| 7 luglio 2006 Per tutto il mese di
maggio i visitatori di Roncade.it hanno dato
le pagelle a ciascuno dei componenti della giunta comunale, riservando
l'unico voto di sufficienza al sindaco e giudicando gli altri con valutazioni globalmente
assai negative.
In una successiva indagine, condotta
dal 6 giugno al 6 luglio, abbiamo cercato di comprendere le ragioni della scarsa
soddisfazione della popolazione verso l'operato della squadra di assessori.
La tabellina finale è riportata qui
sotto. La maggioranza dei votanti (21%) ritiene che la prima causa della sostanziale
bocciatura sia da rintracciare nell'insufficiente impegno profuso dai titolari delle
deleghe nei rispettivi comparti, un altro 17% pensa che un forte limite della compagine
amministrativa sia quello di non saper comunicare ed interfacciarsi pubblicamente con la
popolazione mentre un quoziente del 15% viene assegnato a motivi come la lentezza nei
provvedimenti e l'incoerenza rispetto a quanto dichiarato nel programma di governo, due
anni fa.
Singole comunicazioni confidenziali,
per aggiungere qualche dettaglio fuori statistica, riferiscono di alcuni motivi di
frizione tra il sindaco e vari assessori con radici non dissimili dalla prima causa di
malcontento popolare, cioè lo scarso impegno. Una definizione, quest'ultima, che va letta
non tanto con riferimento alla ordinaria amministrazione quanto, piuttosto, per
l'indolenza verso un salto qualitativo e creativo chiesto rispetto ai modelli
amministrativi dello scorso decennio, ormai inadeguati.
Per dirla in parole semplici, gli assessori in carica sarebbero tutti delle
brave persone ma poco disponibili - od entusiasti - a tentare sforzi supplementari, anche
a titolo sperimentale, non previsti dalle manuale non scritto delle mansioni standard.
Tutto questo mentre il paese sta
cambiando faccia, si trova di fronte a scelte non semplici e che implicano (o almeno
implicherebbero, date le tentazioni di scorciatoie...) un grande lavoro concertativo con
una platea ampia (e non certo riconducibile al drappello di opinion leader, stakeholder e
testimonial che si spaccia per autorevole ed esaustivo) e responsabilità personali più
robuste, date le sempre più frequenti assenze del primo cittadino.
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