| 29 giugno 2007 La lettera di Giovanni (Gianni) Meneghel è un segno di
questi tempi caratterizzati per limportanza dellapparire.
La Sua ansia nel pesare
loperatività dei due senatori è la dimostrazione che si tende più a giudicare
positivamente lo sbandieramento della quantità , rispetto alla qualità che non si ha la
pazienza di verificare.
Il foglio di Progetto
Città Insieme si pone lobiettivo di fornire unadeguata
informazione dei positivi risultati dellazione parlamentare della sen. Rubinato.
Su alcune argomentazioni del foglio
della Lega era evidente che bisognava rispondere, ma questo per fornire alla
cittadinanza la propria versione, è quindi un errore giudicarla unazione
riprovevole, non si può gettare il sasso confidando nelloblio.
Lo ringrazio per laver definito corretta limpostazione di quel giornalino che
curavo in tempi ormai remoti, ma questo giudizio a mio avviso è un po troppo
permeato dalla nostalgia, e mi spiego.
I leghisti di quellepoca erano
consapevoli dellimportanza storica del loro movimento e combattevano per
un ideale che li rendeva protagonisti ed appagati, anche le polemiche erano utili allo
scopo e quindi viste con occhio benevolo.
Ora, dopo anni di potere in tante amministrazioni e 5 di governo a Roma (ladrona ??), non
hanno più lo sguardo rivolto alla speranza ma sugli inesorabili numeri di quel poco
realizzato.
Per tanti di loro è solo una questione di sopravvivenza (carega o poltrona che sia) ecco
il perché del loro atteggiamento da trincea.
Giovanni (Gianni) è ancora tra quelli
che si illudono (idealisti), purtroppo per loro, ora non sono altro che le armi spuntate
di chi si è abbarbicato al potere e tutto fa brodo pur di mantenerlo.
Ossequi.
Luciano
Damelico |