E
facile constatare come da ormai molti anni gli spazi della democrazia stiano
progressivamente diminuendo.
Basti pensare a quel che avviene allinterno dei vari partiti dove sempre più di
rado si assiste alle celebrazioni di congressi o a momenti in cui si confrontano e si
scelgono le linee politiche, rimettendosi alle decisioni della maggioranza.
Ormai si vedono quasi sempre votazioni per acclamazione, o simulacri di democrazia quali
manifestazioni di piazza, gazebo vari o, peggio ancora, finte elezioni primarie in cui di
fatto non vi è contrapposizione di candidati e di linee politiche.La deriva antidemocratica non riguarda, però, soltanto la vita
interna ai singoli partiti ma, quel che è peggio, si è estesa alle istituzioni e,
segnatamente, alla principale istituzione repubblicana qual è il Parlamento.
Con la legge elettorale attualmente in vigore per le elezioni politiche si è ben potuto
constatare lesclusione di fatto degli elettori da ogni scelta relativa a chi
dovrebbe rappresentarli.
Ed invero i parlamentari sono così stati trasformati da eletti dal corpo
elettorale in nominati dai capi dei partiti che, il più delle volte, si
presentano come padronali in cui il leader è altresì il proprietario del partito o,
quantomeno, del simbolo del partito stesso.
La cesura che si è così venuta a creare fra elettori ed eletti fa si che i singoli
parlamentari non debbano più preoccuparsi delle persone del territorio che li ha eletti
bensì unicamente di non contraddire il singolo o loligarchia che li ha nominati.
Con ciò la democrazia è rappresentativa solo
a parole, perché i rappresentanti li decidono solo i vertici dei partiti e perciò
rappresentano di fatto solo questi ultimi e non le varie articolazioni in cui si compone
la società sia civile che politica.
Per chi, come noi dellUDC, ritiene che al centro dellazione politica debba
essere la persona umana e le formazioni sociali in cui essa si esprime, a cominciare dalla
formazione sociale base qual è la famiglia è ora di intraprendere un azione forte
e decisa che ponga un argine all involuzione antidemocratica a cui si assiste.
Tale azione può iniziare dalla battaglia per il voto di
preferenza cha da un lato deve essere mantenuto nella legge per lelezione del
Parlamento Europeo contro i tentavi di eliminarlo da parte di tutti quelli che considerano
la selezione rappresentanza parlamentare, e più in generale della classe dirigente, come
compito che non spetta al popolo e dall altra deve essere reintrodotto nella legge
elettorale per le lezioni politiche.
Ridando la possibilità di scelta dei propri rappresentanti
agli elettori, oltre a restituire dignità ai membri del Parlamento investiti dal consenso
popolare, manteniamo la nostra democrazia saldamente ancorata alle espressioni del nostro
territorio e della nostra società.
Riprendiamoci questo diritto!
SEGRETERIA UDC
SEZIONE DI RONCADE
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ORDINE DEL GIORNO
protocollato il 3 novembre 2008
PREMESSO:
che lart. 1 comma 2 della costituzione italiana recita che La sovranità
appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.;
che la democrazia rappresentativa è fondata sullo stretto e necessario rapporto fra
eletto ed elettore;
che lart. 49 della costituzione recita che Tutti i cittadini hanno diritto di
associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la
politica nazionale;
che fra i principi statutari del nostro (comune/provincia/regione) vi è quello della
promozione alla partecipazione alla vita democratica del paese e quindi di favorire con
ogni utile iniziativa lespressione democratica dei cittadini;
ATTESO:
che già in occasione delle elezioni politiche i cittadini sono privati della possibilità
di scegliere i loro parlamentari e tale scelta è affidata esclusivamente ai leader di
partito che hanno il potere di compilare le liste e determinano anche lelezione dei
parlamentari;
che nellambito di una riflessione sul ruolo dei partiti e la loro forma democratica,
lesclusione del voto di preferenza rischia di alimentare una deriva leaderistica
estranea alla tradizione popolare;
che è allordine del giorno dei lavori parlamentari una proposta di revisione della
legge elettorale per le elezioni europee che escluderebbe la possibilità per i cittadini
di scegliere i propri eletti, eliminando del tutto le preferenze;
TUTTO CIO PREMESSO E CONSIDERATO:
IL CONSIGLIO COMUNALE DI RONCADE
chiede il mantenimento della possibilità per i cittadini alle elezioni europee di
scegliere i parlamentari, anche riducendo ad una sola le preferenze, e chiedendo altresì
di introdurre la preferenza nellattuale legge elettorale per il Parlamento italiano
e dà mandato al Presidente dellAssemblea consiliare di inviare ai Presidenti della
Camera dei Deputati e Senato della Repubblica e delle commissioni parlamentari competenti,
la deliberazione in oggetto.
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