| 02 gennaio 2006 GENERAZIONE PLAYSTATION
Telefono Azzurro ed Eurispes hanno presentato il
rapporto nazionale sullinfanzia; un malloppo di 1200 pagine di dati sui bambini di
oggi, depressi, aggressivi contro se stessi
e gli altri, privi di riferimenti sociali e sperduti tra game boy, playstation e internet.
Trovo sconcertante che ci sia ancora qualcuno che si meraviglia di tanto squallore.
Sono anni che vengono disattesi tutti gli indicatori del progressivo aggravarsi del
fenomeno e ora possiamo ben dire che chi è causa del suo mal, pianga se
stesso.
I bambini sono il nostro futuro e la moderna società non se ne cura, anzi,
continua imperterrita verso il punto del non ritorno.
Lasciati soli a casa davanti alle svariate
diavolerie elettroniche o ad inibirsi con le gesta degli eroi del wrestilng,
quando escono si sfogano con il bullismo o in attività di vera e propria
violenza con le baby gang.
I casi più gravi parlano di famiglie frammentate o di genitori entrambi al lavoro: un
classico.
Cosa fare? Il consiglio più abusato è rivolto ai genitori: essere più presenti.
Tanto ovvio quanto difficoltoso.
Le iatture economiche esigono limpegno
lavorativo di entrambi e di regresso in regresso ora si sta proponendo anche di immolare
il sabato sullaltare della produttività, colpa della concorrenza straniera.
E così mentre i soldi spariscono tra furbetti ed evasori, tra delocalizzatori
e inerzie politiche, tra immoralità e ingiustizie di ogni tipo, la stragrande maggioranza
degli italiani ha la mente altrove, sta perdendo la speranza e si abbandona alla routine,
compresa leducazione della prole, tanto perché bisogna.
Ritengo urgente porvi rimedio.
Ben lungi dal seguire i predicozzi di certi
moralizzatori ma anche con la certezza che non ne usciremo mai se attendiamo la politica
con le sue leggi e i suoi tempi, credo valga la pena considerare la necessità di fare
qualcosa di nuovo: acculturiamoci.
Le disgrazie che lItalia sta subendo da anni, sono sicuramente opera di una classe
dirigente (politica e imprenditoriale) indegna, ma in ultima analisi, noi popolo bue con
il nostro qualunquismo od eccesso di fiducia, abbiamo le nostre colpe nellaver
lasciato fare e questo per evidenti carenze cognitive.
Dobbiamo recuperare la consapevolezza delle nostre potenzialità, solo così potremo
discernere su cosa sia meglio fare per costruirci un futuro migliore e potremo
farlo solo se avremo la conoscenza delle cose e unadeguata cultura.
Richiede impegno ma è in gioco il nostro destino ed è il minimo che possiamo fare per
non continuare a subire.
Lalternativa? Facile, facile.
Diamo ai nostri figli del Ritalin o del Prozac, staranno molto più tranquilli e per la
nostra coscienza, non cè problema, se continua così non avremo sicuramente il
tempo per pensaci.
Ossequi.
Luciano Damelico |