| 11 maggio 2006 LETTERA DA UN COMMERCIANTE
Sabato 22 aprile, la ditta Basso,
proprietaria dei bussolotti ai tombotti, organizza un viaggio esplorativo ad un centro
outlet invitando il sig. sindaco, gli assessori (tutti o di
reparto, non ha importanza), consiglieri comunali, delegati del commercio,
Ascom e commercianti.
Per fortuna alcuni ci hanno visto
dentro e non hanno accettato linvito, considerando che a gestire tutto ciò, e non
so perché, non è altro che una grande azienda con un grosso nome che sta cercando di
creare un centro commerciale.
Qualcuno potrà obbiettare meglio pochi e buoni. Io non sono più di questo
parere perché direi Pochi e c....
Mi sembra di assistere alle gite
organizzate dalle ditte di propaganda sporca che prima ti offrono il viaggio e poi ti
appioppano le pentole; in questo caso invece prima ti fanno vedere il paradiso e poi ti
appioppano linferno con il benestare del sig. sindaco, del gruppo consiliare di
maggioranza, del sig. segretario e di chi il commercio lo conosce solo teoricamente,
perché di tutte le promesse fatte da questi signori ai cittadini e ai commercianti per la
rivalutazione del centro storico, si è solo pensato ad incassare autorizzando
lapertura di un centro commerciale.
Sarà bene che qualcuno faccia un esame di coscienza pensando che se a tutto il commercio
del comune mancheranno introiti che teoricamente si possono quantificare anche in un 30%
cosa succederà?
Alcun commercianti già presi per il collo da affitti, luce, acqua, gas e balzelli vari
saranno costretti a chiudere e di tutti gli anni di duro lavoro e sacrifici come
ricompensa ci sarà solo un calcio nel sedere, perché nelle condizioni in cui si
troveranno, o meglio ci troveremo, non avremo neanche a chi affittare i nostri locali.
E a chi si è indebitato, spinto dalle
promesse di rilancio del centro storico che avrebbe richiamato un maggiore flusso di
persone - possibili compratori che consiglio dà lassessore di reparto?
E a quel commerciante che ha sulle spalle una famiglia da mantenere e una mancanza di
lavoro, cosa si consiglia?
E al dipendente, commesso o commessa, che al calo del lavoro sarà il primo a rimetterci
il posto, cosa si dice?
Ma già! Dentro al casotto comunale le
paghe non mancheranno mai. Un tot per il sig. sindaco, un tot per gli assessori, un tot
per i consiglieri e un tot per tutto lindotto comunale e alla fine nessuna rimanenza
da controllare o spendere.
Termino il mio sfogo chiedendo a tutto lapparato comunale di pensare due volte alle
decisioni che prenderà e alle conseguenze che potrebbero causare.
Dico ai commercianti, attenti e
uniamoci, la nascita di un outlet factory potrebbe portare alla
chiusura di un gran numero di piccoli esercizi commerciali di tutto il comune.
Le promesse dellex sindaco Sartor: A Roncade non nascerà mai un centro
commerciale...come tante altre sono solo prese in giro, speriamo che quelle
dellattuale, fatte nel periodo delle elezioni, non siano sulla stessa strada.
Francesco Antonello
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maggio 2006 "Cos'è il progresso se non la voglia irresistibile di cambiare,
provare, andare avanti, guardare il mondo e vederlo costellato dei nostri sogni? La
ricerca, i grandi cambiamenti, anche le grandi invenzioni sono nate non dalla stabilità
dal benessere, tantomeno dalle certezze, ma da curiosità, voglia di toccare con la mente
tutto quello che la realtà può rendere possibile, intuizioni, progetti.
La recessione non è tanto nel nostro mancato benessere economico, ma dalla poca voglia
che c'è in ognuno di noi di pensare al futuro in modo diverso perlomeno provandoci,
smettendola di guardare al passato e soprattutto liberandoci da un presente che se lo
vediamo senza speranze e senza sogni ci potrebbe portare non tanto a diventare più
poveri, ma sicuramente più tristi.
E' presto per andare in pensione".
Non sono parole mie ma un estratto di un articolo di
Vera Slepoj apparso nel
gazzettino qualche tempo fa.
In queste parole mi rifugio nei giorni in cui le cose non vanno come dovrebbero,
invito anche i mie colleghi commercianti a fare altrettanto appena appare all'orizzonte
qualcosa di nuovo.
Io ero tra quelli che sono andati in "gita" a Barberino, e vi garantisco che mai
mi sarei perso l'occasione di conoscere qualcosa che non conoscevo.
La mia opinione sull'outlet non è cambiata, ma certo ora è più completa .
Mi dispiace per i colleghi che non sono venuti per paura di dover comprare "una
batteria di pentole" e li invito a riflettere su tutte le loro certezze.
Francesco Pavan |