| 29 gennaio 2006 CITTA' PICCOLA? LA GENTE MORMORA...
Intervengo nel dibattito Sartor - Lorenzon (e lo chiamo proprio così) in quanto chiamato
in causa per almeno tre motivazioni: il "giovane", l'"Architetto" e il
legame di parentela con il nostro Carlo Menon.
Da quando ho iniziato a scrivere ed interessarmi
della nostra città, la prima domanda che mi sono posto è stata: cosa spinge me ed altri
a questo interesse? La risposta può parere scontata: il tema del sociale, il futuro della
collettività! Ciò è indubbio, ma qual'è la motivazione scatenante che provoca il
proprio ingresso in questo variegato scenario? Quello che ho scoperto è che... ognuno ha
la sua: chi per velleità di potere o di grandezza, chi per carattere, turbolento e
ribelle e chi ancora per spirito umanitario e altruista. In ogni caso, per ben
comprendere, è bene ricercare la motivazione che spinge ognuno alle azioni che compie ed
a volte è molto utile per comprendere alcune "filippiche" di natura locale.
A questo prologo, voglio solo aggiungere che
carriera universitaria e professione mi hanno insegnato altri due elementi fondamentali:
il valore dei fatti e del tempo. Si, perchè qui si sta parlando di un progetto ed in un
progetto, dati oggettivi e tempistica sono caratteristiche imprescindibili per la sua
esecuzione.
Ora, non voglio entrare nel merito dell'opposizione semiotica antico/moderno... è una
polemica vecchia come il mondo (non ultima, ad esempio, quella sul quarto ponte a Venezia)
ma, difronte a tali valenze, mi permetto alcune considerazioni su chi, con le proprie
motivazioni, in questi tempi, ha fatto veramente qualcosa per questo progetto:
Si, perchè il "gruppo di roncadesi con le palle, coraggiosi e motivati" c'è e
si chiama comitato pro erigendo monumento. Sono una decina di pensionati simpatizzanti ed
ex-operai della Menon che da ben nove anni, dopo aver depositato il nome ed un piccolo
conto per lo scopo, chiedono la possibilità che l'inventore abbia un suo degno
riconoscimento attraverso, per l'appunto, l'installazione di un monumento commemorativo,
per il quale essi stessi avevano raccolto dei fondi... dalle proprie tasche. Sono loro i
veri pionieri che, assieme ad altre realtà come quella del Motoclub, hanno cercato di
tenere viva la memoria roncadese. Tale gruppo, estromesso poi da decisioni future al
riguardo (perche troppo "passatista"?), ha tenuto duro e si è fatto sentire con
la nuova amministrazione per poter definitivamente coronare il proprio obiettivo. A
Dicembre, in una riunione con il Prof. Manzato ed il Sindaco, stremato dall'attesa (9
anni!) e rassegnato dall'impossibilità di non poter ben agire diversamente, il comitato
ha seguito la spiegazione dell'opera ed accettato la sua esecuzione. Il mio unico
intervento, come rappresentante della famiglia, sulla valenza e la rappresentatività
dell'opera è stato definitivamente risolto da in commento del Dott. Dalla Pozza:
"Sono 9anni che aspettiamo... vorremmo riuscire a vederlo... ci va bene anche
così!"
Questi sono i fatti ed i tempi.
Perchè Sartor ha voluto scegliere una commissione esterna ed estromettere il comitato?
Erano sufficienti 3 partecipazioni effettive al concorso? Oppure... Di chi sono i
50000 stanziati e perchè? Quanto le scelte politiche influiranno nelle prossime
decisioni del neo-Sindaco? Oppure ancora... Siamo sicuri di essere difronte ad un esempio
di "Arte ardita"? Si ergeranno schiere di roncadesi a difesa delle statue
bronzee?
"La verità non è mai una e raramente è semplice" diceva Oscar Wilde, ma in
ogni caso, come si diceva all'inizio, per una buona comprensione è bene ricercare la
motivazione che soggiace ad ogni azione.
Cordiali saluti
Massimiliano Grosso |