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Bruno se

n'è andato

   
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Bruno Lorenzon è morto questa mattina all'ospedale di Treviso
  
21 febbraio 2005

Bruno Lorenzon è morto questa mattina all'ospedale di Treviso. Aveva 64 anni.

Personaggio particolarmente noto nel mondo della cultura, Lorenzon si può ritenere uno degli autori più letti ed apprezzati degli ultimi anni anche fuori dai confini del Veneto.

La sua prima opera, "Drio a restera", del 1998, ha conosciuto varie ristampe, al pari de "L'inverno di Toni" (1999) e di "A piè descalsi" (2002).

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LORENZ1.jpg (87143 byte) Il suo ultimo libro ha per titolo "Che a piasa, che a tasa, che a staga casa" ed è dedicato all'universo femminile attraverso i detti popolari.

La sua produzione letteraria comprende anche "Galleria roncadese" (2000), una ricerca sui personaggi che hanno segnato la storia del comune natìo, e "La collana di corallo" (2003), romanzo d'amore e di guerra, che sta ottenendo analoghi consensi.
Nel dicembre scorso è stata infine rappresentata la sua prima commedia in due atti, "Il nobile Amoèri".

I suoi libri sono pubblicati da Piazza Editore.

I funerali sono fissati per sabato 26 febbraio, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Roncade.

Foto sopra: La prima uscita a Roncade con il libro  "Che a piasa, che a tasa, che a staga casa.

Foto a destra: In divisa da boy scout negli anni '60

         
21 febbraio 2005

Quando muore un produttore di cultura le campane dovrebbero suonare in modo diverso.

Non perché la morte in sé generi un vuoto affettivo di valore privilegiato, sia ben chiaro. Il lutto è un baratro nero individuale che non dipende dal "chi era" pubblico della persona che se n'è andata, ed ha percorsi e soluzioni assolutamente intime, insondabili e, soprattutto, non giudicabili.
La scomparsa, però, di chi con un proprio strumento creativo - nel caso di Bruno la scrittura - è riuscito ad irrorare una certa area di società con idee e pensieri che altrimenti mai sarebbero venuti alla luce è una crepa che si propaga ben oltre le mura familiari.
Per questo il din don di prassi dice meno di quello che dovrebbe.

Bruno negli ultimi anni alla malattia che lo marcava stretto ha fatto dei formidabili tunnel alla Sivori. Il morbo voleva tagliargli il tempo e lui invece lo ha prolungato con l'unica vera arma umana che rende immortali, chiamatela arte o quello che volete. La lingua non è stata forse il ponte con cui lui ha richiamato dal sonno della memoria perduta i suoni delle generazioni scomparse, cioè, in altre parole, la leva con cui ha resuscitato i nostri nonni attraverso le loro voci?
E che ragione c'è, dunque, per non pensare che anche le migliaia di pagine che ha lasciato siano nient'altro che il sistema di vene con cui egli stesso continuerà a pompare, nella larga comunità dei suoi lettori presenti e futuri, le interpretazioni del mondo, degli uomini, dei loro sentimenti filtrati attraverso i suoi?

Bruno Lorenzon ha fatto dannare il suo editore, questo è noto.
Da quando ha sentito l'alito del terzino-cancro che gli picchiava sulle caviglie si è messo a correre come un ventenne, ha sperimentato la formula del romanzo ("La Collana di Corallo") e anche quella dei testi teatrali ("Il nobile Amoèri"), oltre, naturalmente, ad insistere su terreni già ben collaudati ("Che a piasa, che a tasa, che a staga casa") ed a scrivere il "Processo alla vecia" di prossima rappresentazione .

Questa mattina, dicono i testimoni, all'ospedale ha prima rivolto qualche complimento alle infermiere - in quanto fèmene, beninteso - e poi si è messo ancora a sfidare la lingua cercando di completare un cruciverba. A questo punto il terzino canchero si è innervosito e lo ha steso con un fallaccio da tergo.

Gianni Favero


21 febbraio 2005

COMUNICATO STAMPA

ZAIA: ABBIAMO PERSO UN PEZZO DI TREVIGIANITA'

Il presidente della Provincia di Treviso si unisce al dispiacere della Comunità per la perdita dello scrittore de "L'inverno di Toni".

"Ho espresso il mio cordoglio ai famigliari del noto scrittore di Roncade con un telegramma, non appena sono venuto a conoscenza della notizia", queste le parole del presidente della Provincia di Treviso, Luca Zaia, a commento della recente morte dello scrittore Bruno Lorenzon.

"Lorenzon ci ha lasciato pagine ricche di trevigianità, ritratti di personaggi e luoghi nostrani sapientemente descritti, anche con umorismo. I suoi scritti sono sempre stati caratterizzati da un'accurata ricerca, soprattutto sui modi di dire più singolari del nostro territorio."

Ufficio Stampa
Provincia di Treviso
Tel. 0422. 656344


Documento: 20050221 01504
ZCZC0299/SXR R CRO S41 QBXV

EDITORIA: SCOMPARSO A TREVISO LO SCRITTORE BRUNO LORENZON

   (ANSA) - TREVISO, 21 FEB - Lo scrittore trevigiano Bruno Lorenzon e' morto questa mattina all'ospedale di Treviso all'eta' di 64 anni. Lorenzon, che abitava a Roncade (Treviso), e' ritenuto negli ambienti letterari della Marca uno degli autori più letti ed apprezzati degli ultimi anni anche fuori dai confini del Veneto. La sua prima opera, ''Drio a restera'', del 1998, ha conosciuto varie ristampe, al pari de ''L'inverno di Toni'' (1999) e di ''A pie' descalsi'' (2002), tutte pubblicazioni con cui e' stata effettuata una capillare ricerca dei modi di dire piu' singolari e radicati nella civilta' rurale del basso veneto del primo novecento. La produzione letteraria di Lorenzon comprende anche ''Galleria roncadese'' (2000), una ricerca sui personaggi che hanno segnato la storia del comune d'origine, e ''La collana di corallo'' (2003), romanzo d'amore e di guerra, che ha ottenuto analoghi consensi. Nel dicembre scorso e' stata anche rappresentata la sua prima commedia teatrale in due atti, ''Il nobile Amoeri''.(ANSA).

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