| Intervengo sulla
questione sollevata da Francesco
Antonello, in quanto svolgo nel nostro comune funzioni non solo di
commerciante, ma anche di membro del CdA dell'istituto "nobile Morosini" e di
vice presidente della Consulta Attività Produttive. Il
tema affrontato dal collega torna ad essere centrale in questo periodo, nel quale si
avvicina l'apertura dell'outlet di Roncade, ma ritengo che la paura e la frenesia di dover
intervenire in qualche modo, spinge a cosiderazioni a dir poco fuori luogo.
Mi sembra evidente che non è solo l'economia roncadese ad essere in crisi, ma lo è
l'economia globale! I dati evidenziano che l'economia italiana si appresta a chiudere
l'anno con una crescita del PIL uguale a 0 , se non negativa.
Non è sparando su tutti convinti di colpire il bersaglio
che si risolve qualcosa!
La ventilatà possibilità dell'abolizione dell' ICI, poi, ha lo stesso valore di
"nascondere la polvere sotto i tappeti", perchè anche se come commerciante ne
ricevessi un vantaggio, come consigliere di amministrazione della scuola materna, vedrei a
serio rischio gli indispensabili fondi che l'amministrazione comunale stanzia per la sua
sopravvivenza; se il problema non verrà affrontato in maniera strutturale, anche altre
istituzioni potrebbero entrare in crisi e si innescherebbe una guerra tra poveri.
Le tematiche dei centri commerciali, della vitalità nei centri storici, della
soppravivenza del commercio di vicinato sono all'ordine del giorno
sulla stampa.
Al di là del rancore che si può serbare verso un
amministratore, credo che a Roncade mai come in questi anni il tema del centro sia stato
affrontato in maniera così organica e, anche se il tempo per questi temi non è mai
finito, non si può certo dire che non si sia data la possibilità di incidere nel
progetto "centro storico".
Come commerciante di una frazione della nostra città mi
sento stupito dal catastrofismo che il Sig. Antonello paventa, perchè chi esercita nella
periferia affronta gli stessi problemi di opera in centro, addirittura (se permette) con
un oggettivo svantaggio dovuto alla mancanza del movimento che gli uffici comunali, la
casa di riposo, le scuole medie, le piscine, gli impianti sportivi, il mercato e le varie
manifestazioni generano nel centro di Roncade.
Oggi non si può sopravvivere sulle rendite di posizione passate o presenti, ma è
necessario mettersi in gioco e confrontarsi con un mercato globale sempre più
competitivo.
Non si può invocare la libertà d'iniziativa economica e
poi non accettarne le coseguenze che, ricordiamolo, si concretizzano in una competizione
che sprona a migliorare le nostre attività economiche e a dare ai consumatori la
possibilità di scegliere. Una sfida, questa, con la quale noi commercianti della
periferia ci stiamo confrontando da tempo.
Per questo, nel pieno rispetto del dialogo, propongo di
affrontare la questione all'interno della Consulta Attività Produttive.
Francesco
Pavan |