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| Domenica |
| 21 dicembre |
| 2008 |
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Avrei
voluto stringere la mano a Renato |
| Gubellini: "Conosco
la Camorra, mi piacerebbe capire come ha fatto" |
| Lui è al servizio dello Stato,
ma lo Stato cosa sta facendo per quelli come lui? I ringraziamenti non bastano |
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Per caso nella
mattinata di venerdì 12 dicembre vengo a sapere della presentazione di un libro, presso lincantevole
cornice di Villa Giustinian a Roncade; libro che tratta purtroppo di un problema a me
familiare, essendo vissuto nellhinterland napoletano per 16 anni.
Senza sapere nulla degli allocutori, mai mi sarei aspettato una presentazione così bella
e animata, specie da parte del Dott. Guidotto. Non da meno, ma in modo più pacato, anche
il Dott. Pavone ci ha messo del suo.
Presentazione, ripeto, animata, bella e, aggiungerei, del tutto in tema con
largomento trattato dal libro: la Camorra.
Chi non è mai stato in quei luoghi non ha idea di che cosa voglia dire convivere con un
cancro simile. Andare in quei luoghi non significa, ad esempio, andarci in vacanza o per
motivi di lavoro che, se ti va male, ci passi una quindicina di giorni. Andare in quei
luoghi per capire di che si tratta, significa andarci a vivere; significa andare ad
interfacciarsi con una cultura e un modus vivendi che nella Marca Trevigiana è lontana
anni luce dal provincialismo un po bigotto e un po esibizionista di Treviso.
Venerdì sera, sono andato alla presentazione del libro anche nella speranza di conoscere
Renato, fargli i miei complimenti per il coraggio avuto e chiedergli:
come hai fatto ad entrare nella mentalità del camorrista, tu che sei Veneto?.
Renato è al servizio dello Stato! Eppure anche lui adesso, nella sua sede di
servizio, ha grosse difficoltà ad avere la carta per le fotocopie; sicuramente usa un
computer comprato di tasca sua per poter lavorare in ufficio, per non parlare di coloro
che acquistano le cartucce per la stampante; e la benzina alle auto di servizio? Quanti
Renato come lui ci sono in Italia sempre pronti al servizio, più o meno allo
stesso modo, dello Stato? Tanti! Questo dimostra che loro sanno cosa devono fare per lo
Stato, ma lo Stato cosa fa per loro? Li ringrazia e nulla più.
Anchio faccio parte di questa categoria, anche se nel settore difesa.
Non oso certo paragonarmi a Renato, non ne sarei mai allaltezza, però
le problematiche che si vivono quotidianamente per mandare avanti nel migliore dei modi un
servizio al cittadino, le conosco bene, le vivo e mi tocca anche dedicare parte della mia
giornata lavorativa a combatterle.
Nel settore Sicurezza e difesa gira un detto: abbiamo toccato il fondo.
Ora non ci resta che cominciare a raschiare!Antonio
Gubellini |
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