| 30 ottobre 2007 Ormai è un tema sentito e condiviso dai
roncadesi, che almeno dai sondaggi fanno sapere di apprezzare lipotesi del percorso
ambientale lungo il fiume Musestre, segno cha accade anche che cittadini ed
Amministrazione condividano le stesse idee.
Al di là dei dettagli tecnici su afflusso, rispetto dei periodi di cova, illuminazione e
via dicendo, è già possibile preventivamente- fare un ragionamento più
approfondito sullimpatto che lopera potrebbe avere attraversando la zona di
Biancade che parte dalle scuole e segue il corso del fiume fino a Spercenigo.
Molti sanno che larea è ancora praticamente
integra, con intreccio di spazi a prato, coltivazioni e boschetti, canneti e fossati, ed
è frequentata da varie specie animali tra cui lairone, le cicogne, il gheppio, le
lepri, i fagiani, le civette, e molte altre. In attesa che in qualche modo si decida di
provvedere a realizzare il Parco del Musestre, probabilmente lunico modo per
preservarla è quello di farci passare il percorso ambientale. Attualmente larea è
soggetta a vincolo per il particolare interesse, ma ciò non la può proteggere, ad
esempio, da nugoli di cacciatori ed intere mute di cani al loro seguito.
Ma torniamo al percorso.
Alla fine di via Piva il Musestrelle incontra il
Musestre, e da quel punto in avanti il percorso dovrebbe seguire il fiume tagliando
esattamente a metà longitudinalmente tutta larea di cui dicevamo. Bellissimo dal
punto di vista panoramico, molto meno per flora e fauna che sulle sponde trovano terreno
fertile e rifugio, acqua e cibo. Da quel punto in avanti inizia anche un lotto di grandi
dimensioni che pare verrà destinato ad area verde attrezzata, una specie di parco con
qualche gioco per i bambini che probabilmente farà la fine infelice dellisola in
centro a Roncade. Già qui si potrebbe intervenire prevedendo di piantumare un boschetto,
magari lasciando i giochi per i bambini.
La proposta sarebbe di posizionare il percorso sulla sponda del Musestrelle fino alla
chiesetta del castello di Biancade, per poi allacciarsi di nuovo al Musestre e proseguire.
In questo modo almeno un primo e relativamente lungo tratto- delle sponde sarebbe
risparmiato dallafflusso dei visitatori, preservando così la quiete e la
riservatezza che si addicono ad ospitare animali selvatici.
Dalla chiesetta, verso nord-est, si apre il grande
spazio detto delle paludi, anchesso da preservare e valorizzare.
Bisogna anche ricordarsi che purtroppo- la zona di Biancade, proprio nei pressi di
questi luoghi, ha visto crescere una piccola (fuori contesto ed inutile, ndr) zona
industriale che nel futuro è destinata a crescere ancora un po, fatto che rende
ancora più pressante lesigenza di proteggere ciò che è rimasto. Continuiamo a
sperare, naturalmente, che prima o poi quella zona industriale venga riposizionata.
Dalla chiesetta di Biancade in avanti
dicevamo- si proseguirebbe lungo la riva del Musestre, non essendoci al momento
altra alternativa, fino ad arrivare a Spercenigo.
Non servirebbe specificarlo perché facilmente intuibile, ma in tutta larea
attraversata dal percorso dovrà essere vietato sia cacciare che passare con i cani, prima
per ragioni di sicurezza dei visitatori e poi per tutela della fauna.
Siamo ancora in tempo per pianificare con attenzione
e criterio unopera che potrebbe facilmente trasformarsi nellennesimo scempio.
Lorenzo
Pezzato |