| 20 novembre 2007 Sin da quando a ventidue anni ho lasciato la
mia nativa Bari per andare ad assolvere ai miei obblighi militari è avvenuto che io
restassi sempre affascinato dai luoghi dove, di volta in volta, mi capitava di andare a
vivere, adottandoli ed essendone adottato sempre con affetto. Considerandoli quindi parte
fondamentale della mia esistenza ho sempre tentato, non sempre riuscendovi, di dare il mio
piccolo apporto personale affinchè la qualità di tempo da consumare in quei posti
risultasse il più gradevole possibile, non solo per me e per la mia famiglia, ma anche
per coloro che dividevano con me la vita in quei posti. La mia innata curiosità e
lincapacità di restare indifferente di fronte ad eventuali carenze che mi capitava
di constatare mi hanno sempre portato ad agire, per quanto possibile, cercando di
apportare quel contributo che potesse servire ad eliminare, o a mitigare, dette carenze. E
così sotto le armi, da ufficiale, ho organizzato una squadra sportiva che in poco tempo
ha conquistato i primi posti delle classifiche militari; a Belluno, dove ho vissuto per
circa venti anni, ho fondato lAssociazione Atletica Belluno, annoverando, in circa
due anni, una settantina di iscritti di cui due campioni italiani di corsa campestre e di
salto in lungo femminile.
Racconto tutto ciò non per vanto personale nè per sfogo logorroico, cui peraltro sarei
forse anagraficamente autorizzato, ma per spiegare che, approdato a Roncade nel lontano
1983, fu logica conseguenza che guardassi subito al paese come si guarda a dove
domiciliare per un po di anni i propri figli, la propria moglie e se stesso e che
quindi mi interessasse scoprire ciò che questo delizioso angolo della gioiosa Marca
Trevigiana fosse in grado di darci.
Comunque devo dire che anche qui fu amore a prima vista!
Accertato che una squadra di Atletica Leggera già operava in paese, ed anche bene, e
visto che già da qualche anno avevo cominciato a recitare con la Compagnia Teatrale
dellOssero di Treviso, mi venne spontaneo informarmi se a Roncade stesse operando un
Gruppo teatrale, incuriosito anche dallinsegna CINEMA posta sulla
gioielleria Lorenzon di via Roma. Mi venne spiegato che cera rimasta solo
linsegna perchè il locale non esisteva più da anni e che non cera in paese
una valida alternativa nel campo dello spettacolo e che, tantomeno qualcuno si occupasse
più di teatro da tanti anni. Continuava intanto la mia attività con lOssero di
Treviso ma il mio cervello già lavorava al progetto di organizzare, in quella che era
ormai diventata la mia Roncade, una Compagnia teatrale tutta mia.
Loccasione si presentò nel 1994 col trasferimento dellOssero a Nervesa della
Battaglia, la qual cosa mi costringeva , tre volte la settimana, a chilometri di auto per
poter fare le prove.
| A quei tempi Presidente della Pro Loco
Roncade era Paolo Visentin che si entusiasmò immediatamente al mio progetto e così, con
il suo aiuto e sotto legida del Comune, ai primi del 1995, nacque Il Gruppo
Amici del Teatro-Roncade . |

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Avevo voluto la parola
Roncade nel logo della Compagnia perché ritenevo, come ancora ritengo,
importante farsi conoscere in giro come sito culturale; devo dire che a quei tempi Roncade
era conosciuta per la sua Fiera dei osei, per il suo bel castello e per il
buon vino rosso. Il settore culturale era rappresentato, se non ricordo male, da qualche
iniziativa della Biblioteca comunale e non altro.
Il debutto della Compagnia avvenne nel settembre del 95 con La trottola
scritta da me stesso; nel dicembre dello stesso anno I cadaveri si spediscono e le
donne si spogliano di Dario Fo; avevo intanto assunto limpegno di scrivere ed
interpretare con la Compagnia anche Il proceso a la vecia che veniva portato
in scena in piazza a metà Quaresima. Nel dicembre 96, ben ventisette attori in scena
con Questa sera si recita a soggetto di Pirandello, apprezzatissimo dai
roncadesi malgrado le perplessità iniziali di qualcuno. Marzo 98 Povero Piero
di Achille Campanile; dicembre 99 La patente di Pirandello e I tre
bravi di Fo; dicembre 2000 Sera dinverno di Sigfrido Geyer.
Nel 2001, nellambito di un programma di studio promosso dal Dipartimento degli Studi
Linguistici e Letterari dellUniversità Cà Foscari di Venezia in collaborazione con
il Centro Studi sulle Arti ed il Teatro del Canada, ben tre attori delGruppo Amici
del Teatro-Roncade vengono selezionati e scelti per interpretare al teatro Goldoni
di Venezia, e poi in tournée per lItalia, Il caso Farhadi di Raul Varma
sotto la regia del canadese Bill Glassco, traguardo, questo, prestigioso per una piccola
Compagnia di provincia.
Ma il 2001 riserba al Gruppo in dicembre la lusinghiera opportunità di portare in scena,
ancora a Venezia prima e poi a Roncade, Effetti di una condanna di Riccardo
Selvatico nel centenario della morte dello scrittore di adozione roncadese.
Nel 2002 tocca a Occhio alla spia di John Chapman e Michael Pertwee che è
lultimo lavoro che dirigo con il Gruppo Amici del Teatro-Roncade perché
verso la metà dellanno successivo rassegno le mie dimissioni quale responsabile
della Compagnia.
Ai primi del 2004 nasce una nuova
compagine roncadese, Il
Carro di Tespi 2004 che a dicembre esordisce con Riunione di
condominio scritta per loro e su di loro da me stesso.; a dicembre del 2005 tocca a
Cecè e La giara di Pirandello; nel 2006 ancora un lavoro scritto
da me, Lultimo bucaniere .Ed eccoci giunti ai giorni doggi con
lapprossimarsi della Prima di Diana e la Tuda di Pirandello
che andrà in scena l1 dicembre.
Come si è potuto capire il lavoro svolto sia con la prima compagnia che con la seconda è
stato affrontato con lo zelo e la sollecitudine necessari a conseguire risultati
onorevoli; ciò che è mancato sin dallinizio e continua ancor oggi a mancare è
limpegno da parte degli organi comunali a dare una giusta sede dove svolgere le
repliche teatrali ( finora si è utilizzato lauditorium delle Scuole Medie
assolutamente inadatto sia per acustica che per disposizione dei posti ubicati troppo a
raggiera). Malgrado le promesse più e più volte ripetute di provvedere a questa grave
carenza, e malgrado sia ormai quasi terminata la ristrutturazione della chiesa di
S.Cipriano, da sempre indicata come probabile soluzione della mancanza di una sala
polivalente che potesse essere adibita a concerti, teatro, conferenze ed altro, ripeto,
malgrado queste promesse siano state elargite con generosa disponibilità, per ora di sole
parole, la soluzione è ben lontana. Ci sarebbe la sede delle ex officine Menon, anche
quelle adattabili alle nostre esigenze. Ma anche di questo se ne parla e basta! Perché (
mi assumo la responsabilità di quello che dico) non ce INTERESSE a sostenere
dei commedianti che si agitano su un palco proferendo frasi a volte difficili da
capire e che, soprattutto, impegnano il cervello.
Non dimentichiamo che stiamo vivendo lera del Grande fratello!!!
Intanto ci terrei a far sapere ai roncadesi che la mia attuale compagnia sta provando
nelle fatiscenti sale del Centro Giovani di Vallio, senza riscaldamento e a
contatto con in Gruppo Musica che, per ovvi motivi di sonorità, ci rende le prove
difficili; ed i primo dicembre andiamo in scena con Diana e la Tuda! Per
fortuna almeno ilGruppo Amici del Teatro-Roncade sta al caldo nellampia,
anche troppo forse, sala di via Dary a Biancade! Quindi, il 50% dei teatranti è a posto,
potrebbe dire qualcuno amante delle percentuali statistiche!!!
E così, falco Boccuzzi, alla fine della presentazione della rassegna del 5 novembre
(vedasi Roncade.it di quel
giorno), ha sbottato davanti agli incolpevoli assessori Dina Brondolin e Guido Geromel e
ad alcuni giornalisti. Ma ha anche deciso che adesso basta! Mi sta bene lappellativo
di falco, animale che ho sempre amato per il coraggio che dimostra quando deve conquistare
una preda. Lui non va a cercare di scarnificare resti di carogne conquistate da altri
rapaci, come farebbero invece gli avvoltoi o gli sciacalli. No, lui le sue conquiste se le
guadagna da solo, senzaltro aiuto che le proprie forze, da solo, il solitario falco
Oronzo. Solitario anche perché non accompagnato e spalleggiato da amicucci della
parrocchietta, situazione che ha sempre sfuggito quando, in passato, qualche politichetto
gli ha proposto di scendere in campo.
Mi appellerò alla buona volontà degli intelligenti roncadesi, cui andrò a richiedere la
firma di solidarietà, affinchè la chiesa di S. Cipriano o le ex officine Menon diventino
urgentissimamente dignitosa sede dove svolgere manifestazioni culturali e, per quanto
riguarda il teatro, dove organizzare più rassegne in un anno, invitando compagnie
amatoriali ed anche professioniste, affinchè Roncade venga menzionata e ricordata come
città di cultura e di pensiero. Ed io, questa cosa qui, vorrei poterla vedere,
perdiana!!!!!
Con la speranza che falco Oronzo non venga messo in gabbia e venduto alla prossima
Fiera dei osei!
Zino Boccuzzi |