| 2 ottobre 2005 LETTERA APERTA DI ALFONSO LORENZETTO
Al Sindaco di Roncade
Ai colleghi commercianti ed artigiani
Ai cittadini
Voglio fin da subito
esprimere il ringraziamento per la gentile attenzione prestata da questa amministrazione
alla questione in essere, che a mio modo di vedere risulta alquanto difficile da gestire,
visti i protagonisti interessati: amministratori-commercianti-cittadini-visitatori
Comunque sia
.è doveroso provarci.
A proposito di commercianti visto
che siamo
come dire
tra di noi
..vorrei dire agli indefinibili Commercianti che rilasciano dichiarazioni sulla
stampa e scrivono sul sito Roncade.it e si firmano pure come i commercianti di
Roncade ché a quanto mi risulta, ad oggi non esiste alcuna associazione
riconosciuta in essere, e per cui io voglio pubblicamente dissociarmi da tali scritti e da
tali commercianti, poiché non mi sento rappresentato in alcun modo nellinsieme da
loro. Casomai abbiano il buon gusto di firmarsi con nome e cognome e non si nascondano
dietro etichette di comodo.
I temi messi allordine del giorno sono molti e presumo non sia sufficiente questa
giornata
di confronto, e quindi sarà bene condividere subito un calendario per i prossimi
incontri.
Almeno per chi intende proseguire su questa strada..
Roncade ha in sé un patrimonio di potenzialità inespresse e sottovalutate persino dagli
stessi operatori economici. Partirò con un annedoto.
Mi piace molto ascoltare chi arriva da fuori ..lo straniero
ma anche
semplici colleghi .
Lanno scorso ho portato una manifestazione di fotografi professionisti qui a Roncade
Molti di loro seppur trevigiani o veneti non conoscevano nemmeno lesistenza di
questo angolo di Nord-Est. Eppure almeno la metà di loro si sono complimentati con me per
la bellezza della città per il fatto di avere un corso centrale con portici , e a loro
dire per latmosfera di elevata qualità della vita che ivi si respirava .Forse
neanche noi a volte vediamo le cose in questo modo poiché le diamo per scontate. A buon
intenditore poche parole!!!!!
1) insegne ecc.
Risulta fin troppo ovvio che oggi la situazione versa nel marasma e nella confusione
totale. Del resto fino ad oggi nessuno mai si è posto seriamente il problema.
Le cose sono due :
a) inseguire il modello Las Vegas città nota a tutti anche proprio per la
cartellonistica e le insegne che regnano sovrane rispetto allurbanistica ,anzi
meglio ne sono la parte
più identificativa .E allora questo deve essere la connotazione della città , e quindi
essere
memorizzata per codesto aspetto.
b) creare un ordine sul modello austriaco cosa che io preferisco ,o meglio un
ordine e una linea ben definita per tutti che crei ununica logica di
riconoscibilità.
Come al solito facile a dirsi difficile nel realizzarsi poiché risulta evidente che
occorre probabilmente andare a sostituire lesistente,con un esborso economico non
indifferente.
A questo punto siano gettate perlomeno le basi per le nuove richieste dopo un attento
studio tra urbanistica esistente e idoneo design che impreziosisca il contesto cittadino.
2-3-5) riqualificazione centro
storico. Parcheggi, orari, manifestazioni, ecc
Non sono un professionista dellurbanistica , ma se per riqualificazione intendiamo
un nuovo assetto urbanistico e chiaro che occorre lavorare su più fronti .
In primis la condivisione degli obiettivi da parte dei soggetti interessati:
amministratori commercianti-cittadini.
Abbiamo già a disposizione alcune interessanti soluzioni presentate da validi
professionisti
che hanno ridisegnato lipotetica Roncade del domani.
Occorre a questo punto verificare gli studi e passare alla ricerca delle risorse
finanziarie
per realizzare la nuova veste urbana.
Poi occorre studiare chi è il fruitore del centro storico , quali siano le esigenze e le
richieste dei locali , i flussi migratori da e verso il centro .In questo modo potremo
vedere con studi e dati alla mano se sia il caso di chiudere o meno il centro storico.
Su questo ed altri aspetti , a volte noi mi sembra che si sbagli nel mettere al centro
come soggetti principali i commercianti rispetto al cliente finale. Sarebbe
cosa buona e giusta sentire i nostri clienti e in base alle loro richieste trovare nuove
soluzioni.
Di mio posso dire che ci sono centinaia di buoni esempi di pedonalizzazione del centro in
Italia.
Certo che prima di arrivare alla chiusura occorre creare tutta quella serie di servizi ,
park e trasporti pubblici , e quantaltro che diano la possibilità di usufruire del
centro senza
problemi e allo stesso tempo lo rendano un piacevolissimo posto dove trascorrere il tempo
libero per shopping ma anche solo per stare bene .I centri ben attrezzati ed
organizzati stanno bene hanno uninvidiabile qualità della vita e soprattutto
lavorano e quindi guadagnano bene.
Propongo di formare una delegazione tra amministratori e commercianti per visitare qualche
centro storico ove quello che ho sopraelencato si è già concretizzato.Mi sovviene la
Toscana o LUmbria.Qualche anno addietro mi fermai presso un casolare nei pressi di
Montalcino per acquistare alcune bottiglie di Brunello e di Rosso . Mentre mi accingevo al
pagamento mi ricordai di non avere molto contante con me . Lo feci presente alla Sig.a,
che poco prima vistomi arrivare , era uscita dal campo intenta nelle sue faccende
lavorative e si era presa cura di me . Con mio grande stupore mi fece presente che non
cera nessun problema , potevo tranquillamente pagare con la carta di credito.
Ciò detto per farvi capire che lorganizzazione e la completezza del servizio anche
in una piccola azienda è sinonimo di qualità totale.
Poi non da ultimo la riqualificazione deve essere recepita anche dagli stessi soggetti
protagonisti della scena commerciale .
Qui è chiaro che lo sforzo deve esserci a 360° altrimenti si rischia il degrado non solo
ambientale ed architettonico, ma anche purtroppo commerciale.
Purtroppo dobbiamo chiederci noi commercianti ed artigiani se sappiamo intercettare le
esigenzedei nostri potenziali clienti , o se invece continuiamo a proporre vecchi e non
più appetibili stereotipi di proposta e vendita. Invito lamministrazione nel
proporre corsi mirati di riqualificazione del personale addetto alle vendite.
Il problema del prossimo futuro: dati alla mano , e da recenti studi, emerge che chi vuole
rimanere allinterno del mercato con ruoli vincenti deve assolutamente seguire delle
strade certe quali:
a) alla vendita dei prodotti va applicata ed esercitata una forte
conseguente vendita di beni servizi , perché oggi tutti vendono tutto!!!
b) la visibilità dellesercizio, quindi logiche di marketing
strategico e incrociato, la facilità di raggiungimento ,non solo per il parcheggio,ma
perché andare a fare la spesa a Roncade mi fa stare meglio.
e a seguire le note cortesia e qualità che furono cavalli di battaglia degli
anni ottanta
ma che oggi devono essere dati per scontati !!!.
c) sinergia totale tra amministrazione commercianti
società civile .
cioè in poche parole un esempio: concertare le manifestazioni poche e ben gestite e
soprattutto innovative, dove i commercianti siano protagonisti con situazioni
dinsieme,
marketing incrociato per lappunto,
le associazioni di volontariato dagli scout alla protezione civile servano di ausilio alla
buona riuscita.
Ma per far questo necessita una elevata coesione sociale .apertura mentale e non logiche
di piccolo cabotaggio personale.
Mi spiego : se io commerciante penso solo ed esclusivamente ai fatti miei e non mi adopero
nei confronti degli altri soggetti e chiaro che il circolo virtuoso si chiude subito,
perché lo scout o lassociato della Pro_Loco o dei Veterani Calcio, invece di
collaborare , alle iniziative locali, preferisce la gita fuori porta al mare o in
montagna.
E poi quando torna e parla davanti ad unospritz locale , loda le iniziative
degli altri paesi
o località nelle quali ha soggiornato.
Anni fa cera un bellissimo slogan che diceva la fantasia al potere.
Ebbene gli esempi ci sono , se riteniamo di non avere le competenze o la creatività del
caso perlomeno cerchiamo di copiare bene !!!!
Esempi : Sarmede , un paese che,senza offese non ha niente e offre poco, rispetto a
Roncade.
Ebbene a Sarmede si sono inventati quella meravigliosa rassegna di disegni
dellinfanzia che riempie la piccola cittadina ogni anno di migliaia di visitatori e
con risonanza internazionale.
Per altri esempi più illuminanti vi rimando alla città di Barcellona dove persino
lex
Pres. della provincia Zaia attinse a piene mani per il piano strategico della provincia di
Treviso.
Mantova si sono inventati il meraviglioso Festival Internazionale della Letteratura.
Ferrara la città a fine agosto si riempe per il Festival dei Buskers.(artisti di strada)
Bologna la città di notte aperta con musica e festa in ogni angolo.
Ecco quindi spiegato il discorso della sinergia totale .
Così facendo tutti hanno la loro soddisfazione totale , amministratori per la buona
riuscita
delle manifestazioni , i commercianti che vedono amplificare le loro possibilità di
guadagno il volontariato che offre assistenza su più fronti dalla gestione dei parcheggi
controllati alla gestione organizzativa spicciola che è importantissima.
Purtroppo a Roncade a mio avviso si continua invece a pensare in piccolo con una
dimensione ancora troppo chiusa in se stessi con iniziative superate o comunque stantie
che non interessano più nemmeno gli organizzatori. Sono troppe e piccole con una
dispersione inutile di preziose energie.
Necessita quindi fare un salto di qualità mentale e culturale privilegiando la qualità
delle manifestazioni portando pubblico ma favorendo anche la spesa.
Infine non da sottovalutare ma da studiare , insieme anche ai tour operator:
La possibilità di attrarre visitatori stranieri , visto e considerato che possiamo
vantare una
esclusiva vicinanza a Venezia.
Proporre visite guidate alle nostre meravigliose ville veneziane , con pacchetti mirati ,
ed iniziative e spettacoli di folclore locale.
Basterebbe intercettare il 5% dei visitatori che gravitano sulla città lagunare per
riempire tutti i giorni il nostro centro storico.
Un collega di Venezia mi raccontava che riesce a vendere in un anno 35.000 pellicole
fotografiche e qualcosa come 12.000 fotocamere usa e getta . Solo per il fatto del
passaggio di gente.
A questo punto senza essere dei maghi in matematica , anche solo con un ricarico di 1 euro
a pezzo il ragazzo si porta a casa 47.000 euro .!!!
Allora cari colleghi vediamo di ragionare su altri potenziali mercati se abbiamo il
terrore dei Centri commerciali che ci rubano il pane di bocca!!!!
Il ruolo dei privati in questa situazione è chiaro.
Penso alle migliaia di euro che ogni anno i nostri sponsor locali o meno , assegnano alla
miriade di piccole iniziative . A volte riesce facile avere queste risorse perché il
fattore locale ci fa avere canali privilegiati , conosciamo direttamente molti degli
imprenditori della zona.
Bene cosa fa ,di un imprenditore di successo, un mito che entra nella memoria storica
collettiva se non il fattore mecenatismo.
Lultimo che io ricordi è stato il finanziere Marzollo negli anni 70 che ha
contribuito ad edificare il ponte sul fiume Musestre presso la scuola materma .
Esempio: se unimprenditore finanzia piccole realtà quali il Motoclub, o la locale
sagra dellAssunta, tantopiù lo farà se la manifestazione avrà risonanza nazionale
o addirittura Internazionale.
Sempre per esempio se a Roncade ci fossimo inventati il festival della Letteratura , che
vede ospiti scrittori di caratura internazionale penso che molte delle nostre tante
Società per Azioni, probabilmente farebbero a gara per scucire bei soldini, poiché il
ritorno in termini risonanza è elevato .
Probabilmente per qualcuno, io propongo scenari irrealizzabili per Roncade , ma ripeto,
io continuo a pensare che questi siano alcuni suggerimenti validi ,del resto il sindaco lo
sa
perché lho già espresso in una mia presa di posizione ,verbale e per iscritto ,
quando ci fu liniziativa sul piano di marketing strategico , e guarda caso erano
presenti molti referenti istituzionali eccetto
purtroppo molti miei colleghi
commercianti , ..ma a loro dire
.. solo perché era di sabato mattina.
Orari: Già il sabato
il giorno della grande spesa!!!!!!
Teoria ridicola e per certi versi contraddittoria , poiché mi risulta , senza andare
distante,
che in AltoAdige o Sud_Tirolo senza parlare di altri stati membri dellunione europea
le cose siano diverse al sabato pomeriggio , o meglio molti esercizi siano chiusi.
Questo per dire che occorre avere coraggio anche nella scelta degli orari.
Primo :esiste una legislazione ben chiara e definita in merito.
Secondo ,sia allinterno delle disposizioni di legge scegliendo le fasce orarie più
confacenti alla propria attività si possono soddisfare molte esigenze sia nostre che dei
clienti .
Infine per fare ciò occorre sempre ascoltare il proprio pubblico .
Infine le cose da fare sono moltissime e le cose da concertare molte ,le cose che si
faranno poche.
Vorrei sbagliarmi ma affinché mancherà la molla , lhumus fecondi , o meglio la
coesione sociale ed economica tra i soggetti interessati e affinché non ci sarà una meta
condivisa ,cioè lobiettivo del nostro fare squadra,tutto ciò risulterà vano ed
inutile.
Con rispetto
Alfonso Lorenzetto |