| A riascoltare
alcuni passi dell'ultima seduta del consiglio comunale, il 30 giugno scorso, ci si accorge
quanto la componente "fretta" sia in grado di indirizzare chi deve prendere
decisioni su un binario facile e sommario. Il
riferimento è alla discussione sul presunto progetto di costruzione di un Cpt a Ca' Tron.
Il sindaco ha chiesto ed ottenuto un voto unanime su un testo generico che non è
nemmeno stato scritto. Una posizione da presentare come "condivisa" sul fatto
che, per una serie di motivi - il pregio del territorio, l'esistenza di programmi
precedenti, etc - sulla realizzazione di un centro per l'identificazione dei clandestini
(un'evoluzione del Centro di permanenza temporanea) l'assemblea è contraria.
L'invito a chiedersi cosa siano e che funzioni svolgano
queste strutture è arrivato solo da un consigliere di maggioranza, Giacomo Buldo, uomo
che di solito non parla mai.
Probabilmente questa volta il groppo era denso.
Chiedendo scusa ed assicurando di essere breve ha
raccomandato che la discussione tenga conto che non si tratta di argomento da trattare con
cinismo e distacco, come fa un chirurgo con la pancia aperta di un paziente sul tavolo.
Stiamo parlando di persone, ha detto.
Probabilmente volendo ricordare che in questi centri
finiscono centinaia di disperati che, per ragioni anche politiche, se rispediti in patria
rischiano conseguenze pesantissime.
Che non possiamo autoassolverci e non curarci più di loro, cioè, soltanto perchè
l'aereo che li riporta indietro è già sparito all'orizzonte.
Un intervento di due minuti al tempo stesso mite e
affilato, che merita davvero di essere ascoltato, dato che in consiglio è stato al più
distrattamente tollerato.
E' una cosa buona, pertanto, cliccare
qui. |