| 1 giugno 2007 Vivo a Roncade non per
caso, ma perché ritengo sia un luogo ideale per farlo.
Paesaggio, ambiente, dimensione, relazioni con i concittadini, cè un po di
tutto nella ricetta che me lha fatta scegliere.
I luoghi come Roncade sono oltretutto quelli che oggi offrono le migliori possibilità di
sperimentare stili di vita e modelli di sviluppo diversi da quelli cui siamo abituati.
Personalmente ritengo che il futuro vedrà esseri umani che abitano in case alimentate ad
energia rinnovabile con un giardino ed un orto, che lavorano da casa
compatibilmente con la propria professione - sfruttando le nuove tecnologie ed evitando di
inquinare le città, che hanno molto tempo libero da dedicare a sé stessi, alla Natura,
alla famiglia ed alla cultura.
Mummificare era in un tempo lontano la
massima forma di rispetto per un essere umano, un simbolo di contrasto
allirreparabile declino biologico del corpo, un mezzo per traghettare il defunto
verso leternità.
Il defunto.
La mummificazione interviene dopo il decesso, questo è un dato incontrovertibile.
La vita di una comunità è invece un
qualcosa di perennemente dinamico, nulla è defunto al suo interno, alcuni se ne vanno,
altri arrivano strillando e poppando prezioso nutrimento dal seno delle madri, nuove idee
nascono ogni minuto, persone si incontrano e si amano, altre si incontrano e preferiscono
non farlo più.
Non si può mummificare tutto questo in una crosta di difesa ad oltranza delle tradizioni,
di paura per il nuovo, perché nulla dura per sempre, è scritto nelle regole della
Natura, quelle su cui non possiamo intervenire nonostante il nostro progresso e la nostra
tecnologia. Allora forse il nuovo dovremmo favorirlo in ogni senso, soprattutto quando si
tratta di scegliere gli amministratori.
Certo che se il nuovo è una vita
stressante fatta di lavoro, traffico, inquinamento, outlet, condomini e insoddisfazione
cè da averne paura per forza, ma fortunatamente potrà non essere così. È
altrettanto certo che se si continueranno a scegliere Amministratori che hanno
studiato alle vecchie scuole politiche, questi non faranno altro che applicare ciò
che è stato loro insegnato, mantenendo in funzione vecchi apparati di pensiero che ormai
troverebbero bene posto in un mausoleo. E attenzione perché il vecchiume patologico
infetta anche indipendentemente dai dati anagrafici.
Non si sta parlando di fare qualcosa in
un certo modo o in un modo migliore, si parla di cominciare a fare qualcosa di diverso, a
partire dalla comprensione delle liste che si candidano per elezioni. Il giochetto per cui
la lista dei soliti noti propone un giovane come candidato Sindaco per continuare a fare
il bello ed il cattivo tempo agendo dietro le quinte non dovrebbe più trarre alcuno in
inganno, invece ancora troppo spesso accade. Così si ottiene che il Sindaco detiene le
idee nuove ma non la forza politica per poterle realizzare, e il carrozzone si blocca di
nuovo sotto il ricatto del far cadere la Giunta e mandare tutti a casa. Allora dovremo
abituarci a guardare oltre lo specchietto per le allodole, dovremo abituarci a considerare
le cose nel loro insieme, prime linee e seconde linee indifferentemente.
In questi ultimi anni ci siamo resi
drammaticamente conto che dietro la parola sviluppo si nascondono un futuro orribile ed
uno bellissimo, dove andremo a finire dipende esclusivamente da noi e dal coraggio che
dimostreremo nellavviare e governare il cambiamento. Gli spot sul risparmio
energetico (Eni) e sulle energie alternative (Enel) dimostrano la fondatezza anche
economica del problema.
A Roncade, il posto che ho scelto per
vivere, nel 2009 si terranno le elezioni per il rinnovo degli Amministratori Comunali,
speriamo di vedere qualche nuova lista civica costruita su questi presupposti.
Lorenzo
Pezzato
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| 6 giugno 2007 Difficile auspicare in
astratto che una svolta cada dal cielo, occorre decidersi ad impugnare un volante.
In merito a questo tema l'osservazione
più automatica da parte di chi gestisce le dinamiche politiche in questo Comune è che la
maggioranza è già rappresentata da una lista civica, si chiama "Progetto città
insieme", e che all'opposizione c'è un altro gruppo che si chiama "Coerenti nel
cambiamento". Entrambi sosterranno di rispecchiare sensibilità diverse e che quindi
possono essere definiti raggruppamenti civici.
La differenza di fondo, rispetto ad
un'eventuale lista che sorga direttamente dalla cosiddetta "società civile", è
che si tratta di sommatorie di persone in larga misura inquadrabili in partiti nazionali e
che per questo necessariamente portano con sè ciò che hanno imparato a scuola.
Linguaggio, comportamento, tattiche e strategie, disciplina, riconoscimento di una
struttura superiore e delle sue regole.
Una vera lista civica dovrebbe essere
una realtà con un codice genetico diverso e questo è difficile. Difficile perchè
guidare automobili di grossa cilindrata senza patente è impegnativo e pericoloso.
Difficile come giocare a briscola per la prima volta senza comprendere il sistema di
segnali muti e ammiccamenti che del gioco sono l'essenza.
Difficile, ma non impossibile.
In realtà il gioco di fondo è, prima
degli inquinamenti e delle italiche liturgie, quello della democrazia, della ricerca del
consenso. Provarci è una facoltà ed un diritto. Mal che vada ci si rompe le corna ma non
si rischia nulla, a parte una perdita di tempo.
Bisogna però partire lunghi, partire
subito. Serve almeno un anno per tracciare un programma plausibile, percorribile senza
salti nel mondo dei sogni, comunicabile ai concittadini e abbastanza solido da essere
condivisibile. Un anno fatto di confronti periodici e che fa la selezione tra chi ci conta
davvero e chi preferisce lasciar perdere.
Poi occorre individuare un possibile
candidato sindaco in grado di rappresentarlo, quel programma, e con tanto fiato in corpo.
Perchè, mancando le strutture di partito alle spalle, non si hanno soldi da spendere in
strumenti di propaganda e comunicazione, manifesti, volantini e quant'altro, che negli
ultimi due mesi fanno la differenza.
Bisogna dunque che quel candidato consumi le suole per andare in giro e
farsi conoscere, parlare, discutere e convincere, se può. Se ne va insomma un altro anno
e si arriva puntuali alle elezioni, con la consapevolezza che portare a casa anche un solo
consigliere è un risultato che giustifica la fatica.
Da dove iniziare?
Roncade.it non si sottrae ai contributi
- così come è stato in occasione del Pases - e ci mette qualcosa del suo. Per quello che
vale, naturalmente.
Oltre allo spazio ed all'ospitalità per le voci dei roncadesi, che esistono
da quasi otto anni, offre una specie di bozza primitiva di piattaforma che può servire,
se lo si ritiene utile, come base per iniziare con le discussioni. Naturalmente è un
documento che va lavorato, certamente modificato e integrato e, se proprio è fuori
bersaglio, anche capovolto o distrutto. Non ci offendiamo. Chi vuole leggerlo può
prelevarlo cliccando qui.
Per il resto, caro Pezzato e cari
lettori, dovreste organizzare qualche incontro, allargato o ristretto, in pubblico o in
privato, fate voi. Vedere se si può articolare un calendario di riunioni, un metodo di
lavoro.
Roncade.it, of course, ci sarà.
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