Una stagione dei
saldi definita disastrosa, un agosto in ribasso e alle porte un autunno che non appare
roseo.
Alcuni commercianti roncadesi sottolineano lestremo disagio della stagione in corso.
La stagione dei saldi si è rivelata negativa; i negozi non stanno certo vivendo un
periodo felice.
Ma perché a Roncade si registra tutta questa difficoltà?Lapertura di molti, troppi centri commerciali
tuttintorno, basti pensare a Olmi, Silea, Portogruaro, San donà e
allimminente apertura di una nuova struttura nelle vicinanze di Noventa di Piave,
Oderzo, Palmanova e fiore allocchiello: il parco commerciale di Roncade, fa capire
come il commercio locale stia soffrendo.
Tutto questo a discapito della funzione sociale del commerciante al dettaglio. Si pensi
agli anziani o a chi non ha la possibilità di spostarsi in auto, grandi slogan aveva
lanciato il signor sindaco della città di Roncade in loro suffragio. E ora?
In molti centri vicini si organizzano giornate festive con negozi aperti: a Roncade
invece?
Non credo sia questa la soluzione, credo che la rinascita
del commercio locale sia quella di frenare, per quanto possibile, il fenomeno della grande
distribuzione. Credo, inoltre, che Ascom e amministrazioni locali dovrebbero prevedere
delle politiche per facilitare lapertura e il mantenimento dei negozi. Un esempio
pratico? Labolizione dellIci.
Chiaro poi che si può parlare di manifestazioni a tema, abbellimento del centro, serate
con negozi aperti. Altrimenti il centro si svuoterà. Tutto male dunque? Roncade
fortunatamente ospita alcune attività delite, creando un offerta qualitativa alta e
un potenziale parcheggi discreto cosicché diversi, da fuori, vengano qui per acquistare e
assaporare. Quindi, il nostro centro, ha un potenziale che è necessario sfruttare facendo
ognuno la propria parte. In caso contrario siamo ormai arrivati agli sgoccioli, il
tracollo del centro storico è vicino e la colpa è di tutti; amministrazione comunale per
prima, per non aver saputo, commercialmente parlando, creare un indotto commerciale di
buona qualità sfruttando i porticati, allAscom che forse non conosce i problemi di
Roncade città e infine ai commercianti come me che non hanno saputo farsi ascoltare
perché di pareri discordi sul da farsi e sul propositivo.
Mi si crea un nodo alla gola a pensare ad un centro senza
negozi, a quanti commercianti della città di Roncade si sono sobbarcati ore e ore di
lavoro per mandare avanti le loro attività, a quanti hanno rischiato sulla propria pelle
per proporre,rinnovare e tenere viva una cittadina che ora è allo sfascio. A quanti hanno
aiutato famiglie bisognose o con poche possibilità di acquisto facendo credito, perché
si, il pagamento rateale esisteva ed esiste, ma senza chiedere interessi come fanno nei
centri commerciali. Forse è così, però, che il mondo deve girare, sicuramente i nostri
anziani faranno fatica ad abituarsi. E penoso vedere castigato chi tanto ha fatto
per questo centro rendendolo, fino a pochi anni fa, il ritrovo di tanta gente, ricca o
povera non aveva importanza, un centro che dopo quindici anni di malgoverno comunale: è
quello che si vede; vecchio,con porfido tenuto assieme dal catrame, buio, neanche in casa
gli impianti illuminanti durano tanto tempo,desolatamente vuoto, nessun richiamo extra
quando i negozi sono chiusi e non sarà sicuramente il fatto di obbligare tutti a girare a
destra, il rifacimento della zona antistante allulss, il trasloco degli uffici
comunali, lauto ecologica e tantomeno lufficio pubblicitario in piazza a
ridare lustro a questa città!! Tante spese che potevano essere evitate e a quelle voci
che hanno detto: sono solo monetine, rispondo : sono le mie e della
comunità! E cè lobbligo di non sperperale.
Nel gazzettino del 17 settembre 2008, in prossimità
dellapertura delloutlet di Noventa di Piave, si paventano anticipatamente
tutti i problemi viari che si presenteranno sia sullarteria autostradale, sia nella
viabilità normale; e quando tra circa tre mesi il problema si presenterà nella città di
Roncade, chi lo risolverà?? Lassessore alla viabilità sicuramente no; a chi
creerà disturbo e ritardi? A tutta quella popolazione che è surrogata da degli orari
precisi.
Tanto dovevo a questa compagine comunale.
Il commerciante
Antonello Francesco |