| Il 4 giugno 2008 è piovuto molto e in poco
tempo. Sono tornato a casa e la parte finale
del mio giardino si era allagata, come spesso succede quando il Musestrelle tracima. Ho
infilato gli stivali di gomma e sono andato a fare una passeggiata lungo largine. Ad
un certo punto vedo qualcosa tra lerba, ma non distinguo bene. Mi avvicino e con non
poco stupore mi sono trovato davanti un gambero di circa 12 centimetri, scuro, una
aragosta in miniatura con delle macchioline circolari rosso vivo sulle chele.
Sono rimasto qualche istante interdetto, ho pensato che un
gabbiano potesse averlo pescato in mare e lasciato cadere proprio in quel punto, ma mi
sono ricreduto subito. Improbabile.
Poi lovvio si è fatto strada: è un gambero di fiume.
Per quanto mi riguarda i gamberi di fiume sono creature mitologiche che popolano habitat
incontaminati, mi è capitato di vedere qualche gamberetto in un ruscello di montagna, ma
nulla di più.
Mi sono informato, su suggerimento di un amico di blog, ed ho scoperto che i
gamberi che ho trovato non sono di una specie nostrana. Sono gamberi di fiume americani
Procambarus clarkii il nome scientifico- è anche chiamato il gambero killer della
Louisiana.
Come indica il suo nome, questa specie proviene
dallAmerica del Nord, e più precisamente dallo stato della Louisiana. In Europa si
trova in Spagna, Francia, Germania e Italia. Il carapace ha una colorazione rossa con
granulazione chiara e scura in contrasto. Le chele sono lunghe e strette, la lunghezza del
corpo si aggira sui 7-11 cm. Contrariamente alle altre specie di gamberi, la femmina è
generalmente più grande del maschio. Il gambero della Louisiana colonizza i corsi
dacqua e i laghi ed è relativamente tollerante verso i cambiamenti di ambiente.
Perché viene chiamato gambero killer? Naturalmente non perché sia pericoloso per l'uomo,
anzi è stato esportato in tutto il mondo perché facile da allevare. Ma, negli ambienti
in cui è stato introdotto, tende a prendere il sopravvento sulle altre specie presenti, e
a diventare, così, in assenza di predatori naturali, l'anello più forte della catena
ecologica. Tutto questo, grazie a una serie di caratteristiche che lo rendono molto
competitivo.
Laltra domanda è: come è finito nel Musestrelle?La
Laguna di Venezia è ormai popolata di vongole cosiddette filippine che sono
arrivate fin da noi aggrappate alle chiglie delle navi ed hanno soppiantato le nostrane,
ma i gamberi americani?
Sarebbe interessante approfondire, e magari avere lopinione di qualcuno meglio
informato.
Lorenzo
Pezzato
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| 16
giugno 2008 Egregio
direttore,
questa mia mail è per puntualizzare delle informazioni che
non vorrei passassero errate. Il sig. Pezzato nel suo intervento sui gamberi killer ha
posto alla fine una domanda: allora su come siano arrivati sul Musestrelle proprio non lo
so ma visto che me ne occupo per lavoro vorrei dire che le vongole filippine (Tapes
philippinarum) sono state introdotte in laguna di Venezia volontariamente nel marzo del
1983, nellambito di alcuni allevamenti sperimentali, condotti in dal Consorzio per
lo Sviluppo della Pesca e dell'Acquacoltura del Veneto (Co.S.P.A.V.); furono seminati, in
alcune aree della laguna Sud, circa 200.000 esemplari di provenienti da uno schiuditoio
inglese e successivamente altre semine vennero eseguite.
Esiste però il problema dell'acqua di zavorra che viene
immagazzinata dalle navi, traportata e rilasciata nei vari porti con conseguente
veicolazione di specie alloctone che possono anche essere infestanti trovando nel nuovo
ambiente un habitat idoneo allo sviluppo e senza magari dei predatori che ne frenano la
proliferazione.
Ma le vongole filippine sono state portate volontariamente
dall'uomo.
Thomas
Galvan |