Esiste qualcosa
di facile da realizzare?
In linea di principio sì,ma allatto di tradursi nel concreto allora ci si rende
conto delle difficoltà.Mi riallaccio ai
vari interventi (1 -2 - 3 - 4)
che si sono susseguiti in merito al km 0 per i prodotti, al marchio che
dovrebbe contraddistinguere gli stessi identificandoli come roncadesi; valgono per questi
le stesse difficoltà che ci sono per la creazione di una polisportiva.
Mio è stato il contributo per il quale il marketing territoriale e la
polisportiva sono stati inseriti nel programma di questa amministrazione, ma questo è un
dettaglio che peraltro è passato tuttaltro che inosservato anche se per i noti
motivi non sono più presente fra i banchi della maggioranza, a testimonianza che la
visione del futuro non manca anche se tra il dire il fare cè di mezzo il f/mare.
Dalla formazione del programma elettorale esiste
addirittura il marchio e il nome di una possibile struttura che unifichi produttori di
ogni genere che propongano beni, prodotti e servizi del nostro Comune (retroterra dei dogi
con un bel logo del grappolo duva sulla riva del Sile costruito come si addice ad un
logo alla moda) a testimoniare che le idee ci sono. Da fare lopera di convinzione
per costitruire una economia di scala che unisca la necessità di commercializzare i
prodotti con la possibilità di un risparmio per i consumatori. Era una idea tanto bella,
come la polisportiva, tanto quanto limpegno e la fatica per realizzarla facevano
tremare i polsi, quasi come quelle idee che i laureati che tanto vanno per la
maggiore propongono qui e là dai loro scranni universitari (partendo dalle indagini e
dalle regole).
Certo che bisogna combattere i campanili, le pigrizie, le
diffidenze dei vari soggetti che spesso si accontentano del loro orticello (nel senso di
potere) senza poi riuscire a percepire le conseguenze economiche che ciò porterebbe loro.
Persino nello sport le varie società avrebbero dei risparmi sui trasporti,
sullacquisto di indumenti e materiali,basta che per una volta si potessero superare
le diffidenze e si capisse quali sono gli interessi dei cittadini di roncade (massima
offerta delle discipline, bassi costi, argine ai rischi per la gioventù).
Chi non sa che il frazionamento delle proprietà agricole che si è avuto negli ultimi
cinquantanni ha provocato un aumento dei costi; ognuno un trattore, una vanga, una
seminatrice per il rettangolino di terreno. Chi non capisce che la condivisione di beni e
strumenti produce abbattimento dei costi. Quanto guadagnerebbero in più i produttori a
proporre ai loro concittadini prezzi pur leggermente inferiori a quelli dei supermercati?
Certo vallo a dire, spiegalo
.non cè verso, non ci si arriverebbe mai.
Balle.
Serve costanza e motivazione, la stessa messa al tempo in
cui lallora amministrazione perseguiva la raccolta differenziata dei rifiuti.
Bisogna battere la lingua la dove il dente duole e ripetere le cose allinfinito,
insistere fino alla nausea, costruire la struttura (associazione, cooperativa o
polisportiva che sia) nella spinta morale prima che dei regolamenti perché se non
cè una spinta emotiva e una condivisione degli obbiettivi i regolamenti restano
lettera morta e contentano solo i burocrati.
Mi pare che gli italiani ne abbiano le balle piene delle carte, servono speranze, perfino
utopie basta che verso qualche punto ci si muova. E qua il Partito democratico dovrebbero
battere un colpo.
Chissà, magari lutopia è già stata raccolta da qualcuno. Speriamo che prima o poi
si riuscirà a renderla realtà.
Nei programmi noi labbiamo già scritto.
Saluti
Paolo
Gatto
(propagandista come altri)
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