| 10 aprile 2006 DUELLO AEREO SOPRA RONCADE
Dalla rivista "Aerei nella Storia"
n. 25 del 2002:
Ai primi di settembre 1918 Carlo Lamperti ricevette una nuova destinazione: fu assegnato
alla 77a Squadriglia Caccia, la Squadriglia dal cuore rosso, così chiamata a motivo dei
vistosi cuori rossi che i suoi aerei portavano sui due lati delle fusoliere.
La Squadriglia era comandata dal pluridecorato
Capitano Filippo Serafini, con 4 vittorie aeree all'attivo nella Grande Guerra: "gran
signore, sempre elegantissimo, gentile con tutti", come riferì Francis Lombardi, un
altro Asso della 77a Squadriglia (8 vittorie). Carlo arrivò a Marcon, base della
Squadriglia, il 12 settembre 1918; gli ottimi piloti di questo reparto, tra i quali vi
erano alcuni dei grandi Assi della caccia italiana, impiegavano uno dei migliori caccia
del tempo, lo Spad SVII.
| Per Carlo Lamperti, finalmente inserito
in una Squadriglia operativa, si stava avvicinando il momento del battesimo del fuoco, che
avvenne tre giorni dopo. Alle
prime luci del mattino di sabato 14 settembre 1918, la segnalazione da terra di un
velivolo austriaco diede l'allarme al campo della 77a Squadriglia: una pattuglia di tre
Spad decollò immediatamente (oggi si direbbe scramble) capopattuglia della quale era il
Sottotenente Carlo Lamperti, con i Sergenti Bruno Albertazzi e Luigi Corti come gregari. |
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Pochi minuti dopo i tre caccia
italiani intercettarono l'aereo austriaco; avvistato per primo da Lamperti, si trattava di
un Phonix D.I, uno dei migliori caccia che equipaggiavano l'aviazione austroungarica. Il
Phonix venne subito impegnato in combattimento da Lamperti, a 3.000 m. di quota, sulla
verticale del castello di Biancade, presso Treviso.
Lo scontro fu storia di pochi minuti, grazie soprattutto alle ottime lezioni di acrobazia
e di tiro in volo apprese dal capitano Gordesco alla scuola di Furbara. Carlo Lamperti le
avrebbe benedette per tutta la vita perché gli permisero di uscire vincitore dal duello
aereo.
Le ben aggiustate raffiche dello Spad di Lamperti centrarono al motore il Phonix D.I che,
con l'elica in croce, fu costretto a compiere un atterraggio forzato oltre le linee
italiane, presso Roncade, a sud-est di Treviso. Il pilota, un Korporal ungherese
lievemente ferito, venne soccorso dagli arditi di un vicino reparto d'assalto e condotto
ad un posto di medicazione. Lamperti e la sua pattuglia erano intanto atterrati a Marcon,
da dove Carlo si affrettò a raggiungere il luogo dell'abbattimento per verificane
personalmente i risultati.
(Si ringrazia Bruno
Fanton per il prezioso contributo) |