| Mi
trattengo per evitare che lancora anonimo mi rinfacci di intasare questo sito col
mio ping pong da fondo campo. Peraltro gioco molto bene anche a ping pong. Quindi sarò
breve. Ognuno tesse la tela col filo che ha e
se per rivitalizzare la partecipazione alla programmazione amministrativa si creano
associazioni o comitati non ci vedo nulla di male (pure io ho volantinato).
Tutti noi abbiamo occhi e orecchie per farci una opinione, quindi sostenere che ci siano
manovre occulte per superare i confini dei partiti a scopi elettorali lo trovo abbastanza
inutile dato che lo scopo elettorale, anzi lo SCOPO, consiste ovviamente nel vincere le
elezioni col massimo consenso possibile derivante dal presentare persone adatte con un
programma il più possibile condivisibile dal maggior numero di cittadini possibile.
E cosi da almeno tre tornate elettorali nelle quali
le maggioranze uscite vincenti hanno sempre presentato candidati appartenenti sia ai
partiti che ad associazioni che indipendenti con la nota comune (quasi sempre e non
lunica) nella capacità di captare consenso da tradursi in voti.
Ho già avuto occasione di dire che le componenti fondamentali dellamministratore
pubblico devono essere le idee, le capacita operative, le capacità di avvicinare i
cittadini. La mancanza di una di queste qualità alla lunga crea indecisione, freddezza
verso i cittadini, errori di programmazione che possono tradursi in
stanchezza, distanza, disinteresse del cittadino verso
chi amministra. Insomma prendere i voti non basta, bisogna assumersi la responsabilità
del fare e cercarlo di fare bene guardando avanti senza paura del giudizio che seguirà
come deve essere in democrazia.
Chi non ha chiari questi concetti, secondo me è meglio che stia a casa.
Quindi non mi piace chi pontifica senza mai essersi sporcato le mani, senza mai aver
lavorato per una idea o consegnato un volantino o cucinato una salsiccia alla festa della
luganega, che non si vede mai in paese (nel senso della gente).
Ho imparato a mie spese che bisogna consumarsi le scarpe,
lugola ed il fegato per concorrere al bene della comunità. Guai alla persona che
parla solo alle condizioni per partecipare piuttosto che bussare alle porte
per perorare la propria proposta. Insomma la gavetta serve per sapere se sei capace o se
sei un quaquaraquà.
Le preferenze poi le prende (soprattutto alla prima elezione) chi ha il dono di avvicinare
le persone per carisma, disponibilità, credibilità, voglia di lavorare e di ottenere
risultati, e le conserva chi, avendo la capacità di avvicinare le persone per carisma,
disponibilità, credibilità, voglia di lavorare, questi risultati li ottiene.
Quindi mi pare che pretendere come chiede il nostro amico Lorenzo che le preferenze
debbano essere messe a disposizione del nuovo, quando questo nuovo non è mai stato
misurato sul campo mi pare accettabile sino ad un certo punto perché si
tratterebbe di garantire per un altro che questaltro farà le stesse cose come chi
ti voterebbe si aspetta da te. Magari questaltro è convinto, o lo sono gli sponsor
di turno, di essere in grado di farle meglio di chiunque altro e questa di solito è una
buona spia di pericolo.
Quanto a chi saranno i candidati sindaco mi pare che a destra abbiano le idee (le plurale)
chiare da separati e confuse da coalizzati, mentre dalle altre parti si gioca
dattesa. La mia (MIA) opinione sulle caratteristiche del prossimo Sindaco io invece
ho le idee molto chiare che non corrono dietro né alla nostalgia né alla novità ma
certamente diffidano del paracadutato da un altro pianeta.
Volete scommettere che vince chi si siede per terra e non vorrebbe sedersi sempre sullo
sgabello più alto?
Vero nihil verius anche quando fa male
Paolo
Gatto
Uno qualsiasi |