| 11 dicembre 2007 Da qualche giorno è apparso un ciclopico
cartello elettronico-pubblicitario in via Vivaldi, a ridosso della rotonda.
Premesso che purtroppo la mole dellinstallazione è tale da coprire parzialmente
lantico edificio retrostante in via di restauro, bisogna anche dire che
loggetto dona un tocco di modernità al contesto cittadino, in linea con un certo
gusto nordestino. Lapparato è anche utile per la divulgazione di messaggi e
comunicazioni provenienti dallAmministrazione e rivolte alla cittadinanza, svolgendo
di fatto una funzione gemella alla vetrina che il comune ha allestito con lo stesso fine
in via Roma.
È impossibile però non chiedersi il perché di un
posizionamento così strano.
Normalmente tali cartelli vengono collocati allingresso della città, non in
prossimità di una rotonda a due passi dal centro. A nessuno è sfuggito che ultimamente
su via Vivaldi (direzione rotonda, come tra laltro nel senso opposto) si forma
spesso una notevole colonna di veicoli (trascurando il lunedì dove il problema è
amplificato dalla presenza del mercato), mezzi a rilento occupati da occhi in cerca di
qualcosa da guardare durante lattesa. Sia chiaro che il concetto è ineccepibile, la
pubblicità deve essere esposta dove possa avere possibilità di essere vista, e la teoria
della cartellonistica stradale insegna che un messaggio percepito passandoci davanti a 60
chilometri allora è meno memorizzabile che passandoci davanti a passo duomo,
o addirittura fermandosi. Fin qui tutto bene.
Ma se tutto questo è vero, significa che non
esistono nellaria né intenzioni né volontà di pianificare la risoluzione del
problema del traffico di attraversamento in centro, ormai soffocante, ma che anzi ci si è
rassegnati. E di rassegnazione virtù, tanto vale trarne almeno un vantaggio in termini di
visibilità commerciale, sperando che non vada a scapito della sicurezza generando
distrazione degli automobilisti e seccanti microtamponamenti.
Questa serie di considerazioni lo sottolineo- sono semplici supposizioni, un
ragionamento per concatenazione logica che non ha assolutamente la pretesa di essere
corretto, ma che anzi spero non lo sia affatto.
Lorenzo Pezzato |