| 3 febbraio 2006 Il 27 gennaio scorso la
Biblioteca Comunale ha inviato, in occasione del "Giorno della memoria", una
lettera ad alunni e studenti delle scuole elementari e medie di Roncade, con l'intento di
promuovere la lettura di opere letterarie in cui sono narrate vicende legate agli stermini
operati nei campi di concentramento e, in generale, alle molte iniziative di "pulizia
etnica" registrate in Europa nel secolo scorso.
Il documento ha la lodevole intenzione
di ricordare come sia necessario conoscere anche le pagine più tragiche della storia per
far sì che tragedie di questo genere non si ripetano.
Alcuni insegnanti, tuttavia, hanno
espresso una serie di perplessità sullo scritto riguardanti i punti che qui si cerca di
sintetizzare.
1) Si legge "Contro le dittature,
le democrazie secondo le esigenze dei luoghi e dei tempi". Che significato ha
l'ipotesi di democrazia a geometria variabile che pare di cogliere in tale espressione?
2) Più sotto: "La Pace resta il
grande messaggio che duemila anni fa è stato dato agli uomini di buona volontà dalla
grotta di Betlemme". Perchè la pace viene ricondotta esclusivamente ad
un'impostazione di pensiero crisitana? La pace per i non credenti o per gli aderenti ad
altre confessioni ha una valenza meno intensa o nobile?
3) Nella seconda pagina: "Con le
osservazioni e le riflessioni che abbiamo fatto qui e che i vostri insegnanti
approfondiranno meglio e completeranno, noi speriamo di avervi aiutati a capire che c'è
sempre rimedio al male prima che esso si manifesti...". Se la lettera è firmata dal
responsabile del Servizio Biblioteca, Enza Carbonere, perchè l'uso di quella prima
persona plurale?
4) Nelle pagine terza e quarta sono
elencate 16 espressioni che dovrebbero agevolare la lettura dei testi su questa materia
(da "Auschwitz" a "Dittatura", da "Comunismo" a
"Gulag", da "Nazismo" a "Shoah" e così via). Perchè nessun
riferimento al fascismo ed alle leggi razziali approvate anche dall'Italia che poi
giustificarono la deportazione degli ebrei?
5) Infine: questo genere di interventi
per i giovani volti alla formazione di una coscienza collettiva spetta davvero alla
Biblioteca Comunale o dovrebbe, casomai, transitare prima almeno attraverso l'assessorato
alla cultura? |