| 1 marzo 2007 Tra campi coltivati ed
edifici anche a Roncade è sempre più difficile trovare degli alberi, soggetti primari
del paesaggio, veri e propri condomini per avifauna locale. Se dovessero continuare a
diminuire di numero ci troveremmo intrappolati in un monolite di terra e cemento, arido
come un deserto.
Le monoculture tra laltro
sempre meno redditive - hanno gravemente compromesso lhabitat di molte specie
animali, ed oggi rimaniamo a bocca aperta se i nostri giardini sono sporadicamente
frequentati da una civetta o un airone, quando invece dovrebbe essere assolutamente
normale.
Lanciamo lennesima idea: fare di
Roncade il comune più boschivo della Provincia, naturalmente escludendo i comuni montani
e pedemontani, boschivi per definizione.
Non è un segreto che molti cittadini fanno coltivare i propri terreni giusto per non
lasciarli abbandonati ed improduttivi, in attesa di un uso alternativo.
I promotori dellincenerimento e degli appestanti impianti di Silea e Mogliano dicono
che bruciando rifiuti si hanno in cambio energia elettrica ed acqua calda, ma lo stesso
risultato lo si può ottenere con un impianto a biomassa che bruci sostanzialmente legna,
legna che potrebbe provenire dalla manutenzione dei boschi circostanti. Cè però
bisogno di una collaborazione ad ampio spettro tra i vari attori coinvolti, cittadini,
istituzioni e costruttori dellimpianto, senza dimenticare che esistono sostanziosi
finanziamenti europei a copertura delle spese di piantumazione.
Il comune potrebbe anche provvedere
alla fornitura gratuita degli alberi a coloro i quali fossero invece interessati alla
costituzione di aree boschive permanenti con piante autoctone.
Il Comitato Cittadini di Roncade
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