Ermanno Olmi e la
sua troupe, da lunedì a ieri, hanno girato le riprese di un film a San Cipriano di
Roncade, documentando il bosco delluomo senza desideri, come i fratelli Roiter, nel
loro libro fotografico, hanno definito - senza mai citarne il nome - Ernesto Girotto, un
uomo dalla vita quasi incredibile, nel terzo millennio.
Sul luogo delle riprese, la troupe è stata
raggiunta martedì anche da rappresentanti della Cineteca di Bologna, coproduttrice del
film assieme a ITCMovie.
Il grande regista non ha voluto sciogliere il riserbo sul nuovo lavoro che sarà pronto
nel 2009. Di certo si sa solo il titolo, Terra Madre, che muove dal grande
raduno mondiale di Torino di due anni fa.
Un progetto secretato con rigore con, però, molte similarità (e, probabilmente, molta
familiarità) con il documentario che i ragazzi del Fantastificio triestino, allievi
di Olmi, stanno sviluppando sulla base dei 20.000 euro ricevuti come contributo dalla
Regione Friuli Venezia Giulia.Cristian
Pasqualotto (proprietario insieme al padre dal 2005 del fondo nel quale Girotto ha vissuto
per 35 anni, bastando a sé stesso, in totale solitudine, nutrendosi dei prodotti
coltivati autonomamente e vestendosi di abiti cuciti da solo) parla di come sono andate le
cose. |

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Il Fantastificio mi ha contattato
circa sei mesi fa. La produzione cinematografica triestina si è dimostrata affascinata
dalla storia del bosco e mi ha chiesto di fare un sopralluogo. Lidea di
farne un documentario mi è piaciuta, sono molto interessato alla valorizzazione di questo
luogo. Mi piacerebbe gestire leco museo che probabilmente vi sorgerà, in
collaborazione con il Comune che sembra abbia intenzione di realizzarlo. Ho acconsentito
quindi alla visita del Fantastificio e, con mia grande sorpresa, allappuntamento è
arrivato anche Olmi con sua moglie.
I coniugi hanno dimostrato un entusiasmo subitaneo. Straordinari sono infatti il sito e la
vita singolare che si è sviluppata in quella casetta spoglia, tra quelle piante che hanno
protetto la scelta definitiva di un uomo dettata, forse, dal dolore per un amore non
corrisposto. Scelta che ha cambiato, a 35 anni, lesistenza di Girotto, implicando
per lui il costituirsi di un obiettivo: leliminazione dellorigine delle
illusioni, ovvero della volontà.
Nelle intenzioni del Fantastificio, il documentario
porterà questa scelta narrativa ad impiegare un linguaggio estremo: inquadrature scarne,
luce essenziale, sfondo non identificante, utilizzo di suoni e rumori naturali o
ambientali, parole degli intervistati in dialetto e in presa diretta. In questo modo,
attraverso ritratti pittorici di semplice realismo, si restituiranno tutta la potenza e la
poesia della straordinaria avventura umana del protagonista. Lessere assumerà
valenza primaria e le azioni - verbali e non - veicoleranno lo svelamento delluomo.
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Le vicende biografiche di Girotto
si legge nel sito della images production -, ricostruite attraverso
testimonianze damici e parenti, si alterneranno alle foto scattategli tra il 2002 e
2003 da Roiter e alle immagini liriche della natura semplice che lo circondò, lo
minacciò e lo nutrì ogni giorno ed in ogni stagione.
Lalternarsi delle stagioni scandirà il racconto, evidenziando la vita
ciclica che egli condusse. |
Le informazioni e gli eventi saranno
orchestrati secondo una narrazione articolata capace di avvalersi delle diverse
testimonianze. Le interviste a specialisti (nutrizionista, medico, etnografo, agronomo,
falegname, sarto, ciabattino) e ad intellettuali (scultore, scrittore, antropologo,
sociologo, filosofo, psicologo) apporteranno al documentario osservazioni, interpretazioni
e commenti che evidenzieranno la disciplina interiore e di vita che egli si diede.
La presenza di vari scienziati e professori durante le riprese dei giorni scorsi
confermerebbe la volontà del regista di attenersi a questa metodologia.
Olmi pare interessato anche ad altri progetti per il bosco di via Marconi a San Cipriano,
forse un libro. Per ora, ancora nessuna dichiarazione ufficiale, ma luomo senza
desideri avrà di certo un pubblico esteso, inaspettato, stupito, commosso.
Aldina Vincenzi |