| 17 giugno 2006 Glocal è un termine che
perfettamente si adatta allambito dei rifiuti, considerando la loro produzione,
gestione e recupero.
Oggi le parole dordine sono
cambiate, si sono evolute alla pari del sostantivo spazzino che è stato ribattezzato
operatore ecologico, riciclaggio è terminologia sorpassata da riutilizzo. La differenza
è sostanziale, riciclare significa ottenere da rifiuti materia (od energia) da
reimpiegare in altri processi produttivi (da una lattina di bibita si ricava alluminio per
farne unaltra lattina), riutilizzare significa ridare alloggetto diventato
rifiuto la stessa funzionalità per la quale era stato originariamente concepito (una
lattina di bibita rimane tale e viene nuovamente riempita).
In questo binario di sostanzialità si muove anche il Principio di Prossimità, cioè quel
postulato per cui è considerato un vantaggio ambientale ed ecologico anche il fatto che i
rifiuti prodotti in un certo luogo siano destinati ad un impianto di recupero il più
prossimo (vicino geograficamente) al luogo di produzione stesso. Il risparmio in termini
di energia (combustibile per i trasporti), inquinamento atmosferico (gas di scarico
prodotti dal vettore), tempo (movimentazioni, carico e scarico) e risorse economiche è
evidente anche ad un profano.
Lidea per cui i rifiuti debbano
essere gestiti da grandi impianti accentranti è defunta sotto il peso delle sue stesse
contraddizioni, soprattutto quando si è iniziato a pensare di localizzarli in zone
depresse per favorirne lo sviluppo e laumento dellindice doccupazione.
Perseguire quellintento avrebbe significato far diventare intere regioni delle vere
e proprie discariche si passi il gioco di concetti, paradossalmente proprio quelle
dove la mancata industrializzazione ha preservato ambiente naturale e paesaggio.
Lautosufficienza nella gestione del flusso di rifiuti prodotti è diventato il nuovo
orientamento di Province, Regioni e Ministero, almeno nelle intenzioni e nelle astratte
costruzioni normative.
Una uniforme regolamentazione nazionale discendente da quella Europea rappresenta
laccezione global, la distribuzione ragionata degli impianti di recupero sul
territorio come suggerito dal Principio di Prossimità rappresenta invece laccezione
local. Allora lo spazzino può diventare operatore ecologico in senso autentico, ma
finché nella pratica quotidiana lo spazzino della zona dove non funziona la raccolta
differenziata vanifica il lavoro delloperatore ecologico di una zona dove invece la
differenziata funziona benissimo, continueremo a rimanere inesorabilmente inchiodati ad
una insufficiente media senza scampo, e lo stallo è la tomba del miglioramento.
Il vero problema, quello serio e
apparentemente irrisolvibile, sono sicuramente le emissioni e le scorie delle industrie,
perché qui non si tratta solamente di gestire la produzione di rifiuti e quindi di
intervenire a posteriori, ma di cambiare radicalmente metodo di produzione. La
potenzialità di un prodotto di diventare rifiuto a fine vita, cioè, dovrà essere presa
in considerazione come parametro al momento della progettazione e della realizzazione, in
modo da garantirne la (magari) totale riutilizzabilità. Riciclabile non è più
sufficiente.
Anche qui occorre un intenso lavoro di rete che coinvolga Istituzioni, produttori,
consumatori ed operatori del recupero di rifiuti, un disegno ambizioso che ha come
fondamento concreto la salvaguardia dellesistenza stessa dei soggetti coinvolti.
Lorenzo Pezzato
Presidente Comitato Citt. di Biancade |