| 18 gennaio 2005 La Fondazione Cassamarca costruisce un
capannone abusivamente ed il Comune di Roncade la denuncia alla Procura della Repubblica
per violazione delle norme in materia di edilizia, costringendola ad abbatterlo.
Non è proprio una pietra di quelle che fanno male, ma dalla fionda di
Davide un sassolino tale da raggiungere, almeno, il cranio di Golia è stato scagliato per
confortare quelle minoranze che si ostinano a credere all'uguaglianza di chiunque di
fronte alla legge.
L'oggetto eliminato dalla superficie di Ca' Tron è
un "annesso rustico", sul quale la Fondazione aveva avuto anche l'approvazione
della competente Soprintendenza, ma che non ha convinto i tecnici comunali. Il capannone,
cioè - 350 metri quadrati per sette metri di altezza - non avrebbe avuto caratteristiche
tali da giustificare la provvisorietà della sua presenza (unica condizione per poter
costruire senza permessi) e perciò il 10 dicembre scorso il manufatto è stato abbattuto.
Il motivo per cui del fatto si è venuti a
conoscenza solo oggi è un po' più difficile da capire e risiede probabilmente in una
forma mentis un tantino anomala di questa amministrazione, la quale evidentemente ama
nascondere le cose migliori, quelle fatte con gli attributi.
Si viene anche a scoprire, ad esempio, che nel registro della cancelleria di
palazzo di Giustizia è finita anche la So.Ve.Im, l'azienda impegnata a costruire
nell'area ex consorzio agrario, per i
fatti di cui abbiamo parlato qualche tempo fa.
Una ritrosia nel manifestare il proprio carattere,
quella dell'amministrazione comunale, che rischia di diventare un boomerang perché
potrebbe essere confusa con una inclinazione alla sudditanza psicologica verso i
"poteri forti". Il sindaco giura che non è (più) così. Adesso basta solo
cercare di farlo capire un po' meglio e con la necessaria tempestività, con nomi,
cognomi, date e quant'altro.
Sennò è naturale che fioriscano le congetture fuori bersaglio.
Roncade.it |