| 7 giugno 2007 Come una maionese
impazzita ci si sta avvicinando pericolosamente al baratro oltre il quale si rischia di
dover ripristinare lordine con la forza.
E assolutamente necessario darci una calmata.
Tutti, ma proprio tutti, dobbiamo
recuperare un minimo di serenità per poter uscire da questa fase di collettivo
imbarbarimento.
Grande responsabilità hanno avuto i gravi accadimenti internazionali,
dallabbattimento delle Torri Gemelle alla guerra di ritorsione, dallinvasione
dellIrak con la menzognera scusa delle armi di distruzione di massa alle continue
tensioni medio orientali.
La fase di difficoltà economica che ne è sortita, ha esasperato le tensioni a ogni
livello e ora stiamo vivendo un periodo dove non si sa più distinguere lamico da
chi ipocritamente si dichiara tale.
In questo contesto nessuna società riesce a scansare le inevitabili conseguenze
disgregative.
Se poi, in un paese come lItalia,
cè una classe dirigente inadeguata, la ricaduta sulla collettività non può che
essere disastrosa e lo si riscontra quotidianamente nella cronaca con episodi di ordinaria
follia.
Non cè categoria o classe sociale che non abbia da lamentarsi.
Famiglie, giovani, anziani, donne, tutti protestano ingiustizie e prevaricazioni.
Qua e la ci sono anche rigurgiti terroristici e la sicurezza è ben lontana
dallessere garantita.
In poche parole si vive male.
E la politica che fa?
Il centro destra dopo aver governato 5 anni con una maggioranza schiacciante, ha lasciato
il reddito nazionale a crescita zero, fatto scomparire lavanzo primario, le
infrastrutture senza fondi e ora pretende di ritornare nella stanza dei bottoni
semplicemente buttando fango su tutto.
Il centro sinistra che è andato al
governo per cambiare, sta riproponendo le stesse inettitudini e manchevolezze di sempre.
Allora noi semplici cittadini che cosa possiamo fare?
Aspettare luomo della provvidenza che ci levi le castagne dal fuoco non è buona
cosa; sarebbe un ritorno al passato dagli esiti nefasti.
Dobbiamo riprendere in mano la
situazione, bisogna smetterla di scannarci tra noi e, guardando ai tanti problemi,
allearci per risolverli.
Cè lesigenza di ripristinare la coesione sociale e quindi basta con tutte
quelle liste che anche nei piccolissimi comuni hanno fatto gridare al ridicolo.
Dobbiamo accantonare i motivi di
divisione ricercando quelli che ci possono aiutare a fare fronte comune contro chi ci
vuole confusi, litigiosi e con il prosciutto sugli occhi per il suo esclusivo tornaconto.
Troppi furbetti, dentro e fuori la politica ci stanno mettendo in mutande, è ora che ci
svegliamo per non rimanere sempre quel popolo bue, buono solo da sfruttare.
Ossequi.
Luciano Damelico |