| 31 ottobre 2006 Egr. direttore,
mi permetto alcune riflessioni dopo aver letto larticolo sul conclave pigro
Da capogruppo vivo dallinterno ogni vicenda riguardante lAmministrazione.
Ebbene, ho letto larticolo relativo, al conclave pigro e, mi sia
concesso senza nessuna offesa o disprezzo per chi ha scritto, mi ha fatto un po
sorridere.
Si, perché mi chiedo quanti siano interessati alla soluzione del rimpastino.
Qualcuno, ha pensato che forse la pigrizia non è questione di indecisione, ma
che il Sindaco e lAmministrazione sono più impegnati a lavorare per risolvere i
problemi che alle ipotesi di ridistribuzione degli incarichi ?
Da quel po che conosco dellattuale Sindaco di Roncade, mi sembra che non abbia
mai accettato la logica di una mera distribuzione delle sedie, anche perché
se fosse così le decisioni relative agli incarichi sarebbero trovate nelle segrete stanze
e prontamente realizzate in tempi rapidissimi.
I riferimenti fondamentali di questa Amministrazione rimangono invece le linee
programmatiche e anche la messa a punto della squadra è in funzione di questo obiettivo.
Forse è bene ricordare che , con riferimento allorganizzazione dellattività
del Sindaco, ..La giunta collabora con il Sindaco nel Governo del Comune ed opera
attraverso deliberazioni collegiali (art. 48 del D.Lgs. 267/2000).
Pertanto il potere e la responsabilità prima, anche con riferimento alle deleghe
assegnate agli Assessori, permangono in capo al Sindaco e, nellambito della
collaborazione, i membri della Giunta si occupano dei problemi e delle attività,
proponendo la soluzione agli stessi problemi.
Ne consegue che attualmente non vi è nessuna delega vacante e, in urbanistica, tra le
altre cose, si sta lavorando alacremente per completare il percorso del PAT, che come da
accordo, da poco sottoscritto, con la Regione Veneto, ad agosto sarà pienamente efficace.
Dal resto nel Consiglio Comunale del 29 settembre scorso, si è fatta la verifica dello
stato di attuazione del programma, la stessa verifica ha dato la misura di quanto lavoro
sia stato realizzato dalla macchina amministrativa in appena due anni di mandato e
nonostante i limiti agli investimenti imposti dal patto di stabilità interno.
Ma si sa, il lavoro svolto seriamente e per il bene comune fa meno rumore della gran cassa
delle polemiche tanto chiassose quanto sterili.
Comunque anche a quelli (pochi) che si preoccupano di completare gli organigrammi, diciamo
di stare tranquilli, perché la Giunta sarà completata.
Grazie per lattenzione distinti saluti
Paolo Giacometti
| 31 ottobre
2006 Il problema di
quanto ciò che scriviamo su questo sito interessi veramente i lettori lo consideriamo con
costanza ed è per questo che l'accesso alle singole pagine è monitorato quotidianamente
da un servizio di statistiche.
La pagina che ospita il pezzo sul "conclave pigro", messa in rete
il 27 ottobre, ci risulta essere stata aperta alla mezzanotte di ieri, lunedì 30 ottobre,
da 116 utenti, pur considerando che all'interno di tale arco di tempo c'è stato un fine
settimana, due giorni in cui, storicamente, le visite a questo sito calano di circa il
40%. Nella sola giornata di ieri i lettori di "conclave pigro" sono comunque
stati 44 (per fare un confronto, il servizio relativo all'occupazione dell'appartamento di
via Menon ha raggiunto i 58 lettori) su 236 accessi unici.
In un paese in cui difficilmente si vendono 400 quotidiani, come risultato
non ci sembra proprio così scarso.
Tuttavia il punto è forse un altro. La domanda che
è naturale porsi nel merito della giunta zoppa, per usare una metafora calcistica, è:
qual'è quell'allenatore di una squadra che, privato di un giocatore da un infortunio, non
provveda alla sua sostituzione e ad un adattamento della formazione entro cinque minuti?
Se non lo fa è perchè o è convinto di portare avanti la partita in dieci
- ma sarebbe folle e verrebbe esonerato immediatamente - oppure ha una panchina così
litigiosa da non riuscire a mettere in campo una riserva senza la sollevazione delle
altre. Anche in questo caso verrebbe cacciato dal presidente al rientro nello spogliatoio
e prendersela con il pubblico che fischia sarebbe almeno infantile.
Non è chiaro, però, al di là del cuore della
vicenda, quale sia la perplessità di Giacometti.
Dato che scrivere e leggere su questo sito costa nulla, anche fossero
pubblicate chiacchiere a ruota libera (ovviamente in assenza di offese) di quale danno
potrebbe essere additata la redazione?
Se le "chiassose polemiche" (di fatto solo una sintesi di opinioni
di varia provenienza) sono ritenute sterili, è forse al contrario fecondo comunicare con
l'esterno soltanto attraverso anemiche veline così come via Roma ha fatto sino ad oggi?
Vale la pena di ricordare a questo proposito un interessante passaggio del
confronto tra i candidati sindaco Simonetta Rubinato e Gianni Rachello del 7 giugno 2004.
Parlando di assessorati e deleghe Rubinato disse:
"(...) abbiamo in mente anche una delega
che non sarà delega perché sono due temi del programma che mi stanno
particolarmente a cuore e quindi senzaltro non saranno oggetto di delega perché li
terrò io se sarò eletta dai cittadini e questi due temi sono la partecipazione e
la comunicazione. Sarà un obiettivo primario del nostro programma, lho detto in
tutti gli incontri, e quindi mi voglio far carico di attivare questa partecipazione e di
creare i canali perché sia effettiva e non soltanto una promessa da campagna elettorale.
Così pure la comunicazione che è collegata alla partecipazione. I cittadini devono
essere messi in condizione di conoscere sempre di più perché la conoscenza dei contenuti
dei propri diritti secondo me è potere. Quindi più i cittadini sono informati più
conoscono e più hanno potere (...)".
La delega alla comunicazione, due anni e passa dopo,
ancora non è stata formalizzata (diciamolo: non esiste. Magari il settimo assessore...?
).
Quella alla partecipazione a quanto pare - se i vertici del partito al quale
appartiene il sindaco non sanno capacitarsi del fatto che un rimpasto possa essere motivo
di interesse per la popolazione - è una delega che evidentemente non si vuole o, almeno,
non viene percepita con l'intensità manifestata da Rubinato in quel confronto del giugno
2004.
In conclusione la stampa fa il suo mestiere, il che
sostanzialmente significa esercitare il diritto di cronaca e di critica. Se un rimpasto di
Governo occupa le pagine dei quotidiani e dei telegiornali nazionali, non c'è motivo di
ritenere che un rimpasto di giunta in un Comune non possa essere motivo di attenzione per
un sito che si occupa esclusivamente della vita di quella comunità.
Anche ve ne fosse uno soltanto di lettore potenzialmente interessato, qui o
in qualsiasi angolo del pianeta, sviluppare un piccolo focus sull'argomento da parte
nostra è cosa giusta e perciò buona.
Roncade.it |
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