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opache

   
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Il pasticcio del caso Agritur - Comune sul passaggio di proprietÓ del suolo su cui sorge l'impianto natatorio.
Il vero problema Ŕ l'imbarazzo con cui il consiglio ne parla
  

 

13 gennaio 2005

Un petroliere che concede il possesso di un suo terreno al Comune per costruirci sopra una piscina ma che, al momento di venderlo a tutti gli effetti, si tira indietro perchŔ un'area adiacente, sempre di sua proprietÓ, nel Prg non ottiene quella variazione di destinazione d'uso su cui lui tanto contava.
Il pastrocchio delle piscine starebbe tutto qui anche se i pudori dei consiglieri tengono la loro lingua  impastata al punto di nominare il privato solo attraverso il nome della sua azienda, la Agritur srl, e non con il suo nome, Renato Nichele, di Meolo.

Non ne parlano con una semplicitÓ simile neanche le opposizioni, le quali pure si stracciano le vesti per una trasparenza che la giunta in carica a loro avviso nega, probabilmente anche perchŔ Ŕ anche grazie a Nichele che la loro campagna elettorale ha potuto essere quella che Ŕ stata.

Insomma, sembra che quei pochi consiglieri che prendono la parola nella pubblica assemblea lo facciano leggendo una velina corretta, ricorretta e verificata, senza neanche un'ombra lontana della schiettezza che, invece, circola negli uffici.

Il Boris Mascia dei tempi migliori si Ŕ infiacchito, depotenziato probabilmente dall'uscita di scena - apparente - dell'avversario principe Ivano Sartor. Renato Pravato promette fuoco e fiamme ma poi le cartucce pi¨ cattive che spara sono le astensioni, Gianni Rachello Ŕ sostanzialmente entrato in maggioranza.

Per i Nichele di tutto il mondo Roncade Ŕ diventato il luogo ideale per le loro scorribande, dovrebbero approfittarne. L'abbraccio tra pubblico e privato Ŕ caldo ed abbondante e si sta facendo di tutto perchŔ la popolazione - ovviamente immigrata - aumenti per giustificare lo svettare di nuove palazzine un po' ovunque.

Insomma, per il caso delle piscine Ŕ inutile prendersela con Agritur. Anzi, Ŕ proprio ridicolo. Un imprenditore Ŕ in genere estraneo a sensibilitÓ per l'interesse collettivo, lo si sa da sempre e nessuno si scandalizza. Difficile che il soggetto in questione, che adesso si vuole trascinare davanti al giudice, si sia alzato un bel mattino e si sia detto "toh, a proposito, ora mi sovviene che proprio lý ho un terreno che potrebbe diventare interessante. Quasi quasi...". Qualche promessa a monte qualcuno in municipio gliel'avrÓ pur fatta, no?
Poi qualcosa Ŕ andato storto, capita, Ŕ la statistica. Ma la teoria dell'orcaccio e delle anime belle, per rispetto delle intelligenze medie di questo paese, dovrebbe esserci decentemente risparmiata.

C'Ŕ comunque da scommetterci che il modo di riparare si trova e che a palazzo di giustizia con questa storia non ci si arriva. Il guaio Ŕ che dai nostri consiglieri non sapremo mai quale sarÓ la contropartita.

Viva l'Italia

Roncade.it