra esposta nel 2002 la Nuova Esa smaltiva spacciandoli per Terra
e rocce di scavo rifiuti tossico nocivi contenenti arsenico come rivelato da un
controllo dallArpav. Del processo svolto a Venezia e della sentenza nr. 11 del
07/02/2008 abbiamo già dato ampio ragguaglio nel precedente
intervento del 19 settembre ma scaturiva da questi indebiti conferimenti
anche un altro processo ai danni di Bonato che veniva condannato a 90 giorni di arresto
sostituiti da 4.924 euro di multa nel 2005 (alleghiamo articolo). Che siano stati stoccati
rifiuti tossico-nocivi cè pertanto ampia documentazione.
Apprendiamo favorevolmente dallassessore Geromel che
dei rifiuti nocivi non cè più traccia ma riteniamo opportuno conoscere i termini
di un intervento così tempestivo delle autorità (a Paese nonostante la grandissima
esposizione mediatica di bonifica neanche lombra e lamianto non è ancora
stato toccato). Quali verifiche siano state eseguite per conoscere la composizione delle
sostanze pericolose scaricate nella discarica? Quando sono stati portati via i rifiuti
nocivi e soprattutto se sia stato definito un piano per verificare i danni prodotti, su
ambiente e persone, dalla presenza prolungata nel tempo, di sostanze altamente inquinanti
e pericolose per la salute dei cittadini?
A tutte queste domande riteniamo doverosa da parte
dellamministrazione una risposta precisa con i termini reali dellinquinamento
avvenuto e non un semplice comunicato stampa privo di qualsiasi dato perché la nostra
battaglia può sembrare allassessore Geromel unicamente propaganda elettorale ma
innanzitutto si tratta di difesa del diritto alla salute dei cittadini.
Simone
Piovesan
Rifondazione Comunista Roncade
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Arsenico in
discarica: Bonato a processo
La Tribuna di Treviso 28 maggio 2005 pagina 31 sezione: PROVINCIA RONCADE. La discarica era autorizzata a ricevere rifiuti speciali
inerti non pericolosi. In realtà, stando alle rilevazioni dellArpav, vi sarebbero
stati conferiti anche materiali tossico-nocivi contenenti arsenico.
Per questo è finito a processo Enzo Bonato, 48 anni di Roncade, responsabile
legale della società roncadese «Fratelli Bonato» di via San Pio X che ha in gestione la
discarica incriminata. I fatti contestati risalgono al luglio del 2002 quando un controllo
eseguito presso limpianto di via Claudia Augusta portò alla luce alcune
irregolarità nei parametri e, in particolare, mise in evidenza la presenza di arsenico.
Di qui la contestazione alla «Fratelli Bonato» di aver ricevuto rifiuti non
autorizzati dal provvedimento della Provincia, ente competente in materia ambientale. In
particolare la società roncadese, che possedeva la concessione per discarica di tipo II,
categoria A (rifiuti speciali non pericolosi), avrebbe consentito lo stoccaggio di rifiuti
speciali tossico-nocivi (contenenti appunto larsenico) e di numerosi altri rifiuti
che non rispondevano alla definizione di «rifiuto inerte» secondo quanto indicato nel
provvedimento della Provincia.
La società è stata denunciata per la violazione della legge speciale in materia
di ambiente ed è finita sotto inchiesta. Dopo una serie di accertamenti da parte degli
investigatori, è stato emesso contro il responsabile un decreto penale di condanna di
4.924 euro di multa, sostitutiva di 90 giorni di arresto.
Bonato ha fatto opposizione ritenendo di poter dimostrare la propria innocenza in
dibattimento e andrà ora a processo. Ludienza è stata fissata ieri per il 2 aprile
del prossimo anno. Contro la «Fratelli Bonato» si è costituita parte civile la
Provincia nella persona del presidente Luca Zaia.
Lente di via Cesare Battisti ha ritenuto di aver subito danni patrimoniali e
non patrimoniali conseguenti allirregolare gestione della discarica di Roncade e ha
pertanto chiesto alla società il relativo risarcimento che dovrà essere quantificato dal
giudice competente. (s.t.) |