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Cosa pensate

sull'Irak?

   
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Il Polo provoca la maggioranza ad esprimere il proprio punto di vista sull' opportunità di rifinanziare la missione militare.
E le risposte non tardano a giungere
  

 

15 febbraio 2005

Possiamo fare qualche domanda ?

Vorremmo tanto sapere cosa ne pensano i rappresentanti della Margherita in seno a questa Maggioranza riguardo al voto espresso dalla neonata " L'Unione " sul ri-finanziamento della missione in Irak.
In Parlamento è stato votato il ri-finanziamento alla missione con i voti a favore della Maggioranza ed il voto contrario compatto di tutta la coalizione che oggi (ma chissà se sarà l'ultimo nome) si fa chiamare L'Unione.

E' ovviamente un voto politico ma è altrettanto vero che bloccare economicamente la missione vuol dire costringere il contingente italiano a tornare subito a casa lasciando senza le dovute difese quel popolo proprio nel momento più importante con il rischio del fallimento del difficile processo di democratizzazione e modernizzazione di un popolo che potrebbe rapidamente tornare nel buio del fondamentalismo e del terrore.
E' quindi evidente che il voto contrario ha il suo presupposto proprio nella volontà di mandare a casa subito i nostri soldati. Soldati che, dobbiamo ricordalo a chi con troppa colpevole superficialità si dimentica, con onore, valore e professionalità, hanno prestato la loro opera anche con il sacrificio umano di eroi, in una missione di pace, ri-pacificazione e aiuto a percorrere la strada difficile verso la democrazia. E' un voto che in un attimo cancella tutto questo.

E' il voto di Bertinotti che ancora una volta si dimostra il più forte, il più coerente, il vero leader di una coalizione tenuta assieme per esclusivi motivi elettorali ma non certo per comuni valutazioni ed uniformità di programmi ed obiettivi
Chi comanda : Bertinotti o Prodi?
E non ci pare certamente sufficiente che, sempre per esclusivi interessi elettorali, oggi si dica che i veri resistenti sono i milioni di iracheni in fila per votare (se fosse stato per voi le elezioni non ci sarebbero state mai !!!) Non basta!
Infatti se queste fossero affermazioni nate da un convincimento profondo e da un'analisi corretta della realtà, non si sarebbe arrivati al voto contrario.
Perché questo voto va esattamente nel verso opposto. Non si lascia un popolo in crisi proprio nel momento più importante.

Per questo motivo siamo convinti che molti in questa coalizione non abbiano gradito questa imposizione. E ci piacerebbe sapere cosa ne pensano i "sempre-bene-informati-e-più-bravi-della-classe-della-Margherita-locale."
E vorremmo tanto sapere anche cosa ne pensano delle " Foibe" (improvvisamente riabilitate in campagna elettorale); o delle colpe di Togliatti (tutt'ora negate dai vostri alleati); oppure di come ci si trovi a " braccetto" con i " no-global" in grado di essere, nella loro violenza anti-democratica, così pesantemente condizionanti nella vostra coalizione; ed infine ancora cosa ne pensano delle motivazioni incredibili che hanno permesso di liberare dei terroristi facendo così diventare in un sol momento la nostra povera Italia il paese ideale per il terrorismo in genere (Itallah!)( Siete ancora convinti come avete detto che la minigonna è come il Burka?)

Siamo ansiosi di sapere che motivazioni vengano accampate (non ci venite a dire che il voto resta contrario perché pur di fronte ai cambiamenti in atto, non vi sono sostanziale variazioni di orientamento nel Governo. Come dire che: " è colpa del Governo se votiamo contro!" Andatelo a dire direttamente al popolo irakeno!)

GRUPPO CONSIGLIARE di OPPOSIZIONE
Coerenti nel Cambiamento-Polo per Roncade


16 febbraio 2005

Io non so se sono il "sempre - bene -informato - e - più - bravo -   della - classe - della - Margherita-locale" da cui qualcuno attende risposte, non so nemmeno se ho peso politico, ma so che all'interno del nostro movimento vi è una grossa libertà di pensiero, e proprio la mancanza di un uomo forte ci permette di pensare, magari con un pensiero divergente, ma di essere profondamente noi stessi, la Vostra sollecitazione cari colleghi di Coerenti nel Cambiamento - Polo per Roncade è ghiotta e mi permette fare alcune osservazioni.

Per quanto riguarda Prodi e Bertinotti, sta il fatto che quest'ultimo "prevale" solo nella più becera propaganda di destra, ancora prigioniera del cliché logoro del comunista - che - mangia - i - bambini. Propaganda oltretutto funzionale al disegno della destra di mostrare gli avversari come pericolosi estremisti, attaccabrighe no global, spaventando così gli elettori. In molte realtà italiane, anche venete (Venezia, Padova...), Rifondazione Comunista è al governo ma non si è mai scatenata l'ondata di "terrore, morte e distruzione" annunciata dal Premier. Noi della Margherita auspichiamo una campagna elettorale che sia il più possibile onesta e rispettosa della verità e, soprattutto, rispettosa dell'intelligenza dei cittadini.

Ma ora vorrei citare alcuni dati e alcune situazioni, il popolo irakeno (una percentuale alta, inaspettata anche dagli stessi americani) è andata al voto e guarda caso ha espresso un voto a favore (maggioranza non assoluta) di una linea politica che non è esattamente quella voluta dagli "amici" americani, quindi forse qualcosa vogliono dire in Iraq queste elezioni, oltre alla "alta" affluenza ai seggi !?!?!
Ora noi italiani siamo chiamati a rivotare una missione con gli stessi obiettivi e contenuti di qualche anni fa, non vi sembra anacronistico, l'Iraq sta cambiando, lo vogliamo far cambiare o ci è più comodo mantenerlo nel caos? Gli uomini di governo oggi dicono che si rimarrà in Iraq fino a quando i dirigenti irakeni lo chiederanno, ma quale irakeno ci ha chiesto di andare lì?
Mi fa specie poi che ora si citi l'ONU e il rispetto dello stesso, ma se non erro l'intervento degli Stati Uniti è stato un intervento che ha elegantemente scavalcato il pensiero e l'azione dell'ONU, lo si è rispettato allora?

Forse è ora di cominciare a bilanciare le spese umanitarie e quelle militari, perché non diciamo che la missione per la stabilizzazione e ricostruzione dell'Iraq (umanitaria) vede uno stanziamento per decreto di 18.778,00 Euro mentre per la partecipazione di personale militare lo stesso decreto stanzia 267 milioni 805 mila Euro (fonte Senato della Repubblica). Vuol dire che per ogni euro speso per finalità umanitarie se ne spendono 14 per finalità di sicurezza. Non si dica che tra le finalità di sicurezza vi sono anche investimenti in infrastrutture, la difficoltà operativa del nostro contingente è evidente e solo la generosa azione dei nostri militari sopperisce alle indecisioni e agli errori dei comandanti grandi o piccoli.
Gli iracheni hanno fatto la loro parte ora spetta agli occidentali, ma per fare questo bisogna vedere il futuro e il decreto di rifinanziamento della missione non guarda al futuro ma unicamente a ripetere il passato.

E mi spiace per voi, ma rispetto ai morti delle foibe e di tutti i genocidi vi è un profondo rispetto nel mio animo, perché persone, prima di tutto, che hanno pagato un prezzo ingiusto, la vita è sacra e forse non serve scomodare nessuno per affermare un principio che ogni democrazia deve salvaguardare, ma la sacralità della vita non deriva da una visione politica , ma da una sostanza che è la vita stessa.

Dopo questo intervento sono sicuro che si scatenerà una qualche risposta dotta e arguta, ma anche se tacevo si scatenava lo stesso la polemica, a me basta una sola cosa, vi sia un po' di dialogo e confronto costruttivo, della polemica non so cosa farmene. Io ho da imparare molte cose, ma le imparo da chi sa anche ascoltare, non certo da chi ha la supponenza di sapere tutto e di avere tutte le ricette in tasca.

Paolo Giacometti
(aderente a La Margherita)
Capogruppo in Consiglio Comunale
Progetto Città Insieme


16 febbraio 2005

Da semplice cittadino mi permetto una riflessione in merito alla provocazione del centro-destra sulla questione irakena.
Premetto che è sempre sbagliato avanzare ragioni cavalcando il proprio umore di opposizione rancorosa (vedi la battuta "sempre bene informati e primi della classe") con il relativo tormentone "comanda Bertnotti".

Chiunque pensi di avere una ragione da rivendicare è con la forza delle argomentazioni che ci può convincere; l'offesa, il sarcasmo, la puerile (infantile) chiosa berlusconiana del chi non è con me è un comunista, lasciamolo pure agli affezionados di Fede.
Detto questo mi piacerebbe tanto che prima della discussione del merito, si riconoscesse almeno qualche sciocchezzuola del tipo:

1) gli americani sono andati in IRAk con la menzogna: all'assemblea dell'ONU il segretario di stato americano aveva portato una quintalata di documenti per dimostrare che se non intervenivano subito, rischiavamo il genocidio per via degli armamenti di distruzione di massa rivelatosi poi una gran bufala.
2) queste menzogne hanno portato a infierire su un popolo (affamato di liberta?) facendo 100.000 morti (forse era meglio la fame).
3) grosse ditte americane stanno facendo ottimi affari con la cosidetta ricostruzione e c'è chi dice che la "torta" se l'erano spartita ancor prima di partire.
4) se esportare la democrazia è la grande missione americana come mai solo a casa Sadam? Considerando che la lista degli stati canaglia è terribilmente lunga, questa è solo una tappa?

Volendo continuare con battute e battutacce possiamo farci del male a iosa, credo non ne valga la pena.
L'asciamo a Roma quello che è di Roma, attualmente il dibattito politico è un mestiere ad uso e consumo dei media per i poveracci che si alimentano dal tubo catodico, consiglierei a tutti i nostri amministratori locali di abbadonare toni e argomentazioni troppo grandi per i nostri palati.
Affidiamoci alla storia, chi vivrà vedrà.
Ossequi.

Luciano Damelico