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| Una proposta per attenuare i
disagi delle code agli sportelli postali |
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| 9 dicembre 2005 Le Poste di potenziare gli sportelli non ne
vogliono sapere e per questo dovremmo rassegnarci a code sempre più lunghe e lente?
Forse, ma con un po' di fantasia qualcosa per
rimediare l'Amministrazione Comunale la può fare. Vediamo se la proposta è percorribile
o meno.
Premesso che la maggior parte degli utenti che
usufruiscono dei servizi postali per i pagamenti e le riscossioni lo fa per ritirare la
pensione e saldare le bollette di telefono, luce, gas, acqua, asporto rifiuti eccetera, il
primo rischio che queste persone corrono, entrando e - soprattutto - uscendo dagli uffici
postali con denaro contante in tasca è quello di richiamare l'attenzione di rapinatori o
scippatori. Di solito, in questi casi, le vittime sono persone anziane che non sanno
opporre alcuna forma di difesa e che spesso sono anche fatte oggetto di violenze e
riportano conseguenze fisiche di varia gravità.
Il secondo problema, naturalmente, sta nel tempo che si perde. In un altro intervento, qualche mese fa,
abbiamo anche provato a quantificare il danno dovuto alle attese.
Il suggerimento che oggi avanziamo ha come base la
semplice constatazione che se le operazioni di accredito della pensione e di addebito
delle utenze fossero gestiti dagli istituti bancari non ci sarebbe alcuna necessità di
recarsi in posta più di qualche volta al mese. Viaggiare con una carta bancomat anzichè
con banconote nelle tasche e nelle borsette, inoltre, costituirebbe un grande elemento di
sicurezza contro furti e borseggi, la cui flessione di fronte all'uso sempre più ampio
della moneta elettronica è un fatto ormai accertato.
I problemi che qui si frappongono, specie tra i
pensionati, sono di due ordini. Il primo è squisitamente culturale: l'abitudine ad avere
tra le mani denaro contante è una questione pressochè irrinunciabile, la carta moneta
fornisce quell'idea di concretezza che da un punto di vista psicologico non può essere
rimpiazzato da una scheda magnetica.
Il secondo trova invece la sua ragione nel costo dei
servizi bancari. L'apertura di un conto corrente e la gestione di un numero anche limitato
di operazioni rappresenta un ostacolo di tipo economico, specie per chi è titolare di
pensioni basse.
Ed è su questo che si potrebbe probabilmente intervenire secondo una
formula semplice. Così come le casse comunali forniscono un sostegno economico per
l'acquisto di libri scolastici alle famiglie meno agiate, perchè non pensare - magari
anche cercando una convenzione con la banca meno "costosa" - ad un contributo
sulle spese di conto corrente a favore degli anziani che ancora non ce l'hanno o non
possono permetterselo?
A spanne si tratterebbe di qualche decina di euro
l'anno a testa; forse, magari a titolo sperimentale, un budget limitato per un'iniziativa
di questo tipo si potrebbe tentare. Riuscire a sottrarre agli sportelli della posta anche
solo un 10% degli attuali utenti sarebbe un risultato tutt'altro che trascurabile.
Roncade.it
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| 11 dicembre
2005 Privatizzare,
ma con juicio
Sono stato sempre favorevole alla liberalizzazione di molti servizi cosiddetti
pubblici. Le intromissioni dello Stato in diverse competenze di interesse
pubblico mi hanno sempre procurato l´orticaria, anche quando il Cavalier Silvio
Berlusconi si nascondeva all´ombra del Garofano socialista e gestiva le sue aziende con
leggi dello Stato fatte su sua misura. Il libero mercato é cosa seria,
teorizzava Adam Smith, era soprattutto una questione morale, sottolineava Luigi Einaudi, e
di certo non contempla leggi sulla rottamazione delle automobili (la Fiat ringrazia) o
incentivi per l´acquisto di nuovi personal computer (Carlo De Benedetti e la Olivetti
ringraziano e passano all´incasso).
Il mercato é a disposizione di tutti, e in una democrazia moderna come la nostra dovrebbe
prevedere forme di tutela per i piú deboli. Tutele per aiutare questi stessi soggetti
piú deboli a provvedere quanto prima ad un´autonoma partecipazione alle leggi di
mercato, non a promuovere il parassitismo e l´assitenzialismo.
Il libero mercato deve convivere con il cosiddetto welfare, non deve di certo alimentare
clientele politiche come purtroppo é accaduto in Italia fin dalla fine della seconda
guerra mondiale.
Non posso quindi non approvare qualsiasi forma di
privatizzazione in grado di aumentare il senso di liberalismo nel nostro Paese. Ma anche
le privatizzazioni devono essere programmate con giudizio, e non esclusivamente con le
forbici.
Un caso emblematico é quello delle Poste Italiane,
ente attualmente nel caos piú totale, dove a rimetterci troviamo sia i dipendenti, sia
soprattutto i cittadini. Ad un moltiplicarsi di servizi bancari e previdenziali
all´interno delle Poste, gli utenti si sono visti aumentare pure i disagi. Tagli del
personale avvenuti senza alcuna logica, ritardi nella consegna della corrispondenza e code
sempre piú lunghe agli sportelli.
Una cosa che ho potuto anche verificare di persona
in questi ultimi due anni, quando me ne ritorno al paese natale, accompagnando di persona
mia madre alle Poste per ritirare la pensione o effettuare qualche pagamento. Una storia
che ha ben descritto Gianni Favero all´interno del suo sito Roncade.it. Gli uffici da me
testati sono proprio quelli presenti sul territorio di Roncade (Treviso), ma
purtroppo la realtá credo sia comune a tutta l´Italia.
Favero si spinge ben oltre la protesta, arrivando a suggerire interventi di sostegno da
parte delle amministrazioni comunali, per contribuire a rendere piú economiche le spese
di accredito delle pensioni o di addebito delle utenze di bollette verso istituti di
credito, alleggerendo cosí le code agli uffici postali.
Iniziativa lodevole, ma attenzione a non indebitare ulteriormente le casse comunali.
Contributi di questo tipo secondo me andrebbero elargiti soltanto agli anziani meno
abbienti, altrimenti chi ci guadagna sono sempre e soltanto le banche.
I tagli di personale vanno sempre ben ponderati, e di certo va sempre salvaguardato il
concetto di servizio verso tutti i cittadini, anche nelle aree periferiche. Non puó
infatti convivere un sistema liberale senza una qualsivoglia di rispetto e tutela verso i
cittadini-consumatori-utenti.
E pensare che qui in Germania, quando si formano
delle code agli uffici postali, ti offrono pure il caffé
Sandro Grosso
Il blog di Sandrino |
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