| 1 novembre 2006 Da tempo si parla di
Distretti, il distretto della calzatura, il distretto dellocchialeria e tutte le
altre aree che sia possibile identificare per somiglianza produttiva e, speriamo un
giorno, socio-culturale.
La provincia di Treviso detiene in questo senso un potenziale enorme, solidamente poggiato
su una moltitudine di piccole-medie imprese, su una popolazione disponibile ad un certo
tipo di rinnovamento e su un territorio splendido dal punto di vista paesaggistico ed
ambientale. Di qui a alla costituzione di un Distretto della qualità della vita il passa
potrebbe essere breve e lo sforzo facilmente sopportabile.
La nostra provincia si trova in una
congiuntura favorevole da questo punto di vista (come lo è il Veneto intero): è
economicamente ancora florida, esiste una buona riserva di capitale privato accumulato
negli anni del boom ed al momento servono idee per affrontare la nuova fase di sviluppo e
di eccellenza, non più strettamente collegata alla produzione. Si attraversa cioè quella
che viene definita una fase di transizione, un periodo in cui si raccolgono stimoli per
scoprirsi in grado di realizzare progetti diversi domani, un periodo in cui si inventa il
futuro.
Treviso, la provincia italiana con la
più alta qualità della vita e più allavanguardia in campo di turismo sostenibile
ed energia pulita. Un obiettivo sicuramente raggiungibile, ma non basta votare i partiti
che promettono il maggior numero di sagre paesane e il più alto livello di protezione
delle tradizioni, perché le tradizioni si proteggono anche facendo in modo che non
configgano con la realtà del quotidiano presente. Gli antichi mestieri dei nostri
bisnonni non hanno bisogno di musei o stand fieristici in cui essere messi in mostra per
le nuove generazioni, hanno bisogno che le nuove generazioni crescano consapevoli del
fatto che un mestolo in legno fatto a Treviso è un oggetto infinitamente più importante
del mestolo di plastica prodotto a Taiwan. Poi leffetto globalizzante che imperversa
in questa nostra epoca dovrà fare in modo che anche a Taiwan le nuove generazioni
prendano coscienza del fatto, e guardino con gli stessi occhi i mestoli di legno prodotti
nella loro isola.
Ma che centra Roncade in tutto
questo?
Lidea folle è che sia proprio Roncade il primo comune della provincia a lavorare in
questo senso e a coinvolgere gli altri nellambizioso progetto, naturalmente anche
attraverso il coordinamento della Provincia stessa e lovvia relazione con la
Regione.
Il Sindaco Rubinato come è noto - siede al Senato e potrebbe essere il tramite
ideale per rappresentare listanza (e le richieste di finanziamento) alle Istituzioni
centrali di Roma, magari cercando di far intervenire il Ministero dellAmbiente con
una sponsorizzazione. Si potrebbero coinvolgere anche Istituti di Ricerca,
Università e imprenditori.
Chiaro che a nessuno sfuggono le
incompatibilità tra le forze che governano le varie Istituzioni in causa (Regione,
Provincia, Comune), ma il punto forte del progetto starebbe proprio in questo,
nellessere ancora capaci di collaborare per il bene di tutti.
Lorenzo
Pezzato |