| 27 agosto 2007 UN PARTITO DEMOCRATICO, VERAMENTE
di Ivano Sartor
La competizione tra più candidati alla guida nazionale del costituendo Partito
Democratico è segno positivo di reale democrazia; le candidature di Enrico Letta e Rosy
Bindi garantiscono valore autentico alle primarie di ottobre, scongiurando la comoda
pretesa di una candidatura unica dellapparato dominante.
Walter Veltroni è personalità politica di qualità e spessore. La sua figura personale
mi convince; ho dubbi, invece, sul contesto che lo accompagna, frutto di accordi
verticistici, ai quali si sono affrettati del tutto interessati molti
esponenti impegnati nelle compagini ministeriali e nelle Segreterie politiche dei livelli
regionali e provinciali, in cerca di conferme o avanzamenti. Insomma, il classico e del
tutto italiano correre in aiuto al vincitore, a prescindere da una articolata
discussione sul progetto politico e dalla coerenza di posizioni sui contenuti; assistiamo
ad una mal dissimulata ricerca di assicurazioni sul proprio, personale futuro.
Bene ho visto, allora, la coraggiosa e determinata
discesa in campo dei due esponenti Letta e Bindi. Immagino che, per realismo, non rientri
nei loro progetti tanto la conquista della Segreteria nazionale del nuovo Partito quanto
un servizio di qualità politica; al di là dei risultati che le due candidature possono
immaginare di ottenere, sono importanti le tematiche che esse offrono alla comune
riflessione, legate principalmente al sistema della democrazia interna e della modernità
della proposta politica da avanzare al Paese del futuro.
Se potessi, voterei per entrambi. Dovendo scegliere, opto per Enrico Letta.
Perché? In primis perché per questo giovane e capace esponente politico, già ministro
apprezzatissimo ed esperto di economia, stimato ben oltre i confini del centro-sinistra e
nel mondo imprenditoriale, io vedo una prospettiva futura, una risorsa per il governo del
Paese.
In Enrico Letta trova
inoltre soddisfazione una mia personale esigenza: quella di aderire convintamente al
Partito Democratico portando al contempo al suo interno la ricchezza culturale del
cattolicesimo democratico.
Non è nostalgia per il passato, tuttaltro; è il portarvi la
ricchezza, imprescindibile per la democrazia italiana, della cultura del cattolicesimo
democratico, che senza atteggiamenti integralistici, si affianchi, si confronti e trovi
punti di sintesi con le altre culture che vi affluiscono, quali la socialista,
lambientalista e quella laica. |

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Il
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta |
Senza un apporto qualificato di
questa cultura, forte di una storia di un lungo impegno politico in Italia, il Partito
Democratico non solo verrebbe percepito, ma sarebbe effettivamente una formazione politica
solo della sinistra e del laicismo.
E dunque importante che emergano nel Partito anche quelle persone che, con tutta
evidenza e con ruoli non di gregari, ma di protagonisti e portatori di questa linea, sono
percepiti come punti di riferimento per quei cattolici che si sono sempre schierati con la
parte debole della società, che si richiamano nel loro operare e non solo nel parlare
alla Dottrina Sociale dei cattolici italiani, che sono animati da spirito democratico, che
si contrappongono con coraggio agli integralismi oggi purtroppo in crescita nel mondo
cattolico italiano, che riaffermano la laicità come metodo di autonomia dei cristiani
politicamente impegnati, che accettano la sfida della modernità.
Enrico Letta saprà accompagnarci in questo modo di costruire il nuovo Partito,
valorizzando il nostro impegno e la nostra identità culturale, senza rinunciarvi a
priori.
Entrando nel Partito Democratico esigo che queste posizioni politiche siano rispettate.
Altrimenti, io non potrei essere del Partito Democratico e quella forza politica non
sarebbe un autentico Partito Democratico.
La tendenza, emersa anche di recente in ambito
trevigiano con dichiarazioni inopportune a carico di personalità che nella Margherita
rappresentano la cultura del cattolicesimo democratico, appare invece quella di ignorare
ed emarginare chi non è allineato sulla candidatura Veltroni e non sia conformista al
punto da non accettare che idee e programmi del PD vengano posposti alla logica di potere
della candidatura dapparato.
Del resto, il mio percorso personale di vita, caratterizzato da grandi impostazioni
politico-culturali di cui sono invero un modesto portatore, non consente di tacciarmi di
ambiguità (soprattutto dai parvenus della politica locale). Quale rappresentante della
linea politica provinciale del cattolicesimo democratico, allorché mi trovavo a ricoprire
lincarico di Segretario Provinciale del PPI, ho costantemente e parallelamente
perseguito anche lobbiettivo di mantenere aperto il dialogo e le collaborazioni
verso tutta la coalizione di centro-sinistra; proprio per questo venni incaricato del
ruolo di Coordinatore Provinciale dellUlivo e di candidato, nel 1998, alla
Presidenza della Provincia per lintero arco del centro-sinistra.
Quellimpostazione, fatta di ricerca costante
di dialogo nella coalizione, diffidente di fughe allindietro (come le ipotizzate
alleanze ora con la Lega, ora con Forza Italia a livello provinciale talora proposte dalle
Segreterie regionale e trevigiana della Margherita), paziente nella ricerca dei modi più
opportuni per far progredire passo passo il consenso al centro-sinistra nel rispetto della
coerenza e senza la velleitaria ricerca di improbabili maggioranze di sinistra nel nostro
contesto territoriale, potrà trovare spazio nel Partito Democratico e ne sono
sicuro se in esso entreremo non come spersonalizzati quanto graditi automi, ma con
tutta la nostra nobile storia, con le nostre idee, con la nostra testa, la quale in ogni
caso non potrà essere mozzata nemmeno dalla protervia di quel ceto politico che negli
ultimi anni si è impadronito delle leve di comando in finti congressi e
grazie ad un sistema elettorale verticistico.
Come si potrà capire, la nostra assieme a Enrico Letta e a Rosy Bindi non
è una posizione opportunistica, ma di coraggiosa coscienza civile, in modo da far sì che
questo nuovo Partito sia, nei comportamenti e non solo nelle verbosità, veramente
Democratico.
Ivano
Sartor
Ex Segretario Provinciale PPI
Ex Coordinatore Provinciale dellUlivo
Sindaco Emerito di Roncade |