| 4 giugno 2005 Leggo un passo da un interessante volumetto di Aldo Durante, intitolato
"Integralismo cattolico asburgico".
"Nel 1853 monsignor Brunello, prevosto di
Montebelluna, dovette affrontare uno scandalo gravissimo per il suo gregge: Giulia
Michielin, sposata ad Antonio Bonsembiante, abbandonò il tetto coniugale e andò ad
abitare con suo padre.
Il parroco si rivolse all'Amministrazione Comunale perchè obbligasse la
donna, anche con la forza, a ritornare da suo marito.
L'Amministrazione intervenne nel senso voluto dal parroco, ma poco dopo
Giulia Michielin riprese la fuga e la cosa si ripetè per cinque volte in due mesi".
Pur di difendere una parvenza di unità familiare,
insomma, il parroco non esitò a far riconsegnare a ripetizione una giovane donna ad una
situazione di percosse e violenze da cui aveva disperatamente tentato di fuggire.
Sono passati 150 anni e due guerre, da allora, ma
praticamente per niente. Il clero, attraverso la longa manus del suo braccio secolare, nei
seggi delle Camere come nelle amministrazioni comunali, non ha alcun riguardo a spingersi
anche oltre.
| Il pastore tedesco - con un'aderenza
all' ironico titolo di un quotidiano che sorprende probabilmente anche gli stessi ideatori
- di fatto allunga allegramente narici e canini nei talami familiari fin dentro gli uteri
materni o aspiranti tali, stabilendo ciò che si puote e ciò che non si puote e
invitando, con l'astensione dal voto, a supportare una legge meno che medievale all'uopo
imbastita dal suo parlamentare esercito della salvezza. |

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Ma tant'è. La chiesa è un polipo centrista ed è
lì che bisogna andare per avere il potere, Rutelli docet nonostante sia solo l'ultimo.
Nel nostro piccolo, i nomi delle new entry nella lista elettorale del sindaco, lo scorso
anno, non derivarono da melliflue consultazioni nelle canoniche del territorio?
Mi congratulo con Lei, consigliere Paolo Gatto, e
molto sinceramente. Lei è il primo in questo comune che su una questione così nevralgica
espone nettamente la sua posizione.
Odo il silenzio di coloro che dovrebbero essere i difensori indefessi dello
stato laico e parlo dei Ds. Qualche mese fa, per la pantofolaia rinuncia - per me
dolorosissima - ai grandi valori etici e sociali di cui la tradizione socialista è stata
per più di un secolo portatrice, li definii "mozzarelle" ma correggo il tiro.
Adesso sono stracchino.
Gianni Favero |