| 9 marzo 2006 Egregio maestro,
abbiamo appreso che, in
seguito al dibattito lievitato su questo sito relativamente al Suo progetto di monumento a
Carlo Menon, Lei ha revocato la Sua disponibilità a proseguire nella realizzazione
dell'opera. Questo, sempre se le informazioni che ci sono state fornite sono corrette, sia
per i giudizi non lusinghieri verso l'opera stessa espressi da alcuni dei nostri lettori,
sia per l'esistenza, quale unica alternativa, di una proposta di fondazione culturale
intitolata al nostro illustre concittadino.
Mi permetta innanzitutto di osservare
che la Sua sensibilità Le fa onore. La percezione dell'importanza di un consenso
allargato della cittadinanza è senza dubbio più presente in Lei che in coloro che sono
stati eletti ad amministrare la nostra Comunità, e ora mi spiego.
I commenti sul monumento che Lei ha
concepito, come probabilmente le è già noto, provengono esclusivamente dalla visione di
due fotografie "strappate" all'amministrazione comunale la scorsa estate, dopo
che la nipote di Carlo Menon - Laura, recentemente scomparsa - a noi si era rivolta
sollevando alcune perplessità. Le immagini riguardano un modello in legno e cartone,
così sembra, che fu posato sul punto in cui dovrebbe essere installata l'opera finale per
meno di un'ora.
La popolazione, perciò, non ha avuto modo di valutare il progetto se non
attraverso le due immagini che Roncade.it (che non è il sito dell'amministrazione
comunale) si è fatta carico di divulgare. E' altrettanto comprensibile che, scattate in
questo modo le foto, con il modello che pare il radar sulla prua del Titanic lanciato
contro una villa veneta, l'impatto emotivo non può che essere stato negativo.
Va altresì compreso, d'altro canto, il grande sforzo che Le è stato
richiesto nel cercare di ingentilire uno spazio già depredato di grazia, come la piazza
del Municipio.
Sta di fatto, egregio maestro, che,
come Lei certamente comprende, c'è stato un difetto congenito nella procedura che
dovrebbe portare alla realizzazione dell'opera, e cioè quello di aver saltato a piè pari
lo stadio di confronto con l'opinione pubblica.
Questo perchè a Roncade resiste evidentemente una concezione del rapporto
con la cittadinanza in base alla quale i titolari del potere di amministrare la comunità
loro democraticamente conferito a volte si ritengono legittimati a buttarsi alle spalle,
dopo la proclamazione, il dovere di continuare ad interagire con gli elettori. Un punto di
vista, sia chiaro, magari non disdegnato da molti, da quelli, cioè, che chiedono
all'amministratore di fare il suo dovere e di consentire loro di badare alla propria vita
senza doversi più curare d'altro. Quelli secondo i quali il decisionismo è la prima dote
di chi governa ed il dibattito solo un contenitore di rischi di paralisi.
Anche se probabilmente minoritaria,
esiste comunque una parte della popolazione che conserva una costante sete di
partecipazione, che ha opinioni dinamiche, che mantiene un reticolo nervoso esposto e
sensibile alla vita collettiva. Che esige, cioè, di essere interpellata, consapevole di
essere a modo proprio l'humus della possibile classe dirigente di domani e che non a caso
preferirebbe utilizzare il budget previsto per la scultura nella realizzazione di una
struttura "viva" e condivisa, quale, appunto, una fondazione culturale.
Per il monumento a Carlo Menon - figura enorme e interiorizzata come tale
dall'intera comunità locale, in larghissima misura ancora indigena e discendente di
centinaia di ex lavoratori delle storiche Officine - il passaggio del confronto non è
stato fatto, si è scelto di non mostrare il progetto al pubblico e di non chiedere
opinioni.
Con sufficiente serenità posso
immaginare dunque che la refrattarietà incontrata dal Suo disegno sarebbe stata simile
anche nei confronti di altri, tantopiù se si considera come siano stati apostrofati come
"guitti" quei pochi che si sono permessi semplicemente di esprimere un giudizio.
Da parte mia posso solo proporLe, a
questo punto, di inviarci una documentazione più completa dell'opera da Lei concepita in
modo tale, per quanto possa essere ritenuto indicativo, di sottoporre il progetto ai
commenti dei lettori di questo sito. Magari potrebbe uscire un quadro di giudizio diverso
rispetto a quello che fino a questo momento, con i pochi elementi a disposizione, abbiamo
ricavato.
La ringrazio per l'attenzione. Cordiali
saluti
Gianni Favero |