| 25 settembre 2007 Caro Paolo, possibile che in Italia non si
possano esprimere concetti senza usare metafore calcistiche?
Forse alla base di questa pessima abitudine cè la smania di dividersi in avverse
tifoserie, perché mi pare sia proprio questo il tentativo.
In un paese libero come il nostro si professa,
chiunque può discutere di temi politici, chiunque può decidere di candidarsi e poi non
farlo, o viceversa. Invece percepisco un certo astio, una repulsione che non capisco,
quando si dovrebbe discutere di temi comuni.
Non mi piacciono le prospettive che lattuale amministrazione ha messo in campo per
il futuro del Comune in cui vivo, cerco di capirne le ragioni, me ne faccio
unopinione personale e la metto a disposizione. Questo suscita reazioni di
orientamenti opposti, comè giusto che sia, ma io rimango libero di fare come credo.
E se ciò porta disturbo nei precari equilibri politici, sinceramente non me ne curo.
Escogitare modi per farmi sembrare lantipatico del paese non è carino,
anche se capisco siano molto più simpatici quelli che tacciono sempre. Mi conforta il
fatto che tutti stiano aspettando che io faccia dei nomi, significa che mi è conferita
una certa autorevolezza, altrimenti non si spiegherebbe il perché di tanta trepida
attesa. Ringrazio di questa attenzione non cercata, ma mi chiedo: di solito le cose
innocue non vengono ignorate?
Nomi, naturalmente, non ne farò, non è nel mio
stile, non lo ritengo utile ed ho già abbondantemente spiegato i motivi.
Una immagine mi ha colpito tra le righe che hai scritto <<accompagnare
lavversario alla bandierina per poi soffiargli la palla>>. Devo dire che poche
altre volte mi sono imbattuto in una descrizione tanto sintetica e tanto cristallina di
tutto ciò che non funziona nel sistema politico italiano. Non si fa per costruire
assieme, si gioca sempre e comunque contro un avversario a cui bisogna soffiare la palla,
palla da leggere come possibilità di governare. In questo senso mi riallaccio a quanto
detto allinizio, alla volontà cioè di dividersi in fazioni contrapposte. Mi sfugge
a chi vadano i benefici di un simile atteggiamento, sicuramente non al cittadino.
Il fatto vero rimane che in questo Comune cè
molta gente che pensa ad un modo per non cadere nella rete di un modello di sviluppo
obsoleto, che provocherà come effetto secondario- la distruzione del territorio.
Non cè altro da dire. Ogni azione (legale) sarà legittima per evitare che ciò
accada, dai comitati alle liste civiche, dalle candidature alle manifestazioni, qualsiasi
ipotesi è percorribile e non si vede il perché se ne dovrebbero scartare alcune a
priori.
Il pentolone bolle, e chissà quale minestra salterà fuori alla fine. Un po di
suspence non guasta.
Saluti
Lorenzo
Pezzato |